Il quinto in lizza è De Santis, outsider in cerca di vendetta

Elezioni amministrative ad Itri. Fargiorgio avrà anche la civica dell'ex socialista con cui fare i conti. Ma non solo quella: Agresti. Soscia e Palazzo affilano già le armi.

«Se qualcuno pensava di essersi liberato di me anche dopo cinque anni, ha fatto proprio male i conti»: Giuseppe De Santis sarà uno dei pretendenti alla carica di sindaco alle prossime elezioni comunali di Itri. Un coup the theatre che nessuno avrebbe immaginato. Con un preistorico passato politico nel partito Socialista per poi aderire a Forza Italia, Giuseppe De Santis ha deciso in giornata di ufficializzare il suo ritorno.

Nebulosa centrodestra: De Santis và

Antonio Fargiorgio

Lo ha fatto nel momento in cui il panorama politico aurunco si è ulteriormente polverizzato, soprattutto nel centro destra. Più il quadro si frammenta e più le elezioni sono abbordabili: perché i voti si dividono tra i contendenti. per vincere ne servono meno. Da qui l’annuncio di De Santis: darà vita alla civica “Obiettivo Comune”.

Vuole regolare i suoi conti con la politica locale. In particolare con il centrodestra che gli votò la mozione di sfiducia nella primavera 2015 determinandone la caduta. Lo fecero per impedirgli di andare in Consiglio e portare in discussione il piano particolareggiato di Pagnano, ai confini con Formia e Gaeta. Strumento che avrebbe dovuto mettere ordine nella pianificazione urbanistica su un territorio tra i più vasti dell’intera provincia di Latina.

Summit De Santis – avversari

Commercialista e docente al commerciale “Gaetano Filangieri” di Formia, Giuseppe De Santis vuole prendersi la sua personale rivincita. E la vuole dopo aver subito un «fendente alla schiena che ancora mi fa male». Ha rotto gli indugi dopo aver incontrato il sindaco in carica Antonio Fargiorgio ed un altro ex primo cittadino: Giovanni Agresti.

Giovanni Agresti

Da questi due faccia a faccia De Santis ne è uscito «rassegnato. Ma anche determinato a fare qualcosa. Questo a fronte di una preoccupante esitazione e di un immobilismo che regnano sovrani nel nostro Comune. È giunto il momento di dire basta al fermo politico causato dalle varie faide. Faide che hanno origine dai personalismi e dai capricci dei politici locali».

Parole dure quelle di De Santis. Che coltiva l’ambizione di «ricucire il tessuto politico, sociale ed economico. Attraverso un programma di rilancio occupazionale che possa coinvolgere tutti gli operatori del territorio».

Ma dove si collocherebbe questa formazione civica? L’inno all’ottimismo di De Santis è «non poniamo limiti alla provvidenza». Una convergenza la potrebbe trovare con una componente del Pd: quella che non sosterrà il ritorno dell’ex sindaco Giovanni Agresti dopo dieci anni.

Agresti, quello con tanti amici

Agresti è un democristiano, ma grazie ad Alleanza Nazionale è arrivato a sedere nella Giunta all’amministrazione provinciale di Latina. E chi era il suo capo di segreteria? Un altro Dc doc, Enrico Forte. Che, insieme a Salvatore La Penna, oggi guida la pattuglia Dem nel consiglio regionale del Lazio.

Agresti da tempo si trova ai blocchi di partenza. Ha formalizzato davanti ad uno studio notarile la nascita di un’associazione che si chiamaRipartiamo”. Sarà il nome della coalizione con cui cercherà di spodestare dopo cinque anni il sindaco avvocato Fargiorgio.

Salvatore La Penna

E tra i nomi dei soci aderenti ci sono quelli di alcuni consiglieri d’opposizione. Consiglieri che da tempo stanno rendendo la vita complicata al sindaco di Itri. Tra questi la sua ex praticamente di studio Vittoria Maggiarra e Giuseppe Cece. Ma la lista potrebbe allungarsi e di molto.

