Ecco come Berlusconi pensa di sfilare il centrodestra a Salvini

Foto: © Imagoeconomica, Fred MARVAUX

L’ALTRO FRONTE – Il leader della Lega resta l’uomo forte di una coalizione sovranista, populista e fortemente antieuropea. Ma il fondatore di Forza Italia ha spazi maggiori, in Parlamento ma anche a Bruxelles. E pensa ad un doppio colpo da campagna acquisti faraonica: Urbano Cairo e Mario Draghi.

C’era una volta il centrodestra sovranista, populista, quello con la linea dura sul tema dell’immigrazione e della sicurezza. Beh, quel centrodestra c’è ancora: forte e maggioritario nel Paese. Lo interpreta sempre il leader della Lega Matteo Salvini. Non è che quanto sta accadendo in questi giorni fa venir meno un “sentiment” politico molto forte in Italia, come dimostrato dal voto delle europee. In questo tipo di centrodestra, in una posizione tipica dei Conservatori, c’è Giorgia Meloni, numero uno di Fratelli d’Italia.

Ma del centrodestra continua a far parte Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia. Il quale, con il no a Salvini sull’ipotesi di un listone unico alle elezioni (se e quando ci saranno) ha voluto far capire a tutti che intende continuare a recitare un ruolo. D’altronde, il no al doppio tesseramento sventolato sulla faccia di Giovanni Toti (Cambiamo) era stato già un segnale. (leggi qui La furia di Berlusconi: Abbruzzese e Ciacciarelli fuori da Forza Italia. Ma è esodo.)

Berlusconi, Salvini, Di Maio

In Parlamento Berlusconi ha spazi di manovra più larghi rispetto a quelli della Lega. Lui un Governo di scopo con il Pd (soprattutto con renziani) può farlo. Ci sono anche i Cinque Stelle? Echissenefrega! Tanto più, perché la partecipazione di Forza Italia darebbe più margini in Europa e perfino maggiore sostegno al Pd nei bilanciamenti con i pentastellati.

Berlusconi però punta a ridisegnare il centrodestra e ha messo perfettamente in conto una frattura con Salvini. Partendo proprio dal risultato delle Europee. L’exploit della Lega vale zero a Strasburgo e Bruxelles, dove invece predomina ancora il Ppe, del quale Berlusconi fa parte con Angela Merkel e molti altri.

Urbano Cairo Foto: © Canio Romaniello

Berlusconi si rende conto benissimo di non essere eterno. Non è che non voglia individuare un “delfino”. Il punto è che vuole essere considerato nella scelta della successione. Anzi, intende individuarla lui. Uno che potrebbe guidare un centrodestra moderato, europeo, liberale e conservatore è Urbano Cairo. Personalità fortissima. Su un’ipotesi del genere Berlusconi sta lavorando.

Discorso diverso per Mario Draghi, presidente della Bce. Lui può essere un candidato premier forte e vincente, ma difficilmente potrebbe guidare il Partito.

Ecco allora la strategia di Sua Emittenza: scongiurare le elezioni politiche subito per evitare di essere fagocitato dalla Lega, sostenere o perlomeno non ostacolare un governo di scopo che lasci Salvini all’opposizione il più possibile, tessere la tela per un centrodestra diverso. Magari con Cairo alla guida e Draghi candidato premier. L’alleanza con la Lega? Ha detto Re Silvio ai fedelissimi: chi ha rinnegato l’alleanza firmando il contratto con i Cinque Stelle?

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