E Sellari disse: “Nico’ ritira ‘ste pratiche se vuoi salvare il Consiglio”

La scuola politica di Franco Fiorito alla fine ha pesato. E qualcuno è pronto a giurare che ci sia l’ex Batman regionale dietro alle strategie che hanno portato Luca Sellari a mettere sotto scacco il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, obbligandolo alla ritirata strategica sul fronte dell’Urbanistica.

Nel pomeriggio di lunedì c’è stato un incontro riservato tra il sindaco ed il consigliere d’amministrazione dell’Asi. Tralasciando i dettagli, la sintesi politica del discorso pare che sia stata questa: «Caro Nicola, se vuoi evitare la crisi hai una sola strada di fronte a te: ritira le pratiche Urbanistiche dall’ordine del giorno, se le porti in aula salta il ban-co».

Vero o falso che sia, sta di fatto che alla fine il consiglio comunale di fuoco non c’è sta-to. Sono rimasti a bocca asciutta gli imprenditori che – carte alla mano – aspettavano l’ultimo via libera per poter edificare nella zona a ridosso della villa comunale, rispet-tando i pochi vincoli imposti quando sono stati trovati importantissimi reperti archeolo-gici di epoca romana. E sono rimasti a bocca asciutta anche quelli che si preparavano all’assalto contro il fortino di Ottaviani per metterlo in difficoltà e poi chiederne la testa o comunque bloccarne l’ascesa. A bocca asciutta anche i tanti cittadini presenti che fin dall’inizio del consiglio comunale pregustavano lo spettacolo dello scontro politico.

Per evitare di dover ingoiare il boccone amaro di fronte a tutti, in apertura di Consiglio erano assenti sia il sindaco che il vice, Francesco Trina. Così, il gruppo Frosinone nel Cuore ha chiesto di rinviare le pratiche urbanistiche «per ulteriori approfondimenti». Rinvio diventato inevitabile, considerato l’improvviso problema di salute che ha colpito il sindaco Ottaviani che su quelle pratiche ha la delega. A quel punto, faceva il suo in-gresso in aula Francesco Trina, che rinviava d’autorità tutti i punti in materia di cemen-to ed edificazioni. La classica pezza a colori, in cui la toppa è più evidente dello strap-po.

Lo strappo nella maggioranza di centrodestra è evidente. A mantenere in aula un nu-mero sufficiente di consiglieri per ritenere valida la seduta è il gruppo Frosinone nel Cuore che però su questa pratica pensa di preporre un maxi emendamento con il qua-le cambiare (prendere o lasciare) l’indirizzo strategico.

Nicola Ottaviani per la prima volta perde anche il sostegno morale di Domenico Marzi: il suo intervento è stato una stroncatura senza appelli: «Dopo tre anni si può fare un primo bilancio. Quali sono i successi prodotti da questa amministrazione? L’amministrazione comune non sta funzionando. Dopo tutti questi anni ad esempio l’a-scensore inclinato è ancora fermo. E’ sempre colpa delle passate amministrazioni?»

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