Tajani e Giro annunciano: «Abbruzzese in Parlamento» e in sala è il caos

Ostentazione di forza alla cena all'Edra. Tajani e Giro annunciano: Abbruzzese in Parlamento. Ma pochi capiscono che sarà l'unico. L'assalto ai tavoli. Il Quadrini bi tavolare

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Ma quale Maurizio Gasparri candidato governatore del Lazio? Il candidato ‘deve’ essere Francesco Giro! E così Gianluca Quadrini, eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (sopravvissuta con pervicacia alla liquidazione) si appropria della festa d’apertura della campagna elettorale di Mario Abbruzzese. Ed inizia a gridare a squarciagola, lanciando la ola, “Giro presidente! Francesco Giro presidente!“.

 

LE TRUPPE ATTOVAGLIATE

Proveranno a raccontarvi che era solo la festa annuale durante la quale fare gli auguri alla Componente. E che avviene da sempre, a dicembre: al mattino si va a Fiuggi con Antonio Tajani e la sera si cena tutti da Mario. Non è stato così. I saloni dell’Edra di Casssino pieni zeppi: un migliaio di persone dicono gli ottimisti, non meno di ottocento dicono gli invidiosi. Sta di fatto che una massa da attovagliamento così numerosa non si vedeva dai tempi della più robusta Democrazia Cristiana.

L’assalto al carro del vincitore è cominciato. L’elettore riconosce l’odore della vittoria, lo fiuta da lontano, ne percepisce i tratti odorigeni con anticipo.  una questione di sopravvivenza: perché prima lo fiuti e prima puoi partire alla conquista di un posto d’onore di fronte al potente.

Così, ieri sera all’Edra tutti sono corsi generosamente ad offrire il proprio aiuto al vincitore.

 

L’ONDA INCONTENIBILE

Nel giro di pochissimi minuti, tra l’antipasto ed il primo piatto, sono saltati tutti i protocolli. Troppa gente. Alla fine al tavolo di Antonio Tajani si ritrovano seduti sindaci che non sono mai stati iscritti a Forza Italia. E nemmeno oggi lo sono. Così, il presidente del Parlamento Ue si ritrova a mangiare la pastasciutta con Giuseppe Sacco di Roccasecca, che non si dichiara forzista perché timoroso di perdere la verginità politica se si concede ufficialmente all’abbraccio politico con Mario Abbruzzese. Sull’altro lato del Presidente inforchetta con gusto il dottor Rocco Pantanella di Roccadarce, sempre vicino all’uomo giusto nel momento più adatto. Nella girandola vorticosa di un’orgia politica e gastronomica, si ritrova assisa a cenare al tavolo della presidenza la dottoressa Alessia Masi devota segretaria di Ottaviani. Alessia masi

Mario Abbruzzese gira tra i tavoli come se fosse, tutti in uno, il padre della sposa, la madre della sposa, il marito della sposa, la sposa, l’amante della sposa. Non si perde un coperto: una parola ed una benedizione per ciascuno. Silvio Berlusconi ormai gli fa un baffo.

Un’ostentazione muscolare. Oceanica. Tanto che Gianluca Quadrini resta in piedi imbambolato come i bambini dinanzi alle luci di Natale. Quasi non si accorge che accanto a lui, con sguardo da pattugliatore, c’è Rossellissima caduta dai trampoli Chiusaroli (leggi qui la caduta: Pugni, lividi, urla e ultimatum nella riunione di maggioranza) in versione ‘nun ce provate, la più figa del concione stasera sono io‘.

 

LA SUPPOSTA DI ANTONIO

Tutti si sentono candidati. Tutti sanno di essere candidati. Nessuno guarda in faccia all’evidenza: non possono esserci due candidati per la stessa poltrona. Ma tutti sono convinti che sarà l’altro, alla fine, ad essere giubilato perché è lui il candidato vero. Su questa vanità, l’insuperabile Cesare Fardelli ci costruì le più grandi candidature, lasciando ogni volta morti e feriti mai più ripresisi dalla delusione d’avere scoperto la verità il mattino in cui le candidature venivano ufficializzate davvero.

