È bello camminare in una Valle Verde: avanti il prossimo

Venerdì videoconferenza sulla Green Valley con il sottosegretario alla Transizione Ecologica. Individuate le aree per la sperimentazione Da Roccasecca a Ceccano, da S. Giovanni ad Anagni. Interessate pure Cassino e Pontecorvo. Verso una coop e tante agevolazioni.

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Nel film ‘Sfida a Green Valley’, un western degli anni Cinquanta, il nuovo sceriffo riesce a sconfiggere tre assassini. Solo perché, però, viene aiutato dal suo vecchio predecessore. La sfida della Green Valley, quella lanciata a Roccasecca, verrà vinta invece grazie al ricambio generazionale della classe dirigente. Spesso visto come una regressione, ma non in questo caso. Perché consente di spingersi al di là degli steccati ideologici pur di fronteggiare tre killer: l’inquinamento del suolo, l’uso smodato della plastica e la disoccupazione giovanile. Come? Basta piantarla: la canapa industriale. Ma anche con i paletti politici. Allora sì che, come diceva quel tormentone pubblicitario degli anni Ottanta e Novanta, sarà bello camminare in una Valle Verde. Che nascerà in tanti siti già bonificati o da bonificare: da valorizzare o da disinquinare e poi riqualificare. Che porterà alla produzione di materiali innovativi ed ecosostenibili. E che, non da ultimo, creerà posti di lavoro.   

Generazione X

Marco Delle Cese con Giuseppe Sacco

I primi attori andati in scena sono tutti della Generazione X: i nipoti dei Silenziosi e figli dei Baby Boomers. A partire dal sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco, 49enne civico di centrodestra. Che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Cosilam: il Consorzio per lo sviluppo del Lazio Meridionale. Quello presieduto da Marco Delle Cese: che ha 41 anni ed è del Pd. Grazie a questo accordo, agli inizi di maggio verranno effettuate analisi in vari terreni della zona industriale di Roccasecca. E, una volta avuti i risultati, sarà selezionata una specifica tipologia di cannabis sativa da piantumare.

Il tipo di canapa non verrà scelto solo in base alla tipologia di inquinamento da annientare. Ma anche e soprattutto rispetto alla sua capacità di generare polimeri naturali. Perché la finalità è doppia: bonificare e produrre plastica green. E anche materiali per la bioedilizia. Con l’apporto scientifico di Unicas ed Enea: l’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. (Leggi qui Bio plastica dalla canapa: la nuova sfida di Roccasecca e anche qui La balla che balla non era. La Green Valley è ora e qui).

Ufficio Economia Circolare

A Roccasecca, a breve, la Green Valley comincerà ad affondare le radici in un terreno di proprietà di un’azienda agricola. Che sta a pochi passi dalla Grestone: dove fanno i sampietrini con le scorie dei termovalorizzatori. E, in generale, il ruolo del suo proprietario non è di certo marginale. Perché Francesco Borgomeo, presidente di Unindustria Cassino, mette lo zampino in ogni progetto votato all’economia circolare. Ha già sposato e sta promuovendo appieno anche quello di Roccasecca. Perché l’industria ha bisogno di imballaggi in bioplastica e non solo. E, alla fine della giostra, nascerà pure una fabbrica di imballaggi in bioplastica.  (Leggi qui Unindustria ci crede: «Si alla Green Valley»).

Uno dei sopralluoghi nelle aree destinate a diventare parte della Green Valley

Nelle prossime ore il presidente Borgomeo parteciperà anche ai sopralluoghi nella zona industriale assieme a Sacco e Delle Cese. È stato già individuato un altro terreno comunale di 500 metri quadri. Mentre a due passi dal Municipio roccaseccano sta per essere inaugurato il primo “Ufficio per l’economia circolare” della provincia di Frosinone. È un’ex sala conferenze, già utilizzata anche dalla Pro Loco. Il Comune l’ha messa a disposizione del Cosilam: che l’ha ristrutturata e accessoriata. Presto sarà un vero e proprio quartier generale della Transizione Ecologica al servizio del territorio. A Roccasecca: la terra dell’ormai satura e non più ampliata discarica, che per oltre quindici anni ha ricevuto i rifiuti di tutta la provincia e pure di Roma. (Leggi qui Rifiuti: il gioco sporco di Roma sulla Ciociaria e anche qui La sottile vendetta di Lozza: arrangiatevi).

