E Paola Villa tuonò: “Il candidato sono me”

Come si legge il documento M5S - Un'altra città. È la ricandidatura della prof Paola Villa. Che spiazza il Pd di Magliozzi. E affonda il suo progetto di assorbire quell'area politica per aggregarla intorno ad un candidato Dem. Le tre vie rimaste. Taddeo fa scouting

Paola Villa torna in campo. E scombussola i progetti elettorali del centrosinistra. Manda all’aria i piani del Partito Democratico, ricompatta i suoi fedelissimi. Tutto con una mossa. Reclama la candidatura a sindaco di Formia: esattamente come aveva promesso alla fine dello scorso dicembre quando la sua amministrazione era collassata con due anni di anticipo sulla scadenza. (Leggi qui Formia, Paola Villa affonda: “Si va a casa con dignità”).

Il ritorno della professoressa è stato ufficializzato con un comunicato del Movimento Cinque Stelle e della civica Un’altra città. È l’ultimo bastione rimasto di quell’ampio schieramento civico che tre anni fa riuscì nell’impresa di eleggere un sindaco né di destra, né di sinistra, né grillino. La riscossa della Prof riparte da lì: M5S e Un’altra città hanno annunciato un accordo per dar vita ad un programma politico condiviso.

L’intesa incorona di fatto Paola Villa a sfidare le urne dopo la traumatica conclusione della sua travagliata prima esperienza amministrativa.

Per il Partito Democratico di Formia è un gran brutto colpo.

Villa, ed è subito caos nel Pd

Magliozzi e Bartolomeo

Irritazione. I dirigenti del Partito Democratico di Formia hanno letto più volte il comunicato di M5S e Un’altra città. Per il gruppo dirigente è un affronto, uno smacco politico, uno schiaffo alla presunzione.

Il Partito è diviso in due (7 a 7) sulla scelta della strada da imboccare per arrivare alle prossime elezioni. Mezza Direzione Cittadina vuole seguire la rotta tracciata dall’ex 4 volte sindaco Sandro Bartolomeo: un’alleanza con i civici di Maurizio Costa che tre anni fa sono stati determinanti per eleggere Paola Villla e poi a dicembre lo sono stati altrettanto per farla cadere; con l’Udc e con gli ex democristiani approdati nella Lega targata Claudio Durigon.

L’altra metà vuole seguire il Segretario Dem cittadino Luca Magliozzi. Puntava all’area civica, di sinistra, ambientalista, movimentista, che è stata la base dell’elezione per Paola Villa. Assicurando che sarebbe stato individuato un candidato sindaco di sintesi. Perché sarebbe stato impensabile per il Pd appoggiare una candidatura della Prof dopo essere stati determinati per la sua caduta a dicembre. (Leggi qui Il Pd corre verso la spaccatura. Il centrodestra l’ha già fatto).

A tentare una mediazione nei giorni scorsi erano stati a Formia il Segretario Regionale Bruno Astorre ed il provinciale Claudio Moscardelli. Che poco avevano potuto fare quando Magliozzi aveva detto di voler costruire un campo largo con il M5S sulla scia di quanto fatto da Nicola Zingaretti in Regione Lazio.

L’annuncio di M5S e Un’altra città getta nel cestino uno dei due progetti Dem. Sandro Bartolomeo tace, non infierisce, evita di dire “Io vi avevo avvertito”.

Non accoglieremo accordi al ribasso

Christian Lombardi

Il comunicato stampa è stato esaminato sotto la lente d’ingrandimento della Segretaria Pd. C’è un punto di non ritorno. È laddove Antonio Romano dei Cinque Stelle e Christian Lombardi per Un’Altra città mettono in evidenza a caratteri cubitali che…” sulla scelta del futuro candidato Sindaco non accoglieremo accordi al ribasso, opinioni ideologiche, stereotipate, personalistiche, candidature poco chiare e che danneggino il bene comune di tutti i cittadini.”

Tradotto: il candidato alla carica di primo cittadino era, resta e sarà la professoressa Paola Villa. Nessuno, tantomeno il Partito Democratico, osi diversificare questa proposta perché – per i firmatari – la Prof possiede tutti i crismi per riconquistare il palazzo municipale.

