E Tommaso Ciccone “rottama” Forza Italia

Il candidato del centrodestra si confessa a Corrado Trento su Ciociaria Oggi: “Forza Italia è in dissoluzione, a livello nazionale e locale. Nei Comuni della fascia rossa un “cecchinaggio” fortissimo nei miei confronti. Un crollo fuori da ogni previsione, che fa male sul piano politico”. Inizia una guerra formato Vietnam, con gli alleati Rischia di crollare tutto.

Ha scelto le colonne di Ciociaria Oggi per decretare la fine di Forza Italia. Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi e candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia, lo ha raccontato a Corrado Trento.

Lo ha fatto usando queste parole: «Lo dico da dirigente, con la morte nel cuore: Forza Italia è in dissoluzione, a livello nazionale e locale. E questo è un dramma sul piano politico».

Perché 17.326 voti ponderati di differenza fanno male, soprattutto se concentrati a  Frosinone, Cassino e nei Comuni della cosiddetta fascia rossa, quella tra i 10.000 e i  30.000 abitanti. (leggi qui Ecco cosa è successo nelle urne: l’appunto dimenticato che permette di ricostruire tutto)

Infatti Ciccone, nel “confessionale” di Corrado Trento, si è sfogato. Rilevando: «Sapevamo che era una partita in salita, ma sinceramente non mi aspettavo certi numeri. Mi riferisco non soltanto a Frosinone e Cassino (dove comunque ho vinto), ma nei Comuni compresi nella fascia rossa. È lì che c’è stato un “cecchinaggio” fortissimo nei miei confronti. Un crollo fuori da ogni previsione, che fa male sul piano politico».

Il coordinatore provinciale Adriano Piacentini ha aggiunto: «Mille volte grazie a Ciccone per averci messo la faccia fino in fondo. Ma in questo modo il centrodestra non va più da nessuna parte. Sono mancati troppi voti: a Frosinone e Cassino, ma anche e soprattutto nei Comuni della fascia rossa. Chi ha “impallinato” Ciccone dovrebbe avere il coraggio di uscire allo scoperto e di assumersi le responsabilità. Non abbiamo bisogno di queste persone: chiarezza e trasparenza sono i concetti fondamentali».

Un voto contro Abbruzzese? (leggi qui Le coltellate a Ciccone erano per Abbruzzese: «Non sa fare squadra, vada via») «Mi rifiuto di credere che possa esserci stato pure questo. In ogni caso va fatta una riflessione seria, anche a Frosinone. Servono chiarimenti, ad ogni livello. Non possiamo nasconderci».

La bomba è deflagrata e adesso per Forza Italia inizia una lotta per la sopravvivenza, che dovrebbe vedere tutti dalla stessa parte. Ma difficilmente Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani saranno insieme, tanto per fare due nomi.

Lega e Fratelli d’Italia cercheranno di approfittare della situazione, ma non è semplice perché gli “azzurri” si arroccheranno nel fortino e non isseranno la bandiera bianca. Piuttosto ci sarà un ulteriore strappo.

Forza Italia è in dissoluzione e i sondaggi lo dimostrano. Senza che nessuno sembri rendersi conto della deriva e dell’esodo. E’ un problema nazionale. Silvio Berlusconi continua a non prendere atto della realtà. Serve una scossa vera, che implichi un suo passo indietro vero. Soltanto così si potrà aprire davvero il campo.

È’ l’ipotesi sulla quale si sta lavorando. Tommaso Ciccone lo ha lasciato capire mercoledì sera, nell’intervista rilasciata a caldo a Teleuniverso durante la diretta di A Porte Aperte.

(leggi qui Le coltellate a Ciccone erano per Abbruzzese: «Non sa fare squadra, vada via»)

In provincia di Frosinone ormai il dado è tratto. Il centrodestra non esiste più. E in questo modo sono tutti più deboli.