Ecco perché nessuno vuole la Villa Comunale

Perché per tre volte nessuno ha risposto al bando per l'affidamento del bar ristorante all'interno della Villa Comunale di Cassino. I conti della serva. Così non può convenire

Tre volte un buco nell’acqua. Due volte lo ha scavato l’amministrazione di centrodestra del sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Una l’ha scavato la giunta di centrosinistra del suo successore Enzo Salera. Cosa non funziona nel bando per assegnare il chiosco all’interno della Villa Comunale di Cassino?

Eppure è uno dei polmoni verdi della città, quello più centrale ed attrezzato. Attrae ogni giorno centinaia di persone per l’intero anno. In teoria, solo di caffè e bibite rappresenterebbe un affare; pizza e piccola ristorazione promettono di moltiplicare gli affari. Nonostante questo, per cinque volte nessuno ha risposto al bando. (Leggi qui Nessuno vuole la villa comunale, tutto da rifare).

Così non conviene

Enzio Salera e Francesco Carlino

La risposta si trova scorrendo il bando. In cambio del chiosco e dell’area verde di pertinenza dove è possibile mettere i tavolini e qualche ombrellone per riparare dal sole i clienti, il Comune in quest’ultima offerta ha chiesto alcune cose. “Sarà cura del privato – si legge – ristrutturare l’immobile, provvedere alla manutenzione del verde ed alla riqualificazione di tutta l’area. Chiaramente la Villa Comunale è e rimarrà sempre un bene comune, aperta liberamente al pubblico”.

In soldoni, di quali cifre stiamo parlando? Cominciamo dalla ristrutturazione dell’immobile: non si tratta di dare una rinfrescata alle pareti. Ma di adeguarla a tutte le norme previste per i locali pubblici. E quell’immobile, com’è oggi non risponde alle più recenti disposizioni antisismiche. Quanto costa? L’adeguamento sismico sarebbe addirittura più costoso di una demolizione e ricostruzione: il costo totale, compreso di progettazione tecnica, ammonta a circa circa 300mila euro.

La manutenzione ordinaria e straordinaria della villa costa circa 2mila euro al mese, pari a 24mila euro all’anno: per 24 anni il costo è 576mila euro.

Il canone d’affitto previsto nel bando è di circa 1200 euro al mese per un totale di 14.500 euro all’anno. Moltiplicati per 24 anni si arriva a circa 350mila euro.

Per attrezzare un bar ristorante occorrono arredi, cucine, frigoriferi, abbattitori; tutto a norma hccp. Sono altri investimenti. Che portano il totale mensile da sostenere a circa 6mila euro. Vanno ammortizzati con la gestione ordinaria: caffè, bibite, coperti per il ristorante.

In media, il costo per affittare un locale simile nel centro di Cassino è di poco superiore ai 3mila euro.

Molto è anticipato

Il dato finale è molto vicino agli 800mila euro che erano stati preventivati dall’amministrazione D’Alessandro.

Sta tutta lì la difficoltà. Costa troppo. E si ha a che fare con un ente pubblico, con tutte le difficoltà che ne derivano. E non solo: buona parte dei costi deve essere anticipata, non è previsto il pagamento mensile.

Meglio rinunciare. Cinque volte.

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