E il benedettino Leone pensa a diventare sindaco (Conte della Selvotta)

Nel pieno della crisi. L'assessore Leone dopo le dimissioni pensa alla fascia di sindaco. O a Cassino o nella più tranquilla Terelle. Il titolare D'Alessandro tenta il derby con il rettore: prova a portare il premier Conte per pareggiare il Presidente della Repubblica che andrà in Ateneo

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.
Cassino, 2019 d.C. Uno sciame di api invade l’Aula consiliare.
Montecassino, 2019 d.C. Uno sciame di api invade l’Albaneta.

Rossella: votiamo senza leggere

“Non vogliamo più votare in aula delibere e progetti senza prima leggere le carte ed essere informati”. Svelati ieri sera nel salotto di A Porte Aperte su Teleuniverso uno dei motivi della ribellione dei quattro consiglieri dissidenti dell’Amministrazione comunale di Cassino. Lo ha fatto candidamente Rossella Chiusaroli, capogruppo di Forza Italia, incalzata dalle domande del direttore Alessio Porcu. (leggi qui L’inutile telefonata con cui fingere di fermare la caduta dell’amministrazione)

In sostanza ha detto che finora la maggioranza ha alzato la mano per votare sì ma senza essere a conoscenza di quello che votava, più o meno come fanno molti parlamentari alla Camera e al Senato. E Rossella, anche a nome degli altri tre dissidenti, ora ha detto “Basta a questo metodo”. Ha lanciato un messaggio al sindaco “Pronti a discutere su un nuovo metodo di amministrare, altrimenti il bilancio non passa”.

Il Benedettino Leone subito sindaco

Perché Benedetto Leone si è dimesso? Lo ha spiegato in tre pagine inviate al sindaco e al presidente d’aula. (leggi qui Ora è crisi di nervi. Leone si dimette. D’Alessandro: «Avevo detto di non farlo») In realtà, perché è l’unico della coalizione che studia la politica e la dibatte e la vive.

Era l’unico assessore che viveva ogni giorno (8-20) nel palazzo comunale, insieme al sindaco, e ne aveva appreso le dinamiche. Ma ora si era stancato delle beghe interne create, si interpreta leggendo le tre paginette studiate e scritte da giorni, da altri per i motivi più diversi. Ha pensato :”Se rimango ancora qui questi mi rovinano la carriera politica che ho davanti. Non voglio essere confuso con chi chiede solo poltrone”. Ed ha sbattuto la porta. (E noi… ve lo avevamo detto, leggi qui Leone offre i Servizi Sociali ai Dissidenti di Forza Italia)

È andato a pregare a Montecassino dalla Loggia del Paradiso dove va ogni volta che avverte turbamenti.

Il suo futuro? Per il Conte della Selvotta, leggendo le carte, punta alla candidatura a sindaco nella prossima tornata elettorale. Da scegliere tra la tumultuosa Cassino e la più tranquilla realtà della sua Terelle, amministrata nel paese da nonno e padre. Per ora ha più tempo da dedicare al suo vigneto e all’Osteria del Santo Bevitore dove campeggia una foto giovanile, in tenuta tennistica, del futuro cronista d’aula Domenico Tortolano.

Mattarella – Conte, duello Betta – D’Alessandro

Per i 40 anni dell’ateneo cassinate il magnifico rettore Giovanni Betta si è accaparrato la presenza del presidente della repubblica Sergio Mattarella il giorno undici marzo. Grande festa per tutti gli accademici.

E Carlo Maria D’Alessandro, in piena crisi comunale, che fa per distogliere l’attenzione sul palazzo dilaniato da veleni? Invita il premier Giuseppe Conte per i 75 anni della distruzione bellica della città il giorno 15 marzo. Lo rivela il Messaggero di oggi.

E così nello spazio di quattro giorni le due massime cariche dello Stato saranno a Cassino. E non solo, perché Carlo Maria ha varato un programma di celebrazioni lungo tre mesi e tra l’altro anche un viaggio a Cracovia, dal 28 febbraio al 4 marzo per la fiaccola benedettina.

Un avvertimento ai ribelli d’aula.

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