Il disonore delle armi sull’eredità di D’Alessandro

L'ex sindaco Carlo Maria D'Alessandro rivendica il merito su molti dei finanziamenti che oggi consentono al suo successore di prevedere opere. È una richiesta di 'onore delle armi' per il lavoro svolto. Che diventa un 'disonore' evidente a carico di un centrodestra che l'ha tenuto lontano dai palchi e mai gli ha riconosciuto il lavoro svolto. Perché non faceva parte della politica

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

L’occasione la fornisce l’ingresso di Cassino nella Fase 2 del coronavirus. E allo stesso tempo l‘avvio della Fase 3: la progettazione del dopo covid. È l’occasione per alcune considerazioni di carattere politico ed amministrativo.

Funivia sine die

Il rendering della possibile stazione della funivia a Cassino

A Cassino la curva dei contagi del Coronavirus è costantemente rivolta in discesa. Invece è in salita quella dei danni provocati all’economia cittadina. Si puntava molto sul Turismo. E per questo era stato rispolverato il progetto della funivia per collegare la città al monastero benedettino: il sindaco Enzo Salera a febbraio ne aveva parlato anche con l’abate di Montecassino dom Donato Ogliari. Poi aveva affrontato la questione sul piano tecnico con la Marmolada, la società che aveva presentato il progetto già ai tempi dell’amministrazione Petrarcone quando Salera era assessore al Bilancio. Prima della pandemia il sindaco aveva già proposto una serie di alternative qualora non si fosse trovato l’accordo sulla chiusura della strada per l’Abbazia, nodo decisivo per poter realizzare l’opera in tempi economicamente convenienti, ma sul quale Montecassino aveva opposto un garbato ma fermo no.

Nel piano triennale delle opere pubbliche stilato pochi mesi dopo l’insediamento di Salera, della funivia non c’era traccia. Ora, con delibera di giunta numero 112 quel programma delle opere pubbliche è stato aggiornato. Nonostante gli incontri, le riunioni e la volontà di avviare quel progetto, della funivia continua però a non esserci traccia.

Il progetto non è stato affatto accantonato. Ma è evidente che in tre mesi il mondo è cambiato e quindi è molto probabile che tutto slitti sine die: almeno fino a quando non si rimetterà in moto a pieno regime la macchina del turismo. Perché servono i numeri, sono indispensabili i volumi. Quelli dei turisti che dovranno utilizzare la funivia e pagare il biglietto, facendo recuperare i costi dell’investimento. Ma oggi il turismo è tornato all’anno zero. E con lui rischia di tornarci il progetto Funivia.

L’eredità di D’Alessandro

Carlo Maria D’Alessandro e Mario Abbruzzese

Tuttavia nel programma triennale delle opere pubbliche sono previsti importanti interventi per le scuole, i servizi cimiteriali e le infrastrutture da realizzare in città. Tra le novità più rilevanti balza all’occhio il polo per l’infanzia finanziato con circa 5 milioni di euro dal ministero.

Si tratta di uno dei finanziamenti che era riuscito ad ottenere l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Che infatti ha subito diramato una nota stampa per rivendicare uno ad uno i fondi stanziati per opere oggi nel programma di Salera ma ottenuti dalla sua amministrazione.

Non voglio encomi o applausi, perché i cittadini questo si aspettano da chi decide di amministrare. Quello che vorrei – precisa l’ex sindaco – è soltanto un po’ di onestà intellettuale da parte di chi ora dovrà gestire i frutti del nostro operato“.

Insomma, Carlo Maria D’Alessandro ha iniziato a metabolizzare cosa è accaduto al centrodestra che in poco più di due anni lo ha issato sugli altari e poi scaraventato nella polvere. Non risparmiandogli nemmeno l’affronto finale: lo hanno tenuto alla larga dai palchi della campagna elettorale. E di quanto fatto da D’Alessandro proprio il centrodestra non ha quasi mai fatto parola né durante le elezioni di maggio scorso né mai.