Sono “attenzionati” il primo consigliere comunale Cinquestelle eletto in provincia di Latina Osvaldo Agresti. («Tutto può essere, ma il mio gruppo non accetterà alleanze. Potremmo anche decidere di non partecipare alle prossime elezioni comunali»).

Palazzo, amica di Rampelli

Poi Elena Palazzo, consigliera comunale, dirigente della prim’ora di Fratelli d’Italia. E – il che non guasta – amica personale di Fabio Rampelli. Il partito ha deciso di puntare su di me – afferma Palazzo – per la candidatura a sindaco e di parlare naturalmente con tutti. Lo sto facendo. Se ci dovessero essere convergenze programmatiche per dare ad Itri finalmente un governo autorevole e credibile valuteremo. Cioè il senso di responsabilità ed il buon senso ci obbligheranno a valutare le soluzioni migliori che dovessero prospettarsi».

Elena Palazzo

Elena Palazzo ha deciso di parlare con tutti, tranne che con Antonio Fargiorgio. I rapporti politici tra i due si sono incrinati nel corso dell’estate 2019. Questo quando non si concretizzò un duplice progetto. Progetto maturato nel corso della consiliatura all’insegna della “collaborazione amministrativa” dai banchi dell’opposizione da parte della Palazzo. Era finalizzato all’ingresso in Giunta della dirigente di FdI. Poi all’adesione dello stesso sindaco avvocato al partito di Giorgia Meloni.

L’ironia della sorte ha voluto che da quel momento iniziassero i problemi in Giunta. Problemi tra Fargiorgio, già orfano della sua ex vice sindaco ed assessore del Pd Paola Soscia ed il suo principale azionista, Forza Italia.

Gli azzurri sono rimasti a far parte dell’esecutivo. Tuttavia agli assessori Andrea Di Biase e Serena Ciccarelli sono finiti sotto accusa di Fargiorgio. Accusa di essere diventati «un corpo estraneo rispetto al resto della maggioranza di governo».

Paradossalmente Forza Italia non dispone più del bagaglio elettorale dei tempi d’oro. Lo sa per primo il dominus azzurro di Itri, il fazzoniano Michele Stamegna. Il quale, non potendosi avvicinare per tante ragioni alla “corazzata” elettorale di Agresti, sta facendo in questi giorni di necessità virtù.

Prove di disgelo con gli azzurri?

Paola Soscia

La proposta di Forza Italia alla Soscia di sfidare Fargiorgio formalmente non è stata mai ritirata. Ma, non ricevendo alcun tipo di risposta da parte della professoressa di educazione musicale, si sta valutando l’ipotesi di effettuare una rischiosissima corsa solitaria. Oppure di tornare nel recinto della maggioranza del sindaco in carica. (Leggi qui Paola per gli amici e tanti la vogliono sindaco).

In quest’ottica è rimasto top secret soltanto per qualche ora l’incontro che si è svolto presso lo studio professionale di Raffaele Mancini. Che è ex assessore alla cultura di An nella prima Giunta De Santis e ora referente della Lega a Itri.

Fedelissimo del sindaco di Itri, Mancini, con la complicità di un altro colonnello di Fargiorgio, il presidente del consiglio comunale Pietro Di Mascolo, ha ricevuto il coordinatore comunale di Forza Italia Stamegna. Sono state avviate prove disgelo tra il capo dell’amministrazione comunale e i vertici azzurri in vista del voto amministrativo di primavera? A questo interrogativo daranno risposta alcuni incontri in agenda nei prossimi giorni anche se non sono tutte rose e fuori.

Le principali spine le ha in mano il referente leghista Mancini, alle prese con la gestione di una base turbolenta. E interessata ad abbandonare l’esperienza amministrativa di Fargiorgio. Questo per sostenere la sfida elettorale di Giovanni Agresti.

Ma mai mettere il carro davanti a buoi. Men che meno all’ombra del castello medioevale.

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