Elezioni, giochi trasversali E il virus del… Gattopardo

Tra un giorno e mezzo il tentativo sarà quello di arrampicarsi sugli specchi. Di trovare cavilli da Azzeccagarbugli per provare a far credere che alla fine nessuno ha perso. In realtà le cose non stanno così. Ecco le cose che tra poco ci diranno le urne

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Si vota per i Comuni, che hanno bisogno di essere governati. Bene. Ma come sempre le elezioni comunali avranno anche una forte valenza politica. A livello nazionale i temi non mancano. Il primo è quello delle alleanze, perché non si capisce se Pd e Movimento Cinque Stelle potranno dare vita ad una coalizione. Pure nel centrodestra le incognite non mancano. La Lega sostiene il Governo Draghi con la testa. Non con la pancia. E in campagna elettorale è la pancia a fare la differenza. Matteo Salvini si gioca la leadership. Giorgia Meloni prepara il sorpasso di Fratelli d’Italia, ma deve fare i conti con i “teatrini” di nostalgici che però pongono un problema di classe dirigente. Forza Italia non si rassegna ad un ruolo marginale.

Le urne diranno che tipo di centrodestra c’è in campo. E i risultati di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste faranno la differenza. Eccome se la faranno. I Cinque Stelle si avviano ad un ridimensionamento annunciato. Giuseppe Conte sa che Beppe Grillo è pronto alla resa dei conti. Bisognerà vedere quanto “pesa” oggi il Movimento. Il rischio di resistere solo nel Palazzo è dietro l’angolo.

Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica

In Ciociaria si vota in 24 Comuni. Riflettori accesi soprattutto su Sora e Alatri. Ma in realtà in questa campagna elettorale non si è registrato alcuno spunto nuovo in grado di poter “cambiare verso” alla politica provinciale. Finirà come al solito: la vittoria avrà molti padri (e quindi in realtà nessuno vero), la sconfitta sarà orfana. A fare la differenza non saranno i programmi. E neppure le alleanze. Saranno gli accordi trasversali, alimentati dalle invidie, dai rancori politici, dalla volontà di far perdere l’alleato prima che l’avversario. Perfino all’interno dello stesso Partito. E nei Comuni più grandi il voto disgiunto rappresenterà l’alibi perfetto per i franchi tiratori e per i talebani della logica del “tutti contro uno”. Invece che del “tutti per uno”.

La stagione delle competenze specifiche

Ancora oggi i cittadini chiedono di tutto al sindaco, perfino che tempo farà. Ma la stagione del Covid ha ulteriormente accelerato il processo delle competenze specifiche. Nel senso che nel prossimo futuro le Amministrazioni locali potranno fare la differenza attraverso l’intercettazione e la gestione dei fondi europei. E soprattutto del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è la più grande occasione di sviluppo del Paese e dei territori.

Ma non solo questo naturalmente. Perché anche l’ordinaria amministrazione ormai si parametra sulle politiche ambientali, sulla pulizia delle strade, sull’efficienza della macchina burocratica dell’ente. Di questo in campagna elettorale si è parlato pochissimo. Anzi, per la verità il tema è stato quasi completamente assente. Così come nessuno sta facendo i conti con l’incognita dell’affluenza. Solitamente nei Comuni più piccoli i cittadini alle urne vanno. Ma siamo nel secondo anno dell’era del Covid e molto è cambiato.

Inevitabilmente i risultati di Alatri e Sora influiranno pure sugli scenari delle candidature alle politiche e alle regionali. Alatri è la roccaforte del Pd: una sconfitta sarebbe difficilmente gestibile sul piano politico. Per il consigliere regionale Mauro Buschini per esempio. Per il segretario provinciale Luca Fantini per esempio. Il centrodestra dovrà vedere come andrà a finire a Sora, dove la frattura è stata scomposta. La candidatura a sindaco era stata assegnata in quota Fratelli d’Italia, poi è saltato tutto. Perché una parte della Lega si è messa di traverso. Infine la situazione è stata recuperata. Ma ora la parola spetta ai cittadini.

I candidati a Sora

Nel Carroccio il risultato sarà uno spartiacque nel braccio di ferro (perché il braccio di ferro c’è) tra Nicola Ottaviani e Pasquale Ciacciarelli. Mentre Massimo Ruspandini vorrà verificare se Fratelli d’Italia è in grado di effettuare il sorpasso alla Lega anche in Ciociaria. Nel Movimento Cinque Stelle bisognerà vedere in particolare il risultato di Sora. Sotto questo punto di vista un test anche per il consigliere regionale Loreto Marcelli, capogruppo dei pentastellati alla Pisana. Ma tutto sommato la rilevanza dei Partiti in questa tornata amministrativa non è affatto prevalente.

Elezioni, liste civiche e il fattore mimetizzazione

Le liste civiche mantengono un peso non indifferente. Nei Comuni più piccoli inevitabilmente, ma anche in quelli grandi. Dove le candidature al consiglio comunale sono spesso mimetizzate. Nel senso che poi fanno riferimento ad esponenti politici. E questo è un ulteriore elemento da tenere in considerazione. Perché nei partiti ormai ci si conta alle comunali. Su singoli candidati a sindaco o al consiglio. Perché in fondo l’obiettivo principale rimane quello di ottenere le designazioni alla Camera, al Senato, alla Regione.

Ed è inutile fare finta che non esista una competizione tra Mauro Buschini e Antonio Pompeo nel Pd, tra Nicola Ottaviani e Pasquale Ciacciarelli nella Lega. O che in Fratelli d’Italia Antonello Iannarilli punti a concorrere per il consiglio regionale, dove però avrà una concorrenza agguerrita. Mentre in Forza Italia il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone non è intenzionato a cedere neppure mezzo millimetro.

Domani sera si ragionerà su numeri, su percentuali e su scenari per l’eventuale ballottaggio ad Alatri e Sora. Naturalmente ci saranno già vincitori e vinti. Ma il tentativo sarà quello di arrampicarsi sugli specchi. Di trovare cavilli da Azzeccagarbugli per provare a far credere che alla fine nessuno ha perso e tutti hanno un motivo per essere soddisfatti. Nella perfetta strategia gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare nulla. Ed è esattamente per questa logica che la provincia di Frosinone è ormai residuale negli scacchieri nazionali e regionali. (Leggi anche Elezioni, quello che hanno già detto i palchi).

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