Antonio Tajani però non è Cesare. Il cardinale europeo della politica proporzionale non attizza il fuoco dell’illusione. A Cassino, tra la pasta e la portata successiva, dice a tutti come stanno le cose. Il problema, come sempre, è che ognuno sente solo ciò che vuole e capisce solo ciò che gli fa più comodo.

Antonio Tajani mette in chiaro: «Alle prossime elezioni questa provincia deve dare un eletto al Parlamento».

Tutti, da Gianluca Quadrini a Silvio Ferraguti (due deretani per la stessa poltrona da senatore) hanno pensato C’est moi!

Nessuno ha voluto capire che la prossima volta vincerà solo Mario Abbruzzese. Gli altri correranno come i criceti nella ruota elettorale. Ma solo uno vince. E tutte le posizioni eleggibili? Il manuale del cinismo consiglia di scartabellare il passato recente ed aprire le pagine ai nomi Cutrufo Mauro o La Starza Giulio, ma se si vuole andare indietro si consiglia la pagina Vitalone Claudio.  Tutta gente accasata a Roma e dotata di paracadute per un comodo atterraggio in Parlamento lanciandosi dai cieli della Ciociaria.

«Un eletto», sentenzia Tajani. Non Plus Ultra.

 

UN GIRO IN PARLAMENTO

Se il prosecco ed il panettone avessero intontito qualcuno dei commensali ci pensa il senatore Francesco Giro a passare l’evidenziatore. A Roma è uno dei pochi che conta qualcosa, sta nelle file di Berlusconi fin dai primissimi giorni di Forza Italia.

Alle truppe attovagliate all’Edra dice: «Mario Abbruzzese sarà parlamentare della prossima legislatura»

 

DIETRO LE QUINTE

Dietro le quinte intanto si consumano tanti piccoli drammi umani.

Samuel Battaglini ha un gesto di stizza quando lo saluta zar Nicola Ottaviani, sindaco di tutta Frosinone.

Samuel, il mai assessore nel capoluogo, mai deputato, mai niente… non prende bene il gesto di distensione del sindaco. Nella sua mente è convinto che Nicola sia zar solo ed esclusivamente grazie ai suoi voti: prima che il 98% della sua lista passasse con la Lega.

 

C’è poi il derby tra bionde. Alessandra Mandarelli preferisce sgomitare e sedersi al tavolo dei big, dimenticando che lì nessuno vota a Frosinone. Mario Abbruzzese, infatti, da quelle parti si vede poco o nulla e veleggia tra i tavoli di tutta la sterminata platea degli ospiti. Se non lo vanno a riprendere rischia di attraversare le colonne d’Ercole ed andare a salutare pure i ciociari che stanno cenando nelle Americhe.

Dimostra d’avere frequentato i corsi serali del Commander Abbruzzese la più scaltra Francesca Calvani che si intrattiene a parlare con diversi portatori di acqua, particolarmente interessati ai suoi concetti. Affascinati dalle sue parole l’avvocato Rino Liburdi ed il dottor Santucci giunti dalla Contea di Ceccano, ascolta con occhio concupiscente il vice sindaco di Arnara Adriano Roma, non perde una virgola il sindaco di Pofi Tommaso Ciccone.

 

Su un altro tavolo si intreccia un fitto dialogo tra Benedetto benedettino Leone e Riccardo core ingrato (per Ruspandini) Del Brocco. Discettano di elezioni Regionali: tutti su Ciacciarelli e poi si vede.

 

IL QUADRINI BITAVOLARE

L’eroico Gianluca Quadrini intanto mangia su due tavoli diversi: uno all’ingresso e uno in sala. Il famelico presidente, come a tavola così in politica, tiene un piede in due scarpe. Prima amoreggia con il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e ora lancia il coro: “Giro presidente”.

La sala pian piano si svuota. Nel finale è come nella foto: restano solo due tavoli: in uno Mario Abbruzzese e nell’altro Gianluca Quadrini.

Ne resterà uno solo.

 

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