E non ci siamo chiesti per chi ha votato la mafia

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Fingiamo che la mafia sia sparita. E così speriamo che non esista. Invece è nel nostro piatto.

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Accoccolati sul nostro divano, tenuti al caldo da una copertina che garantisce la nostra comfort zone, abbiamo cancellato dalla mente tutto ciò per il quale fino a qualche anno fa combattevamo con il coltello tra i denti.

Impigriti, comodi, imborghesiti: ingrassati. Alcuni semplicemente stanchi. Altri hanno passato la mano alla nuova generazione e tirato i remi in barca. Dopotutto è normale: a vent’anni si vuole cambiare il mondo, a cinquanta ci si accontenta di cambiare il conto in banca.

Il mondo però intorno a noi continua a girare. E fare i suoi affari. Soprattutto quelli criminali: quelli che sono scomodi da vedere, dove bisogna impegnarsi. Una domanda che ci facevamo sempre ai tempi della Prima Repubblica: “Per chi ha votato la mafia questa volta?

I voti della mafia

Foto: Antimafia Papers

Un tempo si diceva che sostenesse la Democrazia Cristiana, poi che si fosse messa in proprio; poi che avesse investito su Forza Italia; poi ancora sul Movimento 5 Stelle che paga il reddito di cittadinanza alla sua manovalanza.

Il problema non è chi ha votato questa volta la Mafia. È che non ce lo siamo domandati. È in questo silenzio che le Mafie fanno i loro migliori affari criminali. Come ci ha ricordato oggi Coldiretti con il suo report sulle agromafie. 

Lavoro nero e caporalato. Attività di ristorazione gestite da associazioni criminali. Usura. Nel Lazio sono tanti i fenomeni che proliferano nel cono d’ombra dell’illegalità. Le braccia gestite sui campi del Pontino, della Ciociaria, della campagna romana. I trasporti da e verso i grandi mercati. Gli affari all’interno di quegli spazi. I ristoranti per lavare il denaro.

I clan nel nostro piatto

Braccianti Agricoli

La mafia è intorno a noi, si arricchisce nel nostro giardino. Finisce nel nostro piatto. Nella nostra indifferenza. Perché la mafia non è una questione di Polizia non è solo affare dei magistrati: è una cultura, un modo di essere, di pensare.

Coldiretti oggi ci ha tirato via per qualche secondo quella copertina dal divano. Facendoci sentire il freddo della realtà. Ma durerà un secondo: stavolta nemmeno ci siamo chiesti per chi ha votato la Mafia.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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