Nessun margine per il nome identitario da portare al tavolo delle eventuali trattative. Magliozzi aveva ipotizzato la candidatura a sindaco dell’odontoiatra Francesco Occipite Di Prisco. Invece, niente tavolo, niente candidature al ribasso, niente discussioni sul programma: è già fatto. È in un documento che sembra la piattaforma programmatica da sottoporre all’elettorato formiano.

 “Negli ultimi due mesi ci siamo incontrati a più riprese con tutti gli attivisti, ognuno dei due gruppi – hanno subito sottolineato Romano (candidato a sindaco grillino alle amministrative del 2018) e l’avvocato Lombardi – indicando le proprie priorità per la città e proprio da qui sono partiti quattordici tavoli tematici a cui entrambi i gruppi hanno partecipato con incontri settimanali che hanno condotto a un programma condiviso fatto di azioni concrete e che mirano a cambiare in modo tangibile il volto della città”. 

Della vecchia coalizione non è rimasto molto. E di quel poco che restava, il candidato di Forza Italia Gianluca Taddeo in queste ore ha ingaggiato il Consigliere Marco Bianchini.

Il Pd accerchiato

Il Partito Democratico si è visto accerchiato e con le spalle al muro. Con pochi e forse inesistenti spazi di manovra. Non è piaciuta per niente la considerazione avanzata dal M5S e da Un’altra città in un altro passaggio del documento congiunto. Laddove sostengono ed auspicano che le altre “forze politiche presenti in città, con le quali è stata promossa una fitta interlocuzione, condividano e implementino con contenuti il programma così come è stato redatto fino a ora”.

Francesco Occipite Di Prisco

Una sorta di ‘prendere e lasciare” nei confronti del Pd. Che pensava , forse sin troppo ottimisticamente, di poter dare le carte  sul tavolo del fronte progressista e grillino. Qualcuno ora gli ha mandato a dire che può giocare con le regole imposte da altri e condividendo la consapevolezza che “le prossime elezioni amministrative rappresenteranno un vero e proprio spartiacque nella storia cittadina, un’opportunità di rilancio unica grazie anche ai finanziamenti europei che la nostra città sarà in grado di attirare, l’occasione per rimettere finalmente Formia al centro del Golfo, non più subalterna alle realtà limitrofe ma protagonista”.

Il Pd ora è chiamato a decidere, a partorire una linea politica. Le strade che ha di fronte sono tre: far parte della coalizione dei trasversali che appoggia la sfida di Amato La Mura; finire sotto la gonna di Paola Villa che lo stesso Pd soltanto a dicembre ha contribuito a mandare anzitempo a casa; promuovere una scelta autonoma e coraggiosa sul piano elettorale.

La porta di Villa resta aperta

Un’Altra città ha lanciato un appello all’unità al Pd e lo rimarca il  consigliere comunale uscente Lombardi. “Apprezziamo l’enorme sforzo che alcune forze politiche cittadine stanno portando avanti. Per loro la nostra porta resta aperta, per mettere un freno a chi prova a spaccare l’anima progressista, liberale, indipendente, creativa, tollerante e di accoglienza connaturata alla nostra città”.

La “nostra porta resta apertaha creato ulteriori motivi di dissapore all’interno del Pd. Che ora potrebbe andare alla conta con una riunione del Direttivo. A differenza dell’ultima, è chiamato, forse già durante questa settimana, a votare, a decidere la strada elettorale migliore da compiere.

Amato La Mura

Sarà un momento chiarificatore che attende anche Amato La Mura. Dopo il video con cui ha annunciato la sua candidatura a sindaco, ha incassato il sostegno di un gruppo di professionisti e rappresentanti della società civile e, per la prima volta, di una forza politica. L’Udc ha schierato due nomi pesanti sul piano elettorale di Formia: l’ingegnere Erasmo Picano, consigliere comunale ininterrottamente dal 1993, ex presidente del consiglio comunale, ex assessore all’urbanistica e più volte tra i più votati alle elezioni amministrative. Ed il medico Maurizio Tallerini, più volte assessore al comune di Formia

Amato – hanno osservato Picano e Tallerini – è la persona giusta per  svolgere questo ruolo: ha acquisito  l’esperienza necessaria per amministrare, avendo in passato ricoperto il ruolo di consigliere e di assessore. È, poi, una persona integerrima che ama profondamente Formia. Ci sarà molto da lavorare – hanno aggiunto – bisogna  soltanto rimboccarsi le maniche per ricostruire da subito una macchina amministrativa attualmente in pieno stallo”.

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