La notte prima degli esami di Nicola Zingaretti e la tela di Antonio Tajani

Per il segretario nazionale del Pd le europee rappresenteranno un test formidabile e decisivo, anche in vista delle ormai prossime politiche. Il numero due degli “azzurri” punta alla conferma come presidente dell’europarlamento per frenare l’onda sovranista.

Il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Il primo è anche presidente della Regione Lazio, il secondo numero due di Forza Italia, fedelissimo di Sua Emittenza Silvio Berlusconi. Per loro la posta in palio alle Europee sarà altissima. Più di chiunque altro forse.

Zingaretti è al primo test da leader del Partito Democratico e deve scrollare di dosso ai Dem quella maledetta percentuale oscillante tra il 18 e il 19%. Superare quota 20%, far capire che il progetto Piazza Grande può essere l’unico in grado di opporsi ad un centrodestra che si vi ricostruendo. La provincia di Frosinone dovrà essere un fortino, una roccaforte. Con Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Sara Battisti, Antonio Pompeo, ma anche con Simone Cretaro, Massimiliano Quadrini, Marco Galli, Adriano Lampazzi, Enrico Pittiglio e tutti gli altri. Occhio anche alle preferenze che prenderanno non soltanto i candidati di punta di De Angelis e Pompeo, cioè Massimiliano Smeriglio e Simona Bonafè, ma anche Roberto Gualtieri, David SassoliNicola Danti. Perché quei voti staranno a testimoniare un dato importante: la capacità di diversificare il consenso, di spalmarlo su più persone.

Antonio Tajani punta ad essere confermato presidente del Parlamento europeo. Sulla base dei seguenti presupposti: 1) la vittoria del Ppe nel voto globale; 2) la strategicità dell’Italia per fermare l’onda sovranista guidata dal leader della Lega Matteo Salvini. Se Tajani dovesse essere confermato alla guida dell’europarlamento il segnale sarebbe fortissimo.

Fra l’altro Forza Italia è convinta di poter restare ampiamente davanti ai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, costringendo così il Carroccio a scendere a patti al tavolo del centrodestra. I fischi della piazza sovranista a Papa Bergoglio hanno aperto uno spazio nel quale Berlusconi e Tajani intendono infilarsi subito.

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