Elezioni, fine delle chiacchiere: a Frosinone ora si fa sul serio

Ieri sera il vertice del centrodestra. Oggi tocca al centrosinistra. Ottaviani sapeva benissimo che Polo Civico e Lista Tucci non avrebbero partecipato al vertice di  ieri sera. Cercherà di tenere dentro Fratelli d’Italia, ma nel suo nuovo ruolo di regista la priorità è l’unità di una coalizione che può allargarsi al centro. E confida tutto nel ballottaggio.

Ormai ci siamo, il tempo delle chiacchiere sulle elezioni comunali di Frosinone è finito. Ieri sera c’è stato il vertice finale del centrodestra, a distanza di ventiquattrore si riunisce il centrosinistra. È l’ora di iniziare a scoprire le carte.

Sono tante le carte voltate ieri sera in una sala dell’hotel Astor di Frosinone. La prima: chi ci sta e chi non ci sta nella coalizione che il sindaco Nicola Ottaviani intende mettere in campo. Alla riunione erano presenti le delegazioni di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e parte del mondo civico; mancava il Polo civico di Gianfranco Pizzutelli, il Gruppo più consistente in Aula; non c’erano i civici Carmine Tucci e Carlo Gagliardi. E pure FdI non è al massimo della rappresentatività: il Gruppo consiliare c’è, la parte storica del partito no.

Fratelli ostinati

Fabio Tagliaferri (Foto: Stefano Strani / Imagoeconomica)

Inutile l’estremo tentativo di ricucitura portato avanti da Nicola Ottaviani con il suo ex vicesindaco Fabio Tagliaferri (FdI). Si sono visti nei giorni scorsi al Papò Cafè: hanno discusso, gesticolato, alzato la voce. Nessuno si è spostato d’un solo centimetro dalla propria posizione. Tagliaferri reclama la candidatura a sindaco: la rivendica sulla base dei numeri, la volta scorsa si è praticamente eletto da solo, possiede un enorme consenso personale, lunga esperienza. Ottaviani reclama il rispetto del percorso con il quale costruire la coalizione unita: le Primarie con cui il centrodestra possa scegliere il suo candidato sindaco tra i tanti che l’area può mettere in campo.

Nulla da fare. Fabio Tagliaferri non si fida delle primarie e lo ha detto dall’inizio: perché non si fida degli arbitri, non si fida delle regole. La soluzione che ha prospettato al sindaco è semplice: si parte dal presupposto che nessun candidato sindaco riuscirà a vincere al primo turno, allora si vada alle urne ciascuno con il proprio candidato. Chi approda al ballottaggio riceverà l’appoggio di tutto il resto della coalizione nella sfida contro il centrosinistra.

Ottaviani sta cercando una soluzione al tavolo regionale del centrodestra. Non rivendica la candidatura per la Lega (di cui è Coordinatore provinciale) ma le Primarie; sa bene che la scelta di Frosinone rientrerebbe a quel punto su uno scenario più ampio nel quale è coinvolta Rieti e forse pure Viterbo dove il sindaco Giovanni Arena (Forza Italia) è stato sfiduciato per l’appoggio dato dal suo Partito all’elezione di un presidente della Provincia scelto con il centrosinistra.

La tigna di Ottaviani

Nicola Ottaviani

Per capire il quadro bisogna partire da un presupposto. Dopo due mandati e dieci anni di amministrazione finisce l’era di Nicola Ottaviani. Ma attenzione: finisce come sindaco, non certo come regista e leader del centrodestra cittadino. Lo ha fatto capire benissimo ieri sera nel corso della riunione con le delegazioni dei Partiti e delle liste civiche che lo sostengono.

Francamente Ottaviani era il primo a sapere che Carlo Gagliardi e Carmine Tucci non si sarebbero presentati. Così come gli esponenti del Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli, una lista che ormai fa parte dello schieramento di centrosinistra che ruota attorno a Francesco De Angelis.