La Valley nella dottrina Sacco

«È il momento storico giusto perché stiamo voltando pagina – dichiara il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco -. Si passa dalla chiusura della discarica, un concetto vecchio di gestione del ciclo dei rifiuti, a una visione generale totalmente nuova. Si possono intercettare tanti fondi del Recovery Plan. E ci sono tutte le condizioni affinché il progetto vada in porto e rappresenti un volano di sviluppo per tutto il Basso Lazio e non solo».

Più in generale, a conclusione delle battaglie per la chiusura dell’impianto di Cerreto, la considerazione dei rifiuti non più come un problema bensì una risorsa. «È la svolta storica – aggiunge il primo cittadino – che si intende segnare a livello europeo nella tutela dell’ambiente e nello sviluppo industriale connesso alla gestione del rifiuto. E Roccasecca è in prima fila con il Cosilam, l’Università di Cassino e l’Enea, che sarà il garante di tutta l’operazione. In modo tale che ci sia uno studio di fattibilità e la sostenibilità del progetto. Le risorse per partire le mette in campo il Consorzio industriale, ma ci stiamo già muovendo per attrarre i finanziamenti diretti alla Transizione Ecologica».

Quali sono i Comuni che stanno per entrare formalmente nella Green Valley? Ceccano, Anagni e San Giovanni Incarico. C’è già un forte interesse, però, anche da parte di altri due comuni limitrofi a Roccasecca: Cassino e Pontecorvo.

E quella Del Brocco

Riccardo Del Brocco Marco Delle Cese tra Tonino Pizzuti e Rino Liburdi (a sx) e Frank Ruggiero

Il patto con Ceccano, in attesa della sottoscrizione dell’accordo ufficiale, è stato stretto lo scorso 24 marzo durante una conferenza stampa. Merito dell’assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco, che è un esponente di Fratelli d’Italia e ha 35 anni: è addirittura della Generazione Y, un Millennial.

È lui che ha cucito i rapporti istituzionali con il democrat Delle Cese. E sta curando l’iter avvalendosi della collaborazione dell’avvocato Rino Liburdi, esperto giuridico al servizio del Comune: è il primo dei non eletti della lista Grande Ceccano, capeggiata da Del Brocco, e anche lui è nella famiglia allargata di FdI.

A Delle Cese hanno consegnato i risultati del progetto di fitodepurazione made-in-Ceccano: la BioSacco Valley. Quello promosso e cofinanziato dalla prima amministrazione guidata dal sindaco FdI Roberto Caligiore. Che al suo delegato, trasformatosi da oppositore extra-consiliare del Caligiore 1 a parte integrante del Caligiore 2, ha dato carta bianca: quella da intestare indirettamente anche con quel simbolo del Pd che tanto detesta. (Leggi qui Dalla “BioSacco Valley” alla “Green Valley” e anche qui Ora chiamatela BioSacco & Green Valley).

Il collante Delle Cese

«Riccardo Del Brocco? Le nostre appartenenze politiche sono molto lontane tra di loro, ma credo che a fare la differenza sia la questione generazionale – dice a riguardo Delle Cese -. E come generazione ci rendiamo conto che soprattutto su questi temi non esistono bandiere da sventolare bensì soluzioni da trovare. E si deve partire dal principio che la protesta è fine a sé stessa se non aggiunge una proposta».

Il presidente del Cosilam, Marco Delle Cese

E la proposta fatta a Ceccano, che patrocina un progetto prettamente teso al disinquinamento dei fondi interdetti alla coltivazione nel bacino del fiume Sacco, è l’aggiunta dell’elemento industriale: la produzione dei derivati green della canapa.

