E Salvini andò al Tempio di Adriano a benedire Ciacciarelli

Il leader della Lega va alla presentazione del libro di Pasquale Ciacciarelli. Non per una visita di cortesia. Ma per lanciare un messaggio chiaro al Pd e Zingaretti: la Regione Lazio è nel mirino

Dicevano che non sarebbe venuto. E che se fosse passato l’avrebbe fatto solo per un attimo, il tempo di un saluto e poi via: giusto una cosa di cortesia. Invece no. Matteo Salvini sta seduto più di un’ora accanto a Pasquale Ciacciarelli, ‘quello di Frosinoneche a Roma si è fatto un nome sotto la bandiera della Lega. Due anni e mezzo da presidente della Commissione Cultura nella Regione Lazio: invece di promuovere opuscoli e monografie scritte in Ciociaria si è girato per quasi trenta mesi tutti i circoli culturali romani nei quali lo invitavano per parlare.

Salvini, tutto il resto è fuffa

Salvini, Ciacciarelli, Chirico

Non c’è solo Il Capitano lui al Tempio di Adriano, pieno centro di Roma, primo giorno di riapertura dopo la serrata per il Covid. Si presenta il libro di Pasquale Ciacciarelli ‘quello di Frosinone‘ che oltre a promuovere i libri degli altri, durante la quarantena ha iniziato a buttare giù una serie di appunti diventati ‘Ripartenza o Apocalisse’: volume di 150 pagine scritte larghe per i tipi della Kimerik Editrice. Non sarà un capolavoro della Letteratura ma è un chiaro segnale alla politica. Perché si riapre il Tempio, arriva il Capitano, modera il direttore dell’AdnKronos (la seconda Agenzia di Stampa in Italia) Gian Marco Chiocci, commenta il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, suggella il sottosegretario di Stato Claudio Durigon papà di Quota 100, ratifica il capogruppo alla Pisana Angelo Orlando Tripodi. Si scomoda Annalisa Chirico, scomoda analista di politica per Il Foglio, mai omologata e sempre fuori dal coro. Il resto è fuffa.

Non si muove lo Stato Maggiore della Lega nel Lazio solo per far prendere aria ai polmoni. È un segnale: chiaro, forte. Destinatario Nicola Zingaretti: questa è la Lega e se ci muoviamo in massa per il libro di Pasquale Ciacciarelli figurati cosa siamo pronti a fare appena ci sarà da dare l’assalto alla Pisana. (Leggi qui Ciacciarelli e Raggi litigano sul trofeo di golf).

Poco libro, molta politica

Pasquae Ciacciarelli (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Dicevano che ci sarebbe stata poco o nulla della politica. E che sarebbe stato un appuntamento dedicato al libro. Non è così. Basta seguire gli interventi.

«La pandemia è il frutto amaro di una globalizzazione errata, criticità che si erano palesate da tempo. La ripartenza è cambiare il paradigma, non si può ripartire dallo status quo ante». Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, non usa il fioretto ma va giù di spada contro le politiche del centrosinistra. «Pensare al Paese che c’era prima della pandemia ci porta da nessuna parte. L’Italia era già economicamente in difficoltà. L’Italia era leader del metalmeccanico, della chimica, l’elettronica di avanguardia. Ma questo non c’è più».

Dalla spada alla clava, ma con garbo: la impugna Claudio Durigon. Il papà di Quota 100 ha governato con il Movimento 5 Stelle nel Conte 1 ed ha dovuto ingoiare il rospo del Reddito di Cittadinanza al quale non credeva. «Il Reddito di Cittadinanza o diviene strumento che porta al lavoro, altrimenti si trasforma in una misura solo assistenziale“. In sala scatta l’applauso.

C’è Abbruzzese, si coccola Michetti

In sala c’è anche Mario Abbruzzese: l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio oggi è il coordinatore regionale di Cambiamo, per sempre sarà il papà politico di Pasquale Ciacciarelli. Da navigato fiutatore della politica si ferma a confrontarsi con il professor Enrico Michetti direttore della Gazzetta Amministrativa e conduttore radiofonico.

Michetti, voce nota nella Capitale, è uno dei nomi nuovi emersi per la candidatura del centrodestra al Campidoglio. Sarà per questo che Mario Abbruzzese non lo molla di un millimetro. «Roma è una città straordinaria, sono romano, accetterei subito una candidatura» ammette in una pausa dei lavori. A sentire ogni parola ci sono il capogruppo di Frosinone Danilo Magliocchetti ed i dominus di Sora Lino Caschera.

