Egato, Del Brocco: “Contro le poltrone del Pd si doveva agire prima”

Un Poltronificio? Non solo è quello il problema degli Egato. Ma i poteri che toglieranno ai Comuni: cioè a chi sta in prima linea sulla raccolta e può verificare che venga fatta bene. Ed intervenire. A dirlo è Riccardo Del Brocco: assessore all'Ambiente di Ceccano, con esperienza in Saf e Apef. "Ma non è oggi che si fa la battaglia. È talmente giusta che dovevamo farla già ieri"

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

«La scelta di alzare la barricate è stata politicamente giusta, ma fatta nel momento sbagliato: è arrivata ormai fuori tempo. La battaglia contro la legge sugli Egato andava affrontata prima». La critica arriva dall’interno di Fratelli d’Italia: punta il dito non soltanto contro il nuovo ente che gestirà la raccolta dei rifiuti in Ciociaria, costituitosi nei giorni scorsi. Lo punta anche verso i tempi della strategia: denunciare il Poltronificio, disertare la votazione. (Leggi qui: Egato, Buschini presidente: la Lega caccia Quadrini e Girolami).

Autocritica. A farla è uno di quelli della prima ora, sulla cui fedeltà politica non può esserci dubbio. E nemmeno sulla competenza: Riccardo Del Brocco è assessore all’Ambiente nel comune di Ceccano, è stato nello staff che ha guidato la Saf cioè la società pubblica che ha evitato il collasso dei rifiuti in Ciociaria per un quarto di secolo; è stato nel team di Apef l’Agenzia Provinciale dell’Energia.

Non fa sconti. Critica la sinistra per il testo di legge che ha messo a punto in Regione Lazio. Attacca la destra per avere fatto le barricate quando ormai tutto era fatto. E per essersi ritirata dall’unica fase in cui poteva ancora modificare le cose, scegliendo gli amministratori incaricati di manovrare la nuova macchina. Il concetto è: giusto farlo per coerenza con la linea nazionale e per manifestare la propria contrarietà, bene ha fatto Massimo Ruspandini a dare l’indicazione di disertare i lavori; ma bisogna essere consapevoli che così si perde l’unica possibilità di manovra dall’interno.

I RIFIUTI NON SONO L’ACQUA

Riccardo Del Brocco

C’è da fare una premessa, per chi magari è digiuno di cosa andrà a fare l’Egato. Ecco, immaginate la gestione del servizio idrico: la provincia di Frosinone fa parte dell’ATO5, un insieme di Comuni vicini e ben collegati tra loro. L’acqua viene captata e distribuita secondo una tariffa unitaria stabilita dai sindaci. Che decidono anche quali lavori devono essere fatti e con quali priorità. Con i rifiuti accadrà lo stesso. Non ci sarà più la ditta “X” per il Comune di Frosinone e la ditta “Y” per quello di Viticuso, ma la ditta “Z” vincerà un appalto provinciale e lavorerà per l’intero territorio. La tariffa? Sarà la stessa per l’intera provincia.

Tutto ciò, per Del Brocco, sarà una vera catastrofe per i comuni ciociari. “Bisogna avere fatto l’Assessore comunale per capire la complessità nella gestione del servizio della raccolta rifiuti. Soprattutto in Comuni estesi e con bassa densità abitativa. Quando lessi tempo fa la norma sugli Egato dissi subito che era una follia“. Il discorso di Del Brocco parte da un principio fondamentale: dentro la stessa città esistono problemi ed esigenze diverse tra il centro storico e la periferia, immaginate quanto possa essere grande la differenza tra due Comuni a 60 chilometri di distanza. 

Il paradosso – prosegue Del Brocco – è che da Roma vogliono insegnarci come gestire i rifiuti. La città con la più grande discarica a cielo aperto d’Europa, senza un impianto di smaltimento, prepara una governance per amministrare ciò che non ha. E per colpa di Roma, impianti e discariche non ce ne sono neanche qui da noi, le abbiamo esaurite per salvare la Capitale dal collasso. E’ come se avessero nominato l’equipaggio per andare sulla luna, senza aver costruito l’Apollo 11. Loro saranno più intelligenti di me, ma noi qui la raccolta dei rifiuti l’abbiamo sempre gestita in maniera ottimale. Nel mio comune è al 72%. E sulla base della mia esperienza vi dico che questo cambiamento sarà un disastro. Diverremo solo esattori, come già accade per altre cose“.

I COMUNI NON AVRANNO PIU’ POTERI

Foto © DepositPhotos

Su cosa si basa questa convinzione. Quali sono gli elementi che cambieranno. Perché i sindaci dovrebbero essere in allarme per la nuova legge. Cosa perderanno. “Quando entrerà in vigore la norma, noi non potremo più usare alcuno strumento di persuasione nei confronti dell’azienda. Faccio un esempio. Quando oggi c’è un problema sulla raccolta e ci accorgiamo che non viene fatta bene, basta una PEC ed il problema è risolto, perché le aziende non ottemperando hanno tutto da perdere”.

