E Zingaretti è l’unico a chiedere elezioni anticipate

Foto: © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Nel caso di una crisi di governo si cercherebbero formule alternative. Ci stanno pensando tutti: Salvini, Meloni, Di Maio, perfino Berlusconi. Non il segretario del Partito Democratico, che deve smentire almeno quattro volte al giorno possibili alleanze con i pentastellati. Altrimenti se ne andrebbero in tanti.

Deve farlo almeno quattro volte al giorno e questo conferma due cose. La prima è che il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti deve rassicurare l’arcipelago delle correnti interne. La seconda è che in effetti, come ipotesi di scuola, un’alleanza Cinque Stelle-Pd ci sarebbe nel caso di crisi di governo. Per assicurare un Governo all’Italia nel momento in cui vanno prese le scelte economiche fondamentali ma pure per non andare subito alle urne con la possibilità di favorire una vittoria schiacciante del centrodestra a traino Carroccio-Fratelli d’Italia.

Eppure Nicola Zingaretti ripete sempre la stessa frase: “Smentisco l’ipotesi di un Governo Pd-M5S, come si teorizza. Se ci sarà una crisi di Governo, la nostra posizione è e rimane quella di ridare la parola agli italiani con le elezioni anticipate”.

Non lo fa per tattica e neppure per strategia. Le elezioni anticipate non sarebbero la prospettiva migliore per i Democrat, soprattutto perché non si vede lo straccio di una coalizione di centrosinistra competitiva. Però un’alleanza con i Cinque Stelle provocherebbe la probabile uscita di una buona fetta di Partito. Intanto dell’ala di Matteo Renzi. Probabilmente anche di quella di Carlo Calenda. Oltre che di Matteo Orfini e di altri.

Il presidente della Regione Lazio e segretario del Partito sa che non si può prescindere dai Democrat per una futura alternativa di governo. Deve però definire i ruoli in fretta. Paolo Gentiloni si muove come se fosse già lui il candidato premier in pectore. Matteo Renzi, però, non potrà essere ignorato altrimenti potrebbe assumere un ruolo alla Massimo D’Alema. Da rottamatore a logoratore.

Perciò Nicola Zingaretti deve muoversi con attenzione e con un paletto preciso: no ad intese con i Cinque Stelle. Intanto l’intellighentia del centrodestra chiede a Matteo Salvini di rompere l’alleanza con i pentastellati. Basta vedere i titoli e i sommari dei giornali vicini a Silvio Berlusconi. Il fondatore di Forza Italia appare poco interessato ad un rilancio effettivo del Partito, mentre è molto attento a prospettive di governo. Perché sa che nel centrodestra può diventare ancora più marginale. Con la Lega saldamente al primo posto e con Fratelli d’Italia in crescita.

A pensarci bene Nicola Zingaretti è l’unico che chiede davvero elezioni anticipate. Come dire: il Pd non ci sta ai giochi di palazzo.

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