E se alla fine Caligiore facesse come Procaccini?

Le Elezioni Provinciali, regionali e politiche, salvo intoppi, si terranno nel 2023: un intreccio perfetto che potrebbe mettere il sindaco di Ceccano Caligiore nella stessa condizione di Nicola Procaccini a Terracina. Ora a Bruxelles

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Sono a disposizione del Partito», continua a rispondere il sindaco FdI di Ceccano Roberto Caligiore a chi gli chiede cosa voglia fare da “grande”. Nel frattempo, però, non è passato inosservato il fatto che siano stati proprio lui e Alessia Savo a presentare la lista dei candidati di Fratelli d’Italia in corsa alle odierne elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Frosinone.

Lui e l’ex sindaca di Torrice che alla Regionali 2018 non fu eletta consigliera con la Lega per un soffio e poi passò al partito della Meloni. Lui e la stessa Savo che si è proiettata sin da inizio anno alla prossima partita elettorale da disputare alla Pisana: in tandem con il già deputato e presidente della Provincia Antonello Iannarilli e all’insegna dello slogan comune “Mai soli”.

E Caligiore? Sarà il prossimo candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia? Non sembra proprio fattibile. Per lui, allora, potrebbero spalancarsi altre porte? Può darsi, ma nel caso dovrebbe pronto ad abbandonare anzitempo lo scranno più alto del comunale Palazzo Antonelli.

Gli è già capitato nel 2019, ma per volere altrui: perché, suo malgrado, è stato defenestrato per via delle dimissioni di massa. Quelle degli allora consiglieri di opposizione, eccetto Manuela Maliziola che nelle stesse vesti subì la medesima sorte durante la consiliatura precedente; ed esponenti di maggioranza Marco Corsi e Tonino Aversa: l’uno presidente del Consiglio, poi candidatosi invano a sindaco contro il primo cittadino sfiduciato, e l’altro delegato all’Urbanistica.

Per Caligiore, invece, si tratterebbe stavolta di prendere eventualmente al volo un treno che passa solo ogni cinque anni. Allora potrebbe davvero pensare di cogliere l’attimo. Ma andiamo per gradi.

Poco tempo per la presidenza della Provincia

Palazzo Iacobucci, sede all’amministrazione provinciale di Frosinone

Ammesso che la prossima elezione del presidente della Provincia si svolgerà tutt’al più nella primavera del 2023, eventualmente con l’uscente Antonio Pompeo in prorogatio, a Roberto Caligiore resteranno poco più di due anni di mandato da sindaco. Infatti è stato rieletto al primo turno nel settembre 2020, visto lo slittamento delle Comunali per via dell’emergenza Covid. E senza nuovi intoppi si riandrà al voto tra maggio e giugno 2025.

La normativa consentirebbe la candidatura alla presidenza della Provincia dato che il suo mandato scadrà non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle Provinciali. Ma appare di fatto illogico. Perché per una carica che dura quattro anni, verrebbe proposto un sindaco che in caso di elezione decadrebbe dopo un biennio. Nel caso, però, cedendo il testimone al vicepresidente.

Ma al netto delle colossali Amministrative 2022 di Frosinone, da cui potrebbe uscire l’uomo forte per la potenziale successione a Pompeo, viene da escludere sin da subito un Caligiore a mezzo servizio. Anche perché dallo scorso ottobre c’è un volto nuovo che pare ormai tra i papabili per la corsa alla Presidenza: il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca, a capo dell’amministrazione di centrodestra che ha fatto fuori il centrosinistra nella terza città più popolosa della Ciociaria.

Elezioni regionali o politiche? Mai dire mai

È stato di certo suggestivo vedere Caligiore in Provincia al fianco della Savo, tra le tre potenziali quote rosa ciociare di FdI alle prossime Elezioni regionali. Che si terranno nel 2023 assieme alle Politiche, se il Governo Draghi arriverà alla sua scadenza naturale.

Ma c’è chi scommette sul fatto che nell’area centrale della Ciociaria il candidato di FdI alle Regionali sarà il consigliere di Giuliano di Roma Daniele Maura. È il presidente uscente del Consiglio provinciale, sinora retto sull’asse amministrativo Pd-FdI, e ora caldeggiato dal Partito anche verso la riconferma tra gli scranni del provinciale Palazzo Iacobucci.