Se mi accorgo che il servizio va svolto in modo diverso, va adeguato in corso d’opera ad esempio decidendo che in alcune zone commerciali occorre un ulteriore giro di raccolta del vetro perché ci sono molti locali, basta una telefonata e si bilancia il servizio. Domani potremo farlo? Credo di no. Perché gli interlocutori delle ditte non saremo più noi che siamo sul territorio ed ogni mattina vigiliamo su come la raccolta viene fatta. L’interlocutore sarà il direttore di Egato”.

E poi c’è un altro problema enorme: in Ciociaria, la virtuosità dei comuni in tema di rifiuti non è omogenea. Anzi, c’è molta disparità nel modo in cui viene fatta la raccolta differenziata. Ed un Comune virtuoso che fa bene la differenziata fino ad oggi pagava meno, invece da domani la tariffa sarà unica e quel Comune pagherà anche per chi la differeziata la fa poco e male. C’è chi ha raccoglitori per le sigarette elettroniche esauste (Ceccano) e chi ancora non separa l’umido dalla differenziata.

I comportamenti virtuosi dei cittadini che portano a riduzioni della tariffa in uno specifico comune, domani verranno condivisi con città che non hanno le stesse performance. La tariffa unica, i debiti con la SAF, verranno tutti spalmati? Ve lo dico io, sarà così. Quindi chi ha pagato i suoi debiti con Saf domani verrà chiamato a pagare quelli di chi invece a Saf non gli ha dato un euro. Va da sé che questa legge fa acqua da tutte le parti“. Per Del Brocco quindi, mettendo i comuni tutto allo stesso livello, nessuno avrà vantaggi. “Non si può trasferire nel Lazio, la Regione in cui c’è Roma, ciò che funziona bene in Toscana ed Emilia Romagna. Questo è stato un errore madornale“.

LA LOTTA SI FA A MONTE E NON A VALLE

Regione Lazio, l’Aula Consiliare. (Foto: Carlo Carino / Imagoeconomica)

Errore che però ha fatto anche Fratelli d’Italia. E qui è dura l’autocritica dell’assessore Riccardo Del Brocco. “Quando il Partito regionale ci presentò il problema, io e l’onorevole Massimo Ruspandini convenimmo che era un qualcosa di inattuabile. Nessuno fece nulla, era allora che doveva essere fatta la battaglia. Perché a valle era evidente che poi la governance se la sarebbero fatta loro del centrosinistra. E che per cinque anni avrebbero guidato questo carrozzone. La speranza ora è che un cambio di guida in Regione riveda tutto l’apparato”.

E la mossa di non votare con i due sindaci del proprio Partito? Per Del Brocco era doverosa, anche per una questione di indirizzo nazionale, come Partito di governo, ma di fatto nel risvolto pratico le cose non sono cambiate. “Ma non è oggi che si fa la battaglia. È talmente giusta che dovevamo farla già ieri“.

Cosa resta ai Comuni dopo tutta questa vicenda? Nella visione di Del Brocco resta quello che c’è già adesso, ma senza alcun potere.Noi continueremo ad interfacciarci con le persone su una questione delicata come quella della raccolta rifiuti, ma senza alcun potere. Perché quando c’è un capitolato per una gara d’appalto, io so cosa chiedere, so quanti pannolini consumano i miei cittadini, so quanto si devono pulire le strade. Come si fanno a decidere queste cose su scala provinciale o regionale? Cosa hanno da esultare i sindaci entusiasti degli Egato?

ELEZIONE POCO OPPORTUNA, MA SCONTATA

L’assemblea Egato

Perché è accaduto tutto questo? Per Del Brocco semplicemente perché chi ha proposto e studiato la legge non ha mai amministrato in un Comune. “Ci sono professori, scienziati, consiglieri regionali che non sanno neanche come si amministra un condominio, è normale che ragionino per ipotesi. Se lì ci fosse stato un ex assessore comunale, avrebbe detto ‘Scusate signori, mi pare una baggianata’, invece no“.

Una battaglia a monte forse sarebbe stata utile a cambiare le cose nella sostanza. Non la presidenza perché i numeri hanno la testa dura e la maggioranza dei sindaci in Ciociaria è appannaggio del centrosinistra.

Non ne faccio una questione grillina, perché se c’è un ente è giusto finanziarlo. Ed il presidente con il Cda è corretto remunerarli. La questione è di opportunità. L’onorevole Mauro Buschini si è fatto eleggere Presidente quando ancora era consigliere in carica, a due mesi dalle Regionali e a pochi giorni dalle Provinciali. Va bene che il Pd ci ha abituato a queste cose, ma ogni volta spero che qualcosa possa cambiare. Il problema qui però è un altro: – conclude Del Brocco – gli Egato saranno un disastro e poi non dite che non ve lo avevo detto“.   

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