E nello studio di Floris Zingaretti asfalta Renzi

Il Governatore del Lazio: “Sta picconando il Pd perché lo vuole distruggere per diventare lui il capo di un grande movimento riformista, obiettivo fallito miseramente”. E ancora: “Giuseppe Conte ha fatto il presidente del Consiglio la seconda volta perché lo ha voluto tenacemente Renzi, quando il Pd che io dirigevo aveva posto un tema di discontinuità necessaria”.

Giovanni Floris ha fatto alla stragrande il suo mestiere nel salotto di Di Martedì. In studio c’era Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio ed ex segretario del Partito Democratico.

Floris ha mandato in onda l’intervento di Matteo Renzi, fondatore di Italia Viva, nella giornata conclusiva dell’undicesima edizione della Leopolda. Quando Renzi ha attaccato frontalmente il suo ex Partito. Nicola Zingaretti non si è scomposto e ha detto: “A Renzi cosa vuoi rispondere? Io parlo con i cittadini”.

Nicola Zingaretti

Poi l’affondo, durissimo. Ha affermato Zingaretti: “Io ho un ottimo rapporto con Conte e difendo la storia di questi anni ma Giuseppe Conte ha fatto il presidente del Consiglio la seconda volta perché lo ha voluto tenacemente Renzi, quando il Pd che io dirigevo aveva posto un tema di discontinuità necessaria”.

Da quel giorno in poi Renzi sta picconando il Pd perché lo vuole distruggere per diventare lui il capo di un grande movimento riformista, obiettivo fallito miseramente”.

Ma quale Macron

Insomma, per Zingaretti il progetto di Renzi di diventare il Macron italiano è fallito. Il presidente della Regione Lazio ha pure aggiunto che nel Paese  si sta tornando ad un netto e chiari bipolarismo e che aveva visto alcune immagini dell’appuntamento della Leopolda. Lasciando intendere che Italia Viva è destinata ad un ruolo marginale.

Per Zingaretti non ci sono dunque i presupposti per uno scenario come quello descritto da Renzi, nel quale cioè le elezioni si vincono al Centro. Il ritorno del bipolarismo, favorito anche dal crollo dei Cinque Stelle, va in un’altra direzione.

Le parole del Governatore del Lazio, però, fanno emergere qualcosa in più. In effetti Matteo Renzi è stato quello che ha favorito il Conte bis e l’intesa tra Pd e Cinque Stelle. Poi ha consumato la scissione, fondando Italia Viva. Ma da quel momento in poi il Pd (all’epoca guidato da Nicola Zingaretti) ha alzato un muro. Invalicabile per l’ex rottamatore.

Matteo Renzi alla Leopolda 2021

Infine, l’aspetto non detto ma forse più importante. Da ogni singola parola pronunciata ieri sera da Nicola Zingaretti, da ogni pausa, da ogni inflessione della voce emergeva una considerazione neppure troppo inconscia: come può uno che è stato segretario del maggior partito della sinistra italiana avere come unico obiettivo quello di picconare il Pd?

Un punto che  va oltre la politica. Tra Nicola Zingaretti e Matteo Renzi non c’è mai stata simpatia. Le parole di ieri sera dimostrano però che il Governatore del Lazio è pronto a rispondere colpo su colpo.

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