Il disonore delle armi

Il sindaco di Cassino Enzo Salera Foto © Roberto Vettese

Politicamente gli si possono rimproverare tutte le lacune: legittime dal momento che l’ingegner Carlo Maria D’Alessandro nulla aveva a che spartire con la politica, i suoi riti, i suoi veleni, le sue imboscate, i suoi tradimenti. Anzi, proprio per questo era stato scelto. Ma amministrativamente ben poco c’è da rimproverargli: non la dedizione (stava in ufficio più di qualunque dirigente o impiegato), non la competenza (l’elenco dei finanziamenti è un’evidenza). Gli si potrà contestare la scelta di dichiarare il dissesto dei conti: se è una colpa allora va fatta una chiamata di correo ai cittadini che lo hanno legittimamente eletto assegnandogli il potere di fare quella scelta.

C’è un concetto nel Diritto Amministrativo: la continuità amministrativa. Nel bene e nel male è una costante in tutti gli organi di governo: dal nazionale al locale. E qui sta il nodo della questione: se Carlo Maria D’Alessandro oggi reclama il merito dei finanziamenti allora significa che ancora molto deve metabolizzare sulla disfatta della sua amministrazione; se è un onore delle armi che reclama dai nuovi amministratori sbaglierebbe Enzo Salera a non concederglielo. Perché il valore del predecessore non va mai nascosto in quanto tutti siamo destinati a diventare ex. E più ancora perché aprirebbe un’ulteriore spaccatura in quel centrodestra che già oggi è più frastagliato di un caleidoscopio.

Il caleidoscopio

da sinistra Angela Abbatecola, Massimo Ruspandini, Chiara Trotta e Gabriele Picano

Proprio come quel gioco di specchi nel quale l’immagine è generata da un’infinità di granelli dal colore diverso l’uno dall’altro. Solo che a Cassino non c’è bisogno di fissare lo sguardo ma si vede ad occhio nudo l’imbarazzante divisione della coalizione di centrodestra: dire che viaggia in ordine sparso è un eufemismo.

Mario Abbruzzese fa una battaglia tutta sua sulla Tav e chiede al sindaco Enzo Salera la riunione della consulta dei sindaci (convocata ieri dal primo cittadino per venerdì pomeriggio alle 15) ma non firma la mozione insieme alla leghista Michelina Bevilacqua per discutere dell’Alta Velocità in Consiglio (martedì 19 maggio alle 10.30).

Della consigliera di Forza Italia Francesca Calvani non si hanno notizie da mesi: a mantenere in vita il Partito ci pensa invece Rossella Chiusaroli: senza coordinamento interno alcuno.

I dirigenti locali di Fratelli d’Italia, Gabriele Picano e Angela Ababtecola, fanno a gara per smarcarsi in privato, salvo poi farsi le foto insieme su Ciociaria Oggi per fingere una sintonia che non c’è, mai c’è stata: né politica, né ideologica, né amministrativa. L’ultimo esempio: sull’adozione del documento messo a punto dall’Anci nazionale (l’associazione dei Comuni) contro gli insulti gratuiti alle amministrazioni; lui è partito lancia in resta contro un provvedimento sviluppato ed adottato anche dalla sua parte politica; lei saggiamente è rimasta in silenzio.

La Lega non si lega

I consiglieri leghisti Michelina Bevilacqua e Franco Evangelista

In attesa che la Lega passi dalle parole ai fatti e nomini il Direttivo provinciale (leggi qui), i consiglieri del Carroccio Franco Evangelista e Michelina Bevilacqua si dividono pure sui loculi. La consigliera firma un’interrogazione in merito al cimitero di San Bartolomeo insieme a Italia Viva (ormai i Partiti di Renzi e Salvini a Cassino sono pressoché indistinguibili leggi qui); mentre il capogruppo Evangelista non lo fa, sottolineando che presto partiranno i lavori per l’ampliamento del camposanto di Sant’Angelo.

Evangelista però trova il tempo per bacchettare gli ex dissidenti: “I lavori partono. Anche questa volta – dice – il tempo ci ha dato ragione, in barba a tutti coloro, opposizione esterna ma soprattutto interna alla nostra amministrazione, che non hanno mai aiutato nessuno di noi nel risolvere i problemi. Il loro unico scopo era quello di difendere le posizioni personali e non della collettività. Questi risultati sono uno smacco anche per loro“.

Insomma: più che una coalizione, il centrodestra a Cassino è una polveriera. E a quanto pare non si riesce a cementare neanche contro l’amministrazione di centrosinistra, perchè quei Partiti non riescono ancora a recuperare credibilità e forza in città.

D’Alessandro, in questo scenario, balla da solo.

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