L’estate bollente della politica: nessun dorma

Foto © Imagoeconomica, Paolo Lo Debole

Lo scenario. Si vota in 9 Comuni. Riflettori su Ceccano. Alle urne anche per il taglio di 345 seggi parlamentari. Le liste dei candidati dovranno essere presentate il 21 e 22 agosto. Tutti i passaggi

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Una tornata amministrativa con un indubbio significato politico. Anche in provincia di Frosinone, dove i Comuni al voto al momento sono 9. Potranno diventare 10 con Torrice, ma bisognerà attendere qualche giorno. Inoltre, contemporaneamente, si andrà alle urne anche per il referendum sul taglio dei parlamentari. Insomma, sarà un’estate rovente sul piano politico.

Le comunali

I sindaci d’Italia all’assemblea Anci © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Dicevamo che al momento sono 9 i Comuni che andranno alle urne il 20 e 21 settembre prossimi: Belmonte Castello (700 abitanti), Ceccano (23.102), Cervaro (8.107), Fontana Liri (2.813), Guarcino (1.538), Patrica (3.125), Pontecorvo (12.754), Ripi (5.223), Trevi nel Lazio (1.798). Per quanto riguarda Torrice, gli abitanti sono 4.826.

La votazione si svolgerà nei giorni di domenica 20 settembre (dalle ore 7 alle 23) e lunedì 21 settembre (dalle 7 alle 15). Le liste dei candidati, a sindaco e al consiglio comunale, potranno essere presentate il 21 agosto (dalle 8 alle 20) e il 22 agosto (dalle 8 alle 12). L’ipotesi di ballottaggio è prevista soltanto per Ceccano, unico dei Comuni con oltre 15.000 abitanti. Nel caso in cui nessuno dei candidati a sindaco dovesse ottenere al primo turno il 50% più uno dei voti, il secondo turno si celebrerebbe il 4 e 5 ottobre.

Mentre, per quel che riguarda lo scrutinio, inizierà dal referendum. A seguire, subito dopo la chiusura dei seggi, prevista alle 15 di lunedì 21 settembre. Mentre lo spoglio delle comunali comincerà alle ore 14 di martedì 22 settembre.

Alle urne in tutta Italia andranno oltre mille Comuni, tra i quali quattordici capoluoghi di provincia e quattro di regione. Tra gli appuntamenti più attesi, quelli di Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo. Poi ci saranno le regionali in Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche e Puglia.

La posta in palio

L’URNA DELLE COMUNALI

Ceccano è il Comune più grande e anche quello politicamente più importante.

Roberto Caligiore punta al bis come sindaco e non è certo un mistero che il voto della città fabraterna sarà importantissimo anche per quanto riguarda il senatore Massimo Ruspandini, leader di Fratelli d’Italia. Il centrodestra è compatto su Caligiore. Per quanto riguarda il centrosinistra, punta su Marco Corsi. Ma va detto che sulla scheda non ci sarà il simbolo del Partito Democratico. E questa è una novità assoluta, se si pensa che Ceccano è stata la roccaforte per decenni del Pci-Pds-Ds.

In campo ci sarà pure Emanuela Piroli, alla guida di una civica ma comunque di area di centrosinistra.

Nei Comuni con meno di 15.000 abitanti ci saranno liste civiche, anche se è chiaro che in diversi casi i confini politici saranno riconoscibili. Non mancheranno neppure i “derby”. Come quello interno al centrodestra a Pontecorvo: da una parte il sindaco Anselmo Rotondo sostenuto anche da Forza Italia, dall’altra la Lega (guidata dal deputato Francesca Gerardi) che appoggerrà la lista di Riccardo Roscia. Poi ci saranno altri schieramenti, a cominciare da quello guidato da Gabriele Tanzi, esponente del Pd; ed i civici guidati dal medico Annalisa Paliotta in un caso e dal bancario Giacinto Carbone in un altro caso.

È anche chiaro che l’appuntamento elettorale di Ripi sarà particolarmente effervescente. Se poi si dovesse votare anche a Torrice, facile immaginare l’atmosfera politicamente “torrida” alle comunali.

Vista dai Partiti

LUCA FANTINI

Nel centrodestra i Fratelli d’Italia del senatore Massimo Ruspandini hanno un obiettivo chiaro e riconoscibile: la conferma di Roberto Caligiore sindaco di Ceccano. Per il resto, Forza Italia punta su Pontecorvo, dove però lo scontro “frontale” con la Lega è inevitabile. Vedremo poi quali saranno le eventuali conseguenze sulla coalizione. Anche perché in futuro bisognerà preparare le elezioni di Comuni come Alatri e Frosinone.

Il Carroccio esprime 3 sindaci in Ciociaria: Nicola Ottaviani (Frosinone), Riccardo Frattaroli (Settefrati), Franco Moscone (Casalvieri). Nessuno di loro però è stato eletto nella Lega. E il Partito di Matteo Salvini prima o poi dovrà eleggere un proprio sindaco.

Quella del 20 e 21 settembre non si presenta come una tornata elettorale favorevole per il Pd e per il centrosinistra.

Sulla carta non partono da favoriti nei Comuni più grandi, Ceccano e Pontecorvo. Inoltre per i Democrat le elezioni municipali saranno il primo test dopo il congresso che si concluderà venerdì 31 luglio con la proclamazione di Luca Fantini segretario. Ancora una volta assenti a livello amministrativo i Cinque Stelle.

Il referendum

Elezioni Seggi Foto: © Imagoeconomica, Paolo Lodebole

Ci si avvia verso un vero e proprio plebiscito, indipendentemente da quella che sarà la partecipazione al voto. Ci riferiamo al referendum che taglia 345 seggi parlamentari: 230 alla Camera e 115 al Senato.

In pochi si stanno soffermando sul fatto che l’intero impianto costituzionale repubblicano si fonda su una serie precisa di pesi e contrappesi. Bilanciati nei dettagli. La diminuzione di 345 seggi parlamentari determinerà effetti a cascata su scenari come l’elezione del presidente della Repubblica, la composizione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura. Tanto per fare alcuni esempi.

Inoltre il taglio dei parlamentari avrà effetti enormi anche sulla rappresentanza dei territori. Indipendentemente dalla legge elettorale che si andrà ad approvare. Un esempio: nel collegio Lazio 2 della Camera, quello che comprende pure la provincia di Frosinone, attualmente si eleggono 20 deputati. Con la riforma ne resteranno 12. Un taglio del 40%. Destinato a cambiare pure il rapporto tra parlamentare e abitanti. Oggi un deputato viene eletto da una base di 96.000 abitanti. Con la riforma si passerebbe a 151.210. Mentre, per ogni senatore, si passerebbe dagli attuali 188.424 ai futuri 302.420 abitanti.

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