E ora Ciccone deve disinnescare i “franchi tiratori”

Foto: copyright Stefano Strani

Il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia sa che la partita più difficile è quella di convincere sindaci e consiglieri di area a non cedere alle sirene di Antonio Pompeo. In caso contrario si aprirà una “guerriglia” che può incendiare la coalizione

Il “non giocate per favore” di Mario Abbruzzese nasconde il timore che serpeggia all’interno di Forza Italia e di tutto il centrodestra. (leggi qui Il centrodestra decide: Tommaso Ciccone candidato unitario «Ma non giocate, per favore»).

La candidatura alla presidenza della Provincia di Tommaso Ciccone potrebbe rappresentare l’occasione per gli avversari del presidente del Cosilam di regolare i conti.

 

In realtà però l’operazione è difficile, rischiosa e complicata.

Intanto perché con la divisione delle fasce di voto ponderato (leggi qui In Provincia la resa dei conti… ponderati) è facile capire in quali Comuni, eventualmente, entrerebbero in azione i franchi tiratori. Rischiosa perché un’operazione di fuoco amico del genere aprirebbe comunque degli scenari di “rappresaglia” altrove: a Frosinone, a Cassino, ad Anagni, a Ceccano. Dappertutto.

 

In realtà Tommaso Ciccone rappresenta una candidatura che tutti possono accettare senza problemi. In Forza Italia ha messo d’accordo Adriano Piacentini-Nicola Ottaviani con Mario Abbruzzese-Pasquale Ciacciarelli. Il leader di Noi con l’Italia Alfredo Pallone non ha mutato di una virgola la sua posizione: coalizione unita e candidatura buona per poter pensare perfino di vincere.

Per quanto riguarda Fratelli d’Italia e la Lega, il senatore Massimo Ruspandini e il deputato Francesco Zicchieri hanno capito che nel caso di passo indietro di Forza Italia, sarebbe toccato a loro assumere l’iniziativa di indicare un nome per la presidenza. Ma non c’erano molte alternative considerando che i sindaci in quota sono soltanto due: Roberto Caligiore (Ceccano) per FdI, Filippo Capogna (Arnara) per la Lega.

Le liste civiche hanno fatto quello che dovevano, senza sbilanciarsi. Gianfranco Pizzutelli (Polo Civico) e Carmine Tucci (Cuori Italiani) non sono certo tipi da restare con il cerino in mano.

 

Adesso si apre una fase diversa, con Tommaso Ciccone intenzionato a incontrare almeno 5 volte tutti gli amministratori del centrodestra, ma pure quelli delle liste civiche. Per provare a giocarsi la partita con Antonio Pompeo il 31 ottobre.

Se poi si materializzeranno i franchi tiratori, allora da novembre nel centrodestra si aprirà una “guerriglia” senza quartiere.

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