Discorso diverso per Fratelli d’Italia: il gruppo consiliare è con Ottaviani, il portavoce cittadino Fabio Tagliaferri no. Ed il segnale mandato proprio ieri da Tagliaferri è inequivocabile. Un’ora prima della riunione, il coordinatore cittadino di FdI ha annunciato l’adesione di due stimati professionisti: il dottor Marco Di Giorgi e sua moglie la dottoressa Cinzia Iaboni, figlia dell’indimenticato professor Emilio Iaboni, storico presidente dell’Ucid. Chiare le parole di Tagliaferri: “Il nostro Partito si candida ad avere un ruolo guida nella nostra città per i prossimi anni. Ciò sarà possibile grazie alla presenza di uomini e donne che, come i professionisti Di Giorgi e Iaboni”. Sta preparando la sua discesa in campo. Ma solo se salteranno le primarie e solo se il primo turno verrà usato per fare la scrematura.

Primarie o Primarie

Fabio Tagliaferri con Cinzia Iaboni e Marco Di Giorgi

In ogni caso Nicola Ottaviani cercherà di recuperare l’unità del centrodestra ad ogni livello. Nessuno dubbio invece per il metodo di selezione della classe dirigente. Si faranno le Primarie, nonostante sul piano regionale il Carroccio abbia le carte in regola per rivendicare la candidatura a sindaco di Frosinone. Perché FdI rivendica la candidatura a Rieti e Forza Italia ha già messo le mani avanti per Viterbo.

Nicola Ottaviani guarda però alla coalizione. Le Civiche schierate con la sua coalizione saranno dall’altra parte? Lui sta già allestendo gruppi e movimenti che possano occupare quei vuoti, guardando specialmente al centro. Ma anche a settori del centrosinistra. La controffensiva è già iniziata.

Ma il collante maggiore sarà quello dell’azione amministrativa portata avanti in questi dieci anni. E’ su questo punto che Nicola Ottaviani insisterà moltissimo. La scelta del candidato sindaco attraverso le primarie vedrà in campo molti dei protagonisti di questi dieci anni: Riccardo Mastrangeli ha smesso di dire che non è disponibile, la disponibilità invece l’hanno sempre data Danilo Magliocchetti, Adriano Piacentini, Antonio Scaccia. Ma la vera sfida sarà quella di restare uniti dopo le primarie. La “missione” di Nicola Ottaviani è soprattutto questa.

Subito il comitato, voto a marzo

Foto © Stefano Strani

Ottaviani va dritto per la sua strada. Sulle Primarie ha già avuto la benedizione di Matteo Salvini. Per questo tra una decina di giorni il tavolo verrà riconvocato: verrà messa a punto l’organizzazione e creato il Comitato Organizzatore; orientativamente si voterà verso fine marzo.

Perché Ottaviani ci tiene così tanto? Nel 2012 diventò sindaco battendo Michele Marini al ballottaggio dopo che il centrosinistra si era spaccato in maniera clamorosa e fragorosa. Da una parte Marini, dall’altra Domenico Marzi. Nel 2017 ha vinto al primo turno contro un centrosinistra “minato” dalle assenze e dal disimpegno. Questa volta sarò diverso: al ballottaggio andrà in scena una sorta di duello rusticano. A caccia di voti quartiere per quartiere, palazzo per palazzo, condominio per condominio, casa per casa. Ci vorrà la tigna ciociara per vincere.

Dilemma centrosinistra

Mauro Vicano (Foto: Giornalisti Indipendenti)

Ha un dilemma altrettanto complesso anche il centrosinistra. Si riunisce questa sera alle 21 nella sede dei Democratici in viale Kennedy. I temi sul tavolo sono due: scendere in campo subito oppure aspettare i socialisti; coinvolgere Mauro Vicano nelle Primarie con cui individuare il candidato sindaco o tenere aperta anche un’altra soluzione.

Perché? L’ex DG della Asl di Frosinone ed ex presidente della Saf intende dare alla sua candidatura un profilo assolutamente civico. Vuole scendere in campo con le sue liste. Non vuole essere espressione della politica.

Lo scenario potrebbe essere simile a quello del centrodestra: un primo turno a ranghi divisi per poi marciare uniti al ballottaggio.

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