Elezioni sospette: Peppino va dall’avvocato

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Il professore ed i suoi collaboratori sciolgono la riserva lunedì dopo pranzo. L’appuntamento nel suo studio legale al centro di Roma è per il tardo pomeriggio: sarà quello il momento in cui diranno a Giuseppe Golini Petrarcone se ci sono i margini per impugnare il risultato delle elezioni di giugno, perse per un centinaio di voti.

Lo studio romano sta esaminando le anomalie rilevate nei verbali, le stesse che nelle scorse settimane hanno indotto la Procura della Repubblica ad acquisire i verbali sulle operazioni di spoglio in una sezione ben precisa. Sono sei quelle in cui sono state registrate incongruenze ma una in modo particolare.

Al ex sindaco oggi sono stati chiesti alcuni documenti aggiuntivi che dovrà inviare entro venerdì pomeriggio, al fine di prendere la decisione. L’opzione allo studio è quella di ripetere il voto solo nella (o nelle) sezioni in cui dovessero essere accertate macroscopiche irregolarità e profonde anomalie.

Se lunedì sera Petrarcone deciderà di rivolgersi ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale, lo seguirà Claudio Trotta, primo dei non eletti in una delle liste di Francesco Mosillo. Dai documenti che ha in mano risulta che non gli siano state attribuite cinquanta preferenze: per un errore di trascrizione i suoi 84 voti sono scesi a 34. Quelle preferenze in più gli farebbero scavalcare Sarah Grieco d’una ventina di voti e lo farebbero entrare al suo posto in Consiglio Comunale.

Il termine entro il quale bussare alla porta del tar è giovedì 21 luglio.

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