Da Ceccano, però, non sono affatto propensi a occupare in alternativa una casella femminile. Per la Pisana, se si creasse l’occasione, o Caligiore o l’assessore comunale Riccardo Del Brocco oppure niente. La vicesindaco Federica Aceto o l’assessora Ginevra Bianchini, pertanto, dovrebbero restare dove sono in ogni caso. Mentre il senatore di casa, il leader provinciale di FdI Massimo Ruspandini, è da tempo alla prese con troppi Fratelli che aspirano a diventare consiglieri regionali. 

In quanto alle Politiche, c’è ben poco da dire: la crescita esponenziale del Partito in provincia di Frosinone è sotto gli occhi di tutti e Ruspandini al momento si è assicurato la ricandidatura al Parlamento. Al netto del taglio dei Parlamentari, ma tenendo conto che Fratelli d’Italia ne eleggerà molti di più. Da vedere, nel caso, se sarà riproposto per il Senato o per la Camera. Ma se ci sarà posto per Ruspandini, va da sé che difficilmente potrà esserci pure per Caligiore.

E se invece si candidasse alle Europee?

Nicola Procaccini, eurodeputato di FdI ed ex sindaco di Terracina

Se l’immediato futuro di Caligiore non sarà alla volta della Provincia, della Regione e del Parlamento, allora cosa resta? Semplice: le Elezioni europee del 2024. In fondo potrebbe fare come il Fratello pontino Nicola Procaccini, eletto eurodeputato nel 2019 dopo un percorso amministrativo che tra l’altro ricorda inizialmente quello del primo cittadino di Ceccano.

Procaccini è stato due volte sindaco di Terracina: nella prima occasione anche lui è stato sfiduciato dopo quattro anni, mentre nell’altra si è candidato in corsa ed è stato eletto europarlamentare. Il 19 luglio 2019, più o meno tre mesi prima della caduta di Caligiore, ha poi rassegnato le dimissioni per via dell’incompatibilità con la nuova carica. E al suo posto è subentrata l’allora vicesindaco Roberta Tintari: che ha traghettato il Comune verso le Elezioni 2020, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato quinquennale. E le ha poi vinte diventando sindaca e raccogliendo definitivamente il testimone lasciato da Procaccini.

Ma serve un patto di sistema

Roberto Caligiore e Nicola Procaccini

Il destino di Caligiore potrebbe essere spiccicato. In caso di candidatura, conquista di un seggio all’Europarlamento e conseguenti dimissioni nel 2024, la traghettatrice sarebbe la sua vice Federico Aceto.

A differenza di Terracina, le urne si riaprirebbero comunque alla fine dei cinque anni di mandato.

Occorre mettere in chiaro a questo punto una differenza tra i due candidati: Nicola procaccini non era solo un sindaco, come Roberto Caligiore. Ben altro. È stato uno degli artefici della nascita di Fratelli d’Italia, faceva parte del nucleo degli ideologi più vicini a Giorgia Meloni. Della leader è stato il portavoce quando lei era vice presidente della Camera e poi Ministro. Insomma, Procaccini non era solo il sindaco di Terracina.

La candidatura di Caligiore diventerebbe realistica in un caso: un patto di sistema che coinvolga il sud del Lazio, con le intere province di Frosinone e Latina. È possibile e c’è una necessità pratica: il nuovo collegio per la Camera mette insieme Cassino con Formia, Gaeta e Terracina. Lì il senatore Claudio Fazzone di Forza Italia è fortissimo. Ma il peso dei voti del Sud Ciociaria sarà strategico. Fratelli d’Italia potrebbe cedere una candidatura parlamentare in cambio di una europea.

Per le Comunali 2025 di Ceccano, in ogni caso, non sarebbe scontatissima la corsa della stessa Aceto: che alle Amministrative 2020 è risultata la più votata di tutti. Perché Riccardo Del Brocco, nel mentre, pensa in grande: dopo tanti anni di militanza in Azione Giovani e Alleanza Nazionale e il ritorno a casa, passando da Forza Italia a Fratelli d’Italia, vuole la grande occasione che non ha mai avuto. E alla fine, se non si presenteranno altre opportunità, potrebbe essere proprio la candidatura a sindaco di Ceccano.      

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