Elezioni: Alatri verso la quadra, a Sora il re è nudo

Tavolo del centrodestra provinciale a vuoto sulle elezioni di Sora. Molto più concreto il tavolo che a pranzo ha riunito a Campoli i senatori Fazzone e Ruspandini. FI e FdI confermano i dubbi su De Donatis. Ma non ce n’è un altro. Per Alatri l'ipotesi è Maurizio Cianfrocca.

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Il tavolo del centrodestra riunito giovedì sera a Frosinone? Solo fumo e pochissimo arrosto. Andato tutto ad Alatri e per niente a Sora.

I big hanno preso atto dell’accordo che sta prendendo forma nella città dei ciclopi: il candidato sindaco da contrapporre al centrosinistra sarà il commercialista Maurizio Cianfrocca, se troverà la sintesi definitiva nella riunione già fissata per martedì prossimo. C’è già un’ampia convergenza. O, come ha annotato qualcuno dei presenti «è figlio di una ampia sintesi territoriale». Il cerchio si chiude ad Alatri: l’ex presidente della Provincia Antonello Iannarilli ha pronto un elenco di quesiti; se le risposte saranno positive il cerchio si chiude.

Il pranzo di Campoli Appennino

Claudio Fazzone. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

A Sora invece tanto fumo. L’arrosto su Sora non s’è visto al tavolo politico del centrodestra provinciale. Perché stava su un altro tavolo: in una sala da pranzo all’interno di una residenza privata di Campoli Appennino al confine con Sora. È lì che nelle ore scorse si sono incontrati a pranzo il potentissimo senatore Claudio Fazzone (coordinatore di Forza Italia nel Lazio), il senatore Massimo Ruspandini (plenipotenziario di Fratelli d’Italia), il commissario cittadino azzurro Vittorio Di Carlo, i tre consiglieri Fdi Massimiliano Bruni, Simona Castagna ed Antonio Lecce.

Un posto vuoto e senza né piatto né posate: la Lega non è stata invitata. A Sora ha già preso posizione e non è quella degli altri del centrodestra: punta su un bis per Roberto De Donatis.

Il dolce (politico) lo ha portato il senatore Claudio Fazzone. Dice che la posizione della Lega di Sora non è definitiva: ne ha parlato con l’onorevole Claudio Durigon, il coordinatore regionale del Carroccio. Sostiene che se c’è l’unità degli altri Partiti del centrodestra il caso Sora finisce su un tavolo regionale. A quel tavolo a garantire l’apporto della Lega provvederebbe il fidatissimo consigliere di Matteo Salvini in materia di lavoro.

Serve un nome per Sora

Sandro Donarelli

Chi candidare come sindaco? I nomi portati a Campoli Appennino sono un paio. Uno è quello del commercialista Sandro Donarelli: ha il placet di tutti. Manca il suo. La settimana scorsa ha ringraziato ma ha declinato: la politica per lui è una parentesi chiusa. (Leggi qui “Donarelli candidato”. Ma lui: “Sono indisponibile”. Fi e FdI nel caos. E pure la Lega).

Allora perché se ne parla? Perché nelle prossime ore ci sarà un nuovo tentativo portato avanti dall’imprenditore Alberto La Rocca. Proverà a chiedergli un ripensamento.

L’altro nome è quello di un imprenditore Sorano che simpatizza per Fratelli d’Italia. Poi un terzo nome, sempre vicino alla stessa area. Tra i nomi fatti al tavolo di Campoli Appennino non c’è quello di Roberto De Donatis.

A suo tempo Claudio Fazzone disse che se fosse stato il candidato unitario del centrodestra Forza Italia non avrebbe avuto preclusioni. L’impressione è che la volontà sia quella di trovare l’unità. Costi quello che costi.

Solo fumo a Frosinone

Solo fumo e niente arrosto per Sora al tavolo del centrodestra che si è riunito a Frosinone. Un tavolo convocato per trovare la quadra sulla candidatura a sindaco. Ma in pratica il nome del candidato sindaco non c’è. Non per adesso. L’unica certezza, in attesa di altre soluzioni, resta il primo cittadino uscente Roberto De Donatis. Lo hanno fatto notare Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani.

Rossella Chiusaroli, Daniele Natalia, Adriano Piacentini con Giuseppe Patrizi

Presenti per Forza Italia i tre sub commissari Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia. Per Fratelli d’Italia il senatore Massimo Ruspandini, il coordinatore provinciale Paolo Pulciani e il vice coordinatore regionale Antonio Abbate. Per la Lega il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, il senatore Gianfranco Rufa, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Per Cambiamo, l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mario Abbruzzese.

Nessuno si è sbilanciato. Soprattutto nel fare nomi. Forse anche perché l’ultima volta che un nome è uscito non ha portato molto bene. Dal Tavolo è emerso che sono andati a vuoto anche i tentativi, messi in atto da più parti nei giorni scorsi, di riportare dentro l’ex capogruppo leghista Luca Di Stefano.

Il succo della questione è: bene l’unità del centrodestra a Sora. Ma il nome?

Chi decide cosa a Sora

L’unica certezza emersa dall’incontro è la volontà di andare uniti come centrodestra alle prossime elezioni. La sub commissaria per l’area di Sora Rossella Chiusaroli ha detto che «bisogna lasciar decidere al territorio». Posizione largamente condivisa dal senatore Massimo Ruspandini. Del resto si era capito anche alla vigilia dell’incontro che la posizione sarebbe stata questa. Soprattutto da un messaggio che il senatore Ruspandini aveva inviato ai suoi fedelissimi. In un passaggio spiegava: «Ai referenti delle realtà comunali, posso assicurare che la nostra linea sarà quella del rispetto più totale delle autonomie di ogni territorio!».