«Dopo la sperimentazione a Roccasecca – fa sapere il presidente del Cosilam – si darà il via alla seconda fase che abbiamo immaginato con il Comune di Ceccano e sulla quale stiamo già lavorando». E che avrà un grande sviluppo: i protocolli d’intesa non saranno “solo” tra Consorzio e Comuni, bensì trilaterali. Li sottoscriverà anche il Ministero della Transizione Ecologica.

La benedizione del sottosegretario

Venerdì 30 aprile, intanto, ci sarà una prima videoconferenza in materia tra Ministero, Cosilam e Comuni di Roccasecca e Ceccano. Parteciperà anche la sottosegretaria ciociara alla Transizione Ecologica Ilaria Fontana: che ha 36 anni ed è del Movimento 5 Stelle. (Leggi qui Il trionfo di Ilaria: al Governo con Durigon).

«Coinvolgere anche il Ministero ci è sembrata la migliore soluzione possibile e la sottosegretaria Fontana si è mostrata sin da subito disponibile a collaborare – dice a riguardo l’assessore Del Brocco -. I rapporti interistituzionali e con i proprietari terrieri sono e verranno curati dall’avvocato Liburdi. L’obiettivo è quello di interessare complessivamente un appezzamento di tre ettari da destinare alla coltivazione di canapa industriale».

Il Ministero, dal canto suo, metterà a disposizione il proprio staff tecnico. Oltra a stanziare a tempo debito appositi e fondamentali finanziamenti derivanti dal Recovery Plan. Da non farsi sfuggire assolutamente.

Ilaria Fontana, sottosegretario alla Transizione Ecologica

A proposito di Economia Circolare e Recovery Plan – o, meglio, Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – «quello della Green Valley – evidenzia Delle Cesesarà con tutta probabilità il più importante progetto di Transizione Ecologica che avrà in dote il Consorzio unico industriale del Lazio. Essendo un soggetto attuatore, è all’interno dello stesso che potranno essere trovate risorse per lo sviluppo della Green Valley. Il cambio di passo, anche da un punto di vista finanziario, è rappresentato da questi elementi». Vale a dire che il Consorzio unico potrà attivarsi direttamente rispetto alle risorse del Pnrr. Non dovrà forzatamente partecipare ai bandi come un singolo Comune. Sì: l’unione fa la forza.

Anche Asi segue la Green Valley

Il presidente dell’Asi Frosinone Francesco De Angelis, commissario straordinario per il Consorzio unico, sta seguendo con forte interesse il progetto della Green Valley. Sul suo ruolo, quale artefice della costruzione della rete del Green Valley, il presidente Marco Delle Cese tiene a precisare che «non è il Cosilam a sollecitare ma viene sollecitato dall’interesse dei Comuni, perché l’esigenza di bonifica riguarda ovviamente vaste aree della provincia di Frosinone».

Al pari di Roccasecca e Ceccano, è anche il caso di Anagni. La cui amministrazione comunale è guidata dal sindaco Daniele Natalia: che è uno dei tre subcommissari provinciali di Forza Italia, dell’area centro, e ha 49 anni.

«C’è un’interlocuzione importante con Anagni – sottolinea Delle Cesee presto porterà sviluppi importanti soprattutto in una vasta area che necessita di soluzioni». Si riferisce all’ex Polveriera della Città dei Papi: 187 ettari, quelli in cui sorgeva un deposito militare di munizioni, ricadenti nel Sin della Valle del Sacco e prossimi alla bonifica. (Leggi qui «Se tolgo i veleni dalla Polveriera poi mi criticate»).

«Ma il primo sostenitore della Green Valley è stato il sindaco di San Giovanni Incarico Paolo Fallone – fa presente il presidente del Consorzio -. Ci siamo ritrovati fianco a fianco nel momento in cui è stata buttata giù l’idea». Con Fallone: che è un civico “bipartisan” e ha 44 anni.

