Election Day, il Senato approva: via anche con in voto bis

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È stata ripetuta la votazione di ieri sera in Senato per l'Election Day del 20 e 21 settembre prossimi. C'era stato un errore di calcolo. Cosa prevede l'accordo.

Via libera all’Election day. È passata la fiducia bis al Senato sul Decreto Legge per le prossime elezioni Regionali, Comunali e suppletive. Il voto è stato ripetuto dopo che ieri sera era stato accertato un errore nel conteggio dei presenti.

Al voto bis di oggi sono stati presenti in 162, favorevoli in 158 su altrettanti votanti. Assenti i senatori del centrodestra. Ora il provvedimento può entrare in vigore: se non fosse stato convertito entro oggi sarebbe decaduto.

C’è stata però bagarre a Palazzo Madama in avvio della seduta. Alcuni senatori sono infatti intervenuti per segnalare che ieri avevano chiesto la parola, ma che non l’avevano ottenuta anche per le difficoltà di essere visti dalle postazioni situate nelle tribune, oltre alle difficoltà di utilizzo dei tablet.

I momenti più tesi ci sono stati con l’intervento del presidente del Senato, Elisabetta Casellati, su quanto accaduto giovedì. Ed una polemica a distanza si è innescata anche con la vicepresidente Paola Taverna, del Movimento 5 stelle. Quindi il processo verbale è stato approvato, con le modificazioni richieste da vari senatori.

Alla fine però l’accordo c’è: si vota il 20 ed il 21 settembre per rinnovare le Regioni ed i loro presidenti, i sindaci e le amministrazioni comunali che dovevano essere rinnovati nei mesi scorsi ma non hanno potuto farlo a causa della pandemia.

Votazione nulla

Foto © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

Giovedì sera quel voto era stato l’ultimo atto di una giornata convulsa. Il voto è risultato nullo. A Palazzo Madama attribuiscono la colpa ad un errore tecnico. Cioè? Nel conteggio dei congedi. Troppi senatori erano andata via per tornare a casa e tra i loro elettori. «Dai conteggi che abbiamo fatto e verificato – ha spiegato ieri in serata il vicepresidente del senato Roberto Calderoli  il numero legale era 150. Invece i votanti sono stati 149 e quindi non c’era il numero legale e la votazione va annullata e ripetuta. Fermo restando che se non c’è una maggioranza parlamentare a sostegno del governo vuol dire che il governo non c’è. Domani sono pronto a votare a qualsiasi ora».

Si rivotato dunque questa mattina. Tutti i senatori sono stati allertati. In particolare, quelli che avevano già lasciato Roma ed erano tornati a casa sono stati richiamati. Perché il messaggio di Roberto Calderoli è stato chiaro: si tratta di un voto di fiducia, significa che se il Governo non la ottiene è politicamente caduto. Non solo: se non convertito in legge, il provvedimento decade.

Il voto di giovedì sera aveva registrato 145 sì, 2 contrari (Emma Bonino e Matteo Richetti) – aveva provocato le assenze per protesta del centrodestra, mentre il senatore Riccardo Nencini, pur presente, non aveva partecipato al voto.

L’accordo politico

Sindaci con la fascia

SUPPLETIVE – C’è un collegio (ma forse saranno due) nel quale è necessario tornare alle urne per eleggere il Senatore. Per le Suppletive, il decreto ne fissa il termine entro il prossimo 31 luglio: 240 giorni dalla dichiarazione della vacanza (fino ad oggi la legge elettorale ne prevedeva 90 giorni). Ad oggi sono 2 i seggi vacanti. Infatti il 18 marzo scorso è stato dichiarato vacante il seggio del Senato del Collegio 3 della Sardegna. Senza l’emanazione del decreto legge si sarebbe quindi dovuto votare entro domenica scorsa. A questa vacanza si aggiunge da ieri quella del collegio 9 del Veneto per la morte del senatore di Fdi Stefano Bertacco.

REGIONALI – Per quanto riguarda le elezioni regionali, viene prolungata di tre mesi la durata in carica dei consigli regionali, il cui rinnovo era previsto entro il prossimo 2 agosto 2020. Si stabilisce che le elezioni si svolgano nel periodo tra 15 e 60 giorni successivi al termine della nuova scadenza del mandato o nella domenica-lunedì compresi nei 6 giorni ulteriori. Le elezioni potranno perciò svolgersi nel periodo dal 15 settembre al 5 novembre, con la prima data utile il 20-21 settembre e l’ultima il primo-2 novembre. Si vota in Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia. In pratica la legislatura che scadeva lo scorso 31 maggio è stata prolungata al 31 agosto.

COMUNALI – Il turno annuale ordinario del 2020 per le elezioni Comunali viene spostato ad una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre, anziché tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nello stesso periodo si voterà anche per l’elezione dei consigli comunali e circoscrizionali che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato, se le condizioni che rendono necessarie le elezioni si sono verificate entro il 27 luglio 2020.

Dove si vota

Elezioni Comunali

Sono 1.085 i Comuni italiani che andranno al voto: 17 i capoluoghi di provincia, di cui 3 di capoluoghi di Regione. Ventisette i Comuni del Lazio chiamati alle urne sui 378 totali nella Regione. Otto hanno una popolazione superiore ai 15mila abitanti e se nessuno ottiene almeno la metà dei voti più uno sarà necessario un secondo turno nel quale si confronteranno solo i due più votati.

In provincia di Frosinone si vota in 8 centri: Ceccano, Pontecorvo, Belmonte Castello, Cervaro, Fontana Liri, Guarcino, Patrica, Trevi nel Lazio.

Invece in provincia di Latina tornano alle urne Fondi Terracina.

In provincia di Roma è chiamate alle urne Colleferro e con lei anche Albano Laziale, Arcinazzo Romano, Genzano di Roma, Marano Equo, Montelanico, Palombara Sabina, Percile, Rocca di Papa, Roiate, San Gregorio da Sassola, Zagarolo.

RIDUZIONE FIRME E PAR CONDICIO – Per l’emergenza sanitaria è stato ridotto ad un terzo il numero minimo di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste. Stessa riduzione per le candidature alle elezioni comunali e regionali. Per le Regioni si fa eccezione se c’è una diversa disposizione adottata. Viene poi stabilita l’applicazione delle norme sulla par condicio.

REFERENDUM ED ELECTION DAY – Il nodo che ha suscitato maggiori polemiche nell’esame del decreto legge è quello relativo all’election day. E conseguentemente alla data in cui si svolgeranno le elezioni, considerando che in alcuni Comuni potrebbe essere necessario il ballottaggio.

Il decreto legge prevede l’applicazione del principio dell’election day anche per lo svolgimento del referendum e l’orientamento del governo è quello di votare per Regionali e Amministrative il 20 e 21 settembre.

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