Se lo spread si alza è più difficile far funzionare l’ospedale di Frosinone (€conomia)

Troppi parlano di economia senza avere le idee chiare. Abbiamo chiesto agli economisti del territorio di aiutarci a costruire un vocabolario con il quale rendere comprensibili questi termini. Cominciando da 'Spread'. Ce lo spiega Antonello Antonellis

Antonello Antonellis
Antonello Antonellis

Economista - Già consulente del Ministro delle Finanze

Cito solo uno dei tanti messaggi inviati in giornata dai lettori.

Oggi sul Fatto vi è un articolo a firma di Travaglio che spiega che lo spread influenza i mercati e che l’armata Brancaleone deve essere più cauta, ma siamo in guerra, e le guerre o si vincono o si perdono basta solo affidarsi a dei buoni strateghi, io ho fiducia che tra una bomba e l’altra ne usciremo vittoriosi.

È la dimostrazione che parliamo di cose che non sappiamo. Commentiamo cose che non capiamo. La risposta che abbiamo dato al lettore è stata:

Non sei in guerra: più semplicemente produci 100 e spendi 130 ogni anni, i 30 di differenza li collochi sul mercato e la gente ti dà i suoi risparmi in cambio degli interessi. Buona parte degli investimenti arrivano dall’estero. Se non hai i conti in ordine non comprano perché non si fidano. Niente guerre.

Ma i giornalisti sono noti per essere quella categoria che spiega agli altri ciò che per loro primi non hanno capito.

La situazione è troppo seria. Per questo motivo abbiamo lanciato una call a tutti gli economisti del territorio. Chiediamo la loro collaborazione per spiegare l’economia in maniera chiara. Anche perché soltanto oggi (come ieri e come domani) l’Italia ha perso 60 milioni di euro per colpa dell’aumento dello spread… Per molti lettori va bene: perché è il prezzo da pagare per la scelta politica fatta.

Non entriamo nel merito. Ma chiediamo, a chi capisce di economia, di spiegarcela. E fare in modo che tutti la comprendano.

Nasce così questa nuova rubrica: €conomia. Il primo a scrivere è il dottor Antonello Antonellis, economista, già consulente economico al ministero delle Finanze.

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Spread a colazione, pranzo e cena. Ed a volte anche nel dopocena. Ormai ne parlano tutti, chi con condizione di causa, chi per sentito dire.

Alzi la mano chi lo conosce come “la differenza tra il tasso di rendimento di un’obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento, il benchmark”.

Sicuramente è di più diffusa conoscenza come la differenza tra il valore dei Titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, i migliori in Europa: se quello italiano vale 6 e quello tedesco vale 2, il differenziale è 4.

Più alta è questa differenza, più costa all’Italia prendere in prestito gli Euro per far funzionare lo Stato: per pagare gli stipendi al personale in servizio nell’ospedale di Frosinone, per far camminare il treno Cassino-Roma, per accendere i riscaldamenti e pagare i professori nella scuola primaria di Sora.

Ogni anno abbiamo bisogno di rinnovare più di 400 miliardi di euro di Titoli. Dove li prendiamo? Li collochiamo sul mercato, sotto forma di Buoni del Tesoro. Cioè diciamo ai risparmiatori: se mi presti i tuoi soldi io ti dò in cambio questo tasso di interesse. E poi ti restituisco i soldi.

E se un investitore non si fida? Se non crede che io poi possa ridargli i soldi? Devo aumentare l’interesse che gli pago, altrimenti lui non accetta di rischiare i suoi soldi.

Insomma: se lo spread sale, le banche saranno costrette a svalutare il valore dei Titoli italiani che hanno acquistato.

L’effetto? Avranno meno soldi da prestare, così chiederanno più interessi all’imprenditore per un nuovo prestito, ed i nuovi mutui saranno più costosi per le famiglie che vorranno comprare, o ristrutturare, casa.

Anche chi ha i mutui in essere non deve dormire sonni tranquilli perché, se è vero che a breve termine, non cambierà nulla, a medio termine ci potrebbero essere effetti sui mercati monetari.

Il rischio più grande, però, lo corre il sistema-Paese perché, se lo spread si alza notevolmente, il Paese non è più in grado di far fronte agli impegni con i creditori, e rischia il default.

Come la Grecia. Ed allora tagli alle pensioni, chiusura di ospedali e scuole, licenziamenti…

Meglio, molto meglio, che lo spread BTP-Bund resti basso…