Elezioni anticipate, via al totocandidati in Ciociaria

Aria di elezioni. Panico tra gli eletti. Speranze tra chi non ce l'ha fatta il 4 marzo. Chi potrebbe tornare sulla scena. E con quali cambiamenti nelle liste. Ottaviani sempre più tentato dalla Lega.

In attesa che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indichi il nome del Presidente nel Consiglio incaricato, rigorosamente neutrale (per la prima volta potrebbe essere una donna), i Partiti si stanno muovendo per le elezioni anticipate.

La riunione del Pd nazionale delle prossime ore serve ad individuare il Segretario e il motivo è semplice: a norma di statuto è il segretario a compilare le liste. Matteo Renzi è alla ricerca di un clone più che di un fedelissimo, le minoranze (silenziose in Direzione ma chiassose sui giornali) giocheranno il tutto per tutto.

Questo vuol dire che l’ipotesi del voto in estate (perfino sotto l’ombrellone c’è), soprattutto dopo il no di Silvio Berlusconi all’ipotesi di appoggio esterno ad un esecutivo Cinque Stelle-Lega.

Ma se anche si dovesse andare alle urne in autunno (ottobre-novembre) o perfino nei primi mesi del 2019, è evidente che tutti si stanno già attrezzando per le candidature.

Con una premessa però: in estate e in autunno si andrebbe al voto con questo sistema elettorale, mentre dopo si potrebbe provare a cambiarlo. Ma è con il Rosatellum che si deve ragionare.

 

In Ciociaria chi si candiderebbe, tra maggioritario e proporzionale?

 

Prendiamo il Pd. In teoria nel maggioritario dovrebbero essere schierati quelli che hanno più voti. Francesco De Angelis su tutti, il quale però chiederà un “paracadute” nel listino proporzionale: primo posto. Per il resto? I tre parlamentari della scorsa legislatura tornerebbero in campo? Parliamo di Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi e Maria Spilabotte, quest’ultima tenuta in considerazione anche per la candidatura a sindaco di Frosinone nel caso (certo) Nicola Ottaviani decidesse di proporsi per la Camera. (leggi qui Vertice di maggioranza per pochi intimi. Ma Ottaviani prenota la Camera e un giro sul Carroccio)

Ma nel Pd in diversi potrebbero ambire alla candidatura parlamentare: Francesca Cerquozzi come Barbara Di Rollo, Sarah Grieco come Stefania Martini. Poi ci sono Domenico Alfieri, Simone Costanzo, Lucio Fiordalisio, Germano Caperna, Massimiliano Quadrini.

Probabilmente verrebbe sondata la disponibilità anche di Mauro Vicano, ex presidente della Saf. Anche se il nome di Vicano gira vorticosamente pure per la candidatura a sindaco di Frosinone.

Quindi, Antonio Pompeo: è vero che il 10 giugno concorrerà per la conferma a sindaco di Ferentino, ma il presidente della Provincia è tra quelli che hanno dimostrato di avere maggiore consenso personale. Poi ci sono outsider come Valentina Calcagni o Alessio Gentile.

Molto dipenderà anche da chi sarà il candidato premier in pectore del Pd. Matteo Renzi ha indicato Paolo Gentiloni con modalità che hanno ricordato il celeberrimo “Enrico (Letta) stai sereno”. Se alla fine dovesse essere Nicola Zingaretti il prescelto, l’intera geografia delle candidature dei Democrat potrebbe cambiare. Con Norberto Venturi e Fabrizio Cristofari pronti a giocarsi fino in fondo le loro carte.

 

In Forza Italia è come una torre di Babele, ma se sarà ancora Silvio Berlusconi (insieme al cerchio magico) a indicare le candidature, allora non cambierà nulla. L’unico ad avere voce in capitolo sarà Antonio Tajani.

Con ogni probabilità verrebbero riproposti Sestino Giacomoni e Beppe Incocciati, con Mario Abbruzzese nel maggioritario.

Ma in tanti scalpitano: Adriano Piacentini e Danilo Magliocchetti per esempio. Per non parlare di Alessandra Mandarelli e di Samuel Battaglini.

Discorso a parte per Riccardo Mastrangeli: doveva essere candidato la volta scorsa, poi i soliti giochetti interni a Forza Italia lo hanno penalizzato. Chissà Mastrangeli potrebbe perfino seguire Nicola Ottaviani se il sindaco di Frosinone guardasse in direzione Lega.

Secondo molti Ottaviani starebbe cercando di alzare la posta nei confronti di Forza Italia, ma in realtà il sindaco del capoluogo è stufo delle promesse e delle solite manovre all’interno degli “azzurri”.

Potrebbe davvero candidarsi con la Lega e a quel punto Francesco Zicchieri (autorevole e potentissimo vicecapogruppo dei deputati del Carroccio) sarebbe capolista nel listino.

Quindi, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa. Poi potrebbero trovare spazio Andrea Amata, Carmelo Palombo e Domenico Fagiolo.

 

In Fratelli d’Italia si riparte naturalmente da Massimo Ruspandini. Semmai bisognerà vedere se il centrodestra si ripresenterà come coalizione. Un pensierino alla candidatura potrebbe farlo Alfredo Pallone, leader di Noi con l’Italia.

 

Per il Movimento Cinque Stelle c’è il nodo dei due mandati, che però potrebbe essere superato considerando che la legislatura non è mai iniziata. Anche perché sono tanti i big che si trovano in questa situazione: Luigi Di Maio, Paola Taverna, Roberto Fico e via di questo passo. Spazio quindi ai tre deputati in carica: Luca Frusone, Enrica Segneri e Ilaria Fontana. Ai quali potrebbe aggiungersi Aniello Prisco.

 

Una sola domanda: quanti potrebbero permettersi (anche economicamente) due campagne elettorali in pochi mesi? (leggi qui Oddio si rivota subito. I neo parlamentari dal sogno all’incubo)

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