Ambientalismo sano, non integralista

Daniele Natalia

«Abbiamo deciso di aderire subito alla Green Valley – spiega il sindaco di Anagni Daniele Nataliaperché è anche della nostra amministrazione il principio ispiratore del miglioramento della qualità dell’ambiente. Non attraverso, però, l’integralismo ambientale bensì un sano ambientalismo. Che possa coniugare le esigenze della modernità e della produzione con la limitazione degli impatti ambientali».

L’asse Anagni-Ceccano crea così un primo ponte verde tra il nord e il sud della provincia di Frosinone.

Nella Città dei Papi non verrà messa a disposizione “soltanto” l’ex Polveriera: la cui bonifica rientra tra i progetti che, in base all’accordo di programma per la Valle del Sacco, verranno conclusi entro il 2023. La canapa industriale verrà piantata anche nell’ex discarica di Radicina: già in fase di messa in sicurezza tramite gli appositi fondi ottenuti dalla Regione Lazio. Si trova all’interno della Macchia: un polmone verde cittadino che diventerà ancor più green. Ma sarà l’intera collina delle Casermette, a lungo vittima di interramento di rifiuti, a far parte della Valle Verde.

«L’accordo verrà formalizzato dopo il passaggio in Consiglio comunale – preannuncia Natalia -. La questione ambientale non deve essere affrontata dal singolo paese, ma da una rete territoriale. Per questo Anagni ha detto sì alla Green Valley e, all’interno del distretto nascente, farà la sua parte».

Una Green Valley nell’ex discarica

PAOLO FALLONE E GIUSEPPE SACCO

«Avendo un buon dialogo con il Cosilam, grazie al presidente Delle Cese, San Giovanni Incarico è stata coinvolta sin da subito nel progetto della Green Valley – accentua il sindaco Paolo Fallone -. E, soprattutto, gli sono stato molto vicino politicamente, con il voto a favore del bilancio che prevedeva questo progetto, perché l’ho vista come un’opportunità grandiosa per il mio paese».

Dove, con tutta probabilità a partire dal prossimo autunno, nascerà una piantagione di canapa industriale in vari terreni di proprietà del Comune: oltre all’ex discarica di Vignarola, già interessata da bonifica regionale, oltre 5 mila metri quadri di terreno nelle località Matrice e San Cataldo.

Fallone, però, ci ha messo del suo: vuole creare una cooperativa comunale di agricoltori e giovani aspiranti tali a cui dare in gestione i lotti. Quindi un’immediata garanzia di posti di lavoro legata alla costituenda filiera. «In collaborazione con il Cosilam e coinvolgendo anche la Coldiretti (la Confederazione nazionale dei coltivatori diretti, ndr) – prospetta il sindaco di San Giovanni Incarico – si può dare il via a iniziative promozionali di una cooperativa in cui i ragazzi interessati verrebbero formati e avviati alla professione».

Tu pianti, io bonifico, tu non paghi le tasse

Poi c’è la questione dei tanti terreni privati ereditati da persone non residenti nella cittadina di 3.200 anime. «A queste persone, che ci pagano addirittura le tasse pur non vivendo qui – delinea Fallone intendiamo proporre, dietro esenzione totale o parziale dal versamento dei tributi, di affidarli o donarli al Comune per la cooperativa che darà lavoro anche e soprattutto ai giovani».

In alcuni casi, se si tratta di fondi lasciati dai nonni ai nipoti, questi ultimi potrebbero essere anche spinti a trasferirsi a San Giovanni Incarico per avere un lavoro assicurato. Da qui, in parte, potrebbe anche nascere un’iniziativa di ripopolamento del borgo.

«Anche perché abbiamo la fortuna di avere stabilimenti come la Saxa Grestone nella confinante Roccasecca – aggiunge Fallone e la nostra cooperativa comunale potrebbe essere tra i maggiori fornitori di materia prima per la produzione della bioplastica fortemente richiesta dall’universo industriale». E, a livello politico, il primo cittadino taglia corto: «Io ho valutato la bontà del progetto. Punto».

E a capo: avanti il prossimo.  

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