Effetto Domino: se si vota, può succedere di tutto

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Il Governo è uno dei due fronti caldi. L’altro è il partito che verrà. E mentre si parla di congresso, di correnti e degli immancabili retroscena, il nome di Nicola Zingaretti prende quota nel Partito Democratico. (leggi qui il precedente su Alessioporcu.it) Per ogni tipo di contesto. Il presidente della Regione Lazio ha un percorso completo: prima la militanza nel Pci-Pds-Ds, poi è stato tra i fondatori del Pd. Ha un’immagine amministrativa forte, costruita sulle esperienze alla guida della Provincia di Roma e della Regione. Sa dialogare con tutti e in un momento del genere questo è un valore aggiunto. Lo stanno cercando tutti, da Matteo Renzi a Dario Franceschini. Se il partito chiamasse, lo “zar Nicola” (come qualcuno già le definisce) ci penserebbe.

Nel caso di risposta positiva, però, si aprirebbe la strada delle elezioni anticipate alla Regione Lazio. Con il centrodestra già pronto a candidare alla presidenza Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. I partiti non intendono farsi cogliere impreparati, men che meno in provincia di Frosinone. Nel Pd è già iniziata la stagione dei “fratelli-coltelli”. L’assessore Mauro Buschini è convinto di centrare il bis, ma non dovrà abbassare la guardia. Antonio Pompeo è pronto per il derby. Per giocarlo però dovrà avere la maggioranza dei consiglieri alle elezioni provinciali dell’otto gennaio e vincere in assemblea dei sindaci sulla questione idrica. Però, vista la vittoria del no al referendum, Pompeo potrebbe pure valutare di restare presidente di una Provincia più forte.

Marino Fardelli al momento, nel gioco delle correnti dei Democrat, appare come il manzoniano “vaso di coccio tra vasi di ferro”. Considerando pure la situazione di Cassino. L’area di De Angelis è intenzionata a candidare alle regionali, nell’ambito della logica del ticket in quota rosa, Barbara Di Rollo, consigliere comunale che ha sostenuto Francesco Mosillo alle recenti elezioni. Ma l’adesione della Di Rollo (che ha un passato politico di centrodestra) al Pd ha fatto storcere la bocca a molti Democrat della prima ora, generando inevitabili malumori. Al punto che in diversi stanno pensando ad una clamorosa contromossa: candidare alle regionali Sarah Grieco, da sempre nel Pd.

Un derby al femminile in punta di fioretto, ma senza esclusione di colpi. Daniela Bianchi la volta scorsa fu eletta nel listino di Zingaretti. Dopo l’adesione al Pd è uscita in tutta fretta, aderendo, da indipendente, al gruppo di Sel. Obiettivamente la riconferma non è semplice, anche se bisognerà vedere con quale legge elettorale si andrà al voto. E la Bianchi potrebbe rientrare in gioco con un sistema proporzionale.

Nessun dubbio invece in Fratelli d’Italia: in pole position per la candidatura alle regionali c’è Massimo Ruspandini, dirigente provinciale, vicesindaco di Ceccano e leader di quell’area identitaria e sociale del partito che affonda le radici storiche e culturali nelle esperienze dell’Msi prima e di An dopo.

In Forza Italia la prima mossa spetterà al consigliere regionale Mario Abbruzzese. Soltanto se quest’ultimo dovesse decidere di virare su Montecitorio, si aprirebbero spazi eleggibili. Con il consigliere provinciale e comunale Danilo Magliocchetti pronto a giocarsi le sue carte. A condizione però di essere riconfermato, a suon di voti, nell’attuale doppio ruolo. Attenzione anche però a Rossella Chiusaroli, che nelle file “azzurre” si sta facendo largo. Tra i nomi che circolano c’è pure quello del sindaco di Pofi Tommaso Ciccone. È evidente comunque che la data del voto avrà un peso enorme pure sulle candidature. Perché un conto è la scadenza naturale nel 2018, altro discorso sarebbe quello delle consultazioni nell’estate 2017.

 

De Angelis-Scalia Derby sul territorio
D’accordo, bisognerà conoscere la data del voto. Va bene: la legge elettorale con la quale si andrà alle urne farà la differenza. Intanto però, diciamoci la verità, ad una candidatura alla Camera e al Senato si stanno preparando tutti. Uscenti, aspiranti e ambiziosi. Molti dei quali hanno brindato alla vittoria del no al referendum.

Alla Camera il tam tam delle indiscrezioni riferisce di un movimentismo evidente del deputato Nazzareno Pilozzi e della senatrice Maria Spilabotte, entrambi del Pd. Considerando che, a prescindere dal modello di legge elettorale che verrà adottato le quote rosa sono destinate ad avere un peso forte, Pilozzi e Spilabotte potrebbero scegliere l’opzione del ticket. L’incrocio dei destini politici, però, passerà anche dal Senato. Per tutti. Il senatore Francesco Scalia puntava su un posto di capolista bloccato nell’Italicum. Mala situazione è cambiata e nulla appare scontato. Nella corsa a Palazzo Madama potrebbe trovarsi di fronte Francesco De Angelis, tradizionalmente molto forte sul piano delle preferenze. E Scalia lo sa. L’alternativa al “Clasico” potrebbero essere candidature diversi nei collegi nord (De Angelis) e sud (Scalia).

Ma nel Pd ci sono altre ipotesi, che poi andranno parametrate su Camera e Senato a seconda delle situazioni. Il segretario provinciale Simone Costanzo sta lavorando a fari spenti per una candidatura al Senato. Non è un particolare di poco conto che faccia parte dell’area Dem di Dario Franceschini (tra i dominus del Pd a livello nazionale) e di Bruno Astorre. Un pensierino per una designazione alla Camera lo sta facendo pure Sara Battisti, vicesegretario del Pd. Ha un asse di ferro con Francesco De Angelis.

In Forza Italia vale lo stesso discorso della Regione. Sarà Mario Abbruzzese a decidere e una eventuale nomina di Antonio Tajani alla presidenza dell’euro – parlamento rafforzerebbe il progetto. Per il Senato circola anche il nome del dirigente nazionale Silvio Ferraguti. Appare tagliato fuori da ogni tipo di candidatura, invece, l’ex parlamentare Antonello Iannarilli. La sconfitta di Alatri ha lasciato il segno. Così come appaiono in ribasso le azioni politiche del sindaco di Torrice Alessia Savo, che però potrebbe rientrare in… quota rosa. Quanto al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, concorrerà al Comune. Il che lo esclude dallo scenario parlamentare nel caso di elezioni anticipate.

Rimanendo a Frosinone, attenzione a Fabrizio Cristofari. Il candidato sindaco del Pd si aspetta pieno sostegno e totale lealtà dal partito in campagna elettorale. Ma se dovessero esserci “scherzi”, giochi trasversali e franchi tiratori, allora il presidente dell’ordine dei medici non esiterebbe un attimo a rendere… pan per focaccia. Aderendo a quei progetti targati “società civile” che avranno un ruolo importante sia alle regionali che alle politiche. Il coordinatore della segreteria nazionale del Psi Gianfranco Schietroma alle politiche concorrerà sicuramente. Non necessariamente nei collegi della provincia di Frosinone. Infine, il Movimento Cinque Stelle. Scontata la conferma della candidatura dell’onorevole Luca Frusone. Per il resto deciderà il popolo del web.

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