Tocca a Pasquale Ciacciarelli. Ma dove ha trovato il tempo per scrivere? «Durante la pandemia. Mentre stavo a casa ho iniziato a raccogliere i miei pensieri. Poi ho deciso di ordinarli. Ne è nato un libro. Lo dedico ai martiri del Covid, perché non devono essere morti invano, dobbiamo lavorare per rilanciare il Paese, e anche i fondi europei devono essere questa occasione».

«Questa è una fase di grande difficoltà – spiega – è un momento delicato e nevralgico. Noi abbiamo delle ricchezze intrinseche, il problema è che noi italiani siamo abituati ad averli sottomano e non capiamo neanche più la grande ricchezza che abbiamo e la potenzialità del nostro paese. Da questa prospettiva dobbiamo assolutamente ripartire“.

Silenzio, parla Salvini

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Il Capitano Matteo Salvini arriva all’improvviso, dieci minuti dopo l’inizio dei lavori. Non l’ha fatto perché, come diceva Nanni Moretti Mi si nota di più se vengo o non vengo?“. Questione di sicurezza. Capisci che arriverà quando già un’ora prima un blindato della Polizia è lì con discrezione a controllare la situazione.

Arriva in maniche di camicia, indossa la giacca: paraculissimo segno di rispetto per un uditorio che noterà quel gesto. E lo apprezzerà. Parla: lì capisci perché il centrosinistra rischia di essere un’espressione destinata a finire nei libri di Storia se non finisce presto di giocare a scannarsi.

Affilato, tagliente, ma mai sopra le righe. Chiocci gli lancia tre domande. Lui risponde a tutte e ci aggiunge del suo. Le elezioni a Roma? «Entro la fine di maggio il centrodestra arriverà unito a decidere i propri candidati». Un po’ tardino? Lui dice di no «a differenza di Pd e M5s che litigano sui nomi, noi avremo candidati credibili e unitari. Ci sono tanti civici a disposizione, se c’è qualche politico che si vuole fare avanti non diciamo di no. Bongiorno candidata? Potrebbe essere una buona scelta, ma per quanto mi riguarda sarà un ottimo ministro».

Enrico Letta da qualche ora gli ha fatto un regalo che nel passato aveva messo sul piatto solo Fausto Bertinotti quando aveva proposto, di fatto, di tassare come benestanti quelli che avevano un garage su Roma. Ha proposto una tassa con cui creare un tesoretto per i giovani: una “dote per i diciottenni” ricavata dalla Tassa di Successione per i patrimoni superiori al milione.

Asfalto su Letta

Claudio Durigon (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Salvini non ringrazia e attacca. «Meno male che c’è il presidente Mario Draghi: sono d’accordo con lui perché l’ultima cosa di cui hanno bisogno gli italiani, in questo periodo, sono nuove tasse. Ha fatto bene Draghi a rispondere che non è questo il momento di togliere i soldi dalle tasche degli italiani ma di metterli. Noi come Lega abbiamo proposto la nostra idea di taglio delle tasse e sono allucinato dal fatto che il segretario del Pd, Enrico Letta, possa pensare ad una nuova tassa. Come dice il presidente Draghi: non è il momento di togliere i soldi dalle tasche degli italiani, ma è quello di rimetterglieli“.

Il nocciolo sono i provvedimenti del Governo a favore delle categorie produttive: la spina dorsale dell’economia italiana. «Sono 40 miliardi ben utilizzati che arriveranno direttamente sui conti correnti delle attività penalizzate in questi mesi di chiusura“.

Rivendca le sollecitazioni per le riaperture: «Siamo a buon punto, giugno dovrà essere il mese della ritrovata libertà».

C’è spazio per qualche altro colpetto ad Enrico Letta. «Quel genio di Letta lancia la tassa di successione, ma l’Italia non è Parigi, dove era abituato a cambiare champagne, le tasse se le tiene lui. Oggi Draghi lo ha fermato come un grande libero, alla Baresi. L’ultima cosa di cui hanno bisogno adesso gli italiani sono nuove tasse. D’accordo quindi con il presidente Draghi”. 

Difende Claudio Durigon, messo nel mirino da Fanpage e difeso addirittura da Mario Draghi: «Solo in alcuni Paesi sudamericani si rischia di finire al centro di accuse false e infondate come è avvenuto. Claudio»: se ce ne fosse bisogno è un ulteriore attestato di stima.

Ne riserva uno anche a Pasquale Ciacciarelli: è l’investitura su Roma, è un segnale al centrosinistra regionale di Zingaretti.

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