Presidenza della Provincia, la posta in palio dei leader

Risultato fondamentale non soltanto per Antonio Pompeo e Tommaso Ciccone, i candidati alla presidenza. Ma pure per Francesco De Angelis, Mario Abbruzzese, Nicola Ottaviani, Massimo Ruspandini e Francesco Zicchieri. I Cinque Stelle stanno a guardare

Scade domani alle 12 il termine per la presentazione delle candidature alla presidenza della Provincia. Il 31 ottobre sarà un appuntamento elettorale secco, senza liste a supporto dei protagonisti. Voteranno gli amministratori, in tutto 1.135 tra sindaci e consiglieri. Eppure il risultato politico sarà importante per i vari protagonisti.

Non soltanto per Antonio Pompeo che si gioca la riconferma a presidente della Provincia dopo aver bissato il successo da sindaco di Ferentino. Ma anche per Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi, per il quale sarà fondamentale capire quanti voti ponderati riuscirà ad ottenere. Un elemento dal quale si giudicherà anche la performance del centrodestra.

E poi ci sono tutti gli altri: Francesco De Angelis è in campo come se fosse lui il candidato, perché sa che il Pd provinciale può aprire una nuova stagione. Di unità e di condivisione. Con lui alla guida, anche se dovesse essere nominato commissario del Consorzio industriale unico del Lazio.

Test fondamentale anche in Forza Italia, per Mario Abbruzzese, vice responsabile nazionale degli enti locali. E’ lui l’uomo forte degli “azzurri” e vorrà verificare se davvero c’è chi intende consumare delle rese dei conti con lui. In attesa di conoscere il risultato pure il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, critico nei confronti dei cerchi magici di Forza Italia.

Poi ci sono il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e l’onorevole Francesco Zicchieri (Lega): dal voto ponderato si capiranno sia il peso delle rispettive truppe che le prospettive del centrodestra locale.

Pure Alfredo Pallone (Noi con l’Italia) e Gian Franco Schietroma (Partito Socialista) testeranno le loro pattuglie di amministratori. Completamente disinteressati i Cinque Stelle, che hanno pochissimi consiglieri e sono intenzionati a rimanere a casa.

Se poi qualcuno di loro andrà alle urne, allora sarà interessante capire se avrà votato per Pompeo o per Ciccone.