Massimo Ruspandini (FdI)

«Nel frattempo spiegherò agli “alleati” che sono finiti i tempi in cui i sindaci delle nostre città venivano scelti negli uffici di qualche potente di turno. Per Sora ed Alatri, per capirci, decideranno sorani ed alatresi».

Cosa volesse dire il senatore di Fratelli d’Italia non è complicato da interpretare. Ora resta da capire cosa voglia Fratelli d’Italia a Sora. Perché se è ovvio che il Partito si è più volte espresso contro una ricandidatura dell’uscente De Donatis i consiglieri Antonio Lecce e Simona Castagna non lo hanno mollato definitivamente.

Sono convintamente in Fratelli d’Italia e nel centrodestra. Ma con un progetto valido. Altrimenti nessun’altra opzione è esclusa. (Leggi qui Lecce e Castagna avvertono FdI: subito un progetto o stiamo con De Donatis).

Abbruzzese mette a nudo il re

Il coordinatore regionale di Cambiamo Mario Abbruzzese ha messo a nudo il re, come nella celebre favola di Hans Christian Andersen: nessuno aveva il coraggio di dire la verità al re, era stato truffato da due falsi sarti con la promessa di confezionargli un vestito fatto d’un tessuto particolare, permetteva di riconoscere gli sciocchi perché non sarebbero stati in grado do vedere la stoffa. Il re, nudo davanti allo specchio, lodava il lavoro dei sarti nel timore si sapesse che lo sciocco era proprio lui: così tutta la corte. Finquando un bambino ebbe l’innocenza di dire ciò che era sotto gli occhi di tutti.

Mario Abbruzzese. Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

Così ha fatto Mario Abbruzzese. «Abbiamo governato insieme per cinque anni. Non sono innamorato di Roberto De Donatis ma prima di abbandonarlo dobbiamo trovare una alternativa». Cosa voleva dire? Apparentemente ha detto: facciamo fuori De Donatis. In concreto ha messo tutti davanti alla realtà: non abbiamo il candidato sindaco.

Morale della favola: il candidato sindaco non c’è e quindi sarà molto difficile arrivare al centrodestra unito.

Ottaviani respinto al mittente

Ci ha provato anche il coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani a fare un nome, sempre lo stesso, quello di Roberto De Donatis. Ma senza avere margini di manovra. Sia Chiusaroli che Ruspandini lo hanno frenato ribadendo che lui non lo sostengono. Perché è vero che si decide a Sora ma è proprio lì che i due partiti non lo vogliono.

C’è di più: Chiusaroli ha ricordato a Ottaviani quando lui stesso a Sora ha detto che il candidato deve avere Dna di centrodestra. Roberto De Donatis è un civico. E per Chiusaroli non si può fare di nuovo l’errore della Piattaforma civica. (leggi qui Ad un passo dalla rottura: il tavolo del centrodestra trema).

Nicola Ottaviani ha ribadito che la parola non se la rimangia, ha però lasciato intendere che sarebbe il caso allora di fare un altro nome. E che se questo nome non c’è allora non resta che De Donatis.   

E qui casca l’asino

A cosa è servito spostare il tavolo da Sora a Frosinone se poi l’unica decisione presa è stata quella di rispedire tutto a Sora? Le posizioni sono chiare da tempo. Soprattutto quelle della Lega. Ora in mano al consigliere comunale delegato alle Manutenzioni, Lino Caschera e al commercialista Filippo Porretta. Già membro del precedente direttivo Lega e segretario cittadino in pectore.

Roberto De Donatis e Lino Caschera

E se quest’ultimo non ha mai scoperto veramente le carte Lino Caschera non ha mai avuto peli sulla lingua. Anche se c’è chi giura che alla fine lo mollerà, lui ribadisce sempre che il candidato sindaco naturale è l’uscente De Donatis. E che nel caso il sindaco in carica decidesse di ritirarsi per qualche motivo allora sarà lui stesso a candidarsi. Quindi sta con De Donatis. Altrimenti avrebbe già un altro progetto pronto.  

Cosa accade adesso a Sora

Lo stallo è evidente. Il caos è totale. Cambiamo e Lega pensano a Roberto De Donatis ma non lo propongono. Aspettano. Che siano gli altri a fare un nome e dimostrino che si possono aggregare le liste. Forza Italia e Fratelli d’Italia De Donatis non lo vogliono. Al punto che qualcuno dei presenti ha proposto di fare un sondaggio. «Non serve spendere dei soldi per un sondaggio» ha commentato qualcun altro. «Per capire cosa pensa la gente basta fare un giro a Sora e chiedere a chi si incontra per strada»

È evidente che ci sarà un altro tavolo a Sora. Altrettanto evidente che qualche nome verrà fuori. Un nome che magari non è stato ancora fatto per paura che possa essere bruciato. Per ora le certezze sembrano due: il sindaco uscente De Donatis e il consigliere di Made in Sora Di Stefano.

Poi resta da vedere cosa deciderà di fare il Pd. Potrebbe scendere in campo con una lista ed un nome identitario. Oppure fare l’ago della bilancia. Ed appoggiare uno dei due candidati. Lo stesso ruolo che potrebbe giocare il Think Thank Agorà. Si riunisce nelle prossime ore.