Fabrizio, il desiderio e la ragione per lasciare il Premio Città di Arpino

Direttore del Radio Corriere, per anni numero 2 della comunicazione a Palazzo Chigi. Per sentirsi a casa inventa il premio "Città di Cicerone". Ora molla. "Troppo lavoro, tocca ad altri". L'appello ai giovani: "Hanno paura, bisogna sempre mettersi in gioco."

Antonio Renzi
Antonio Renzi

Rerum cognoscere causas

I desideri devono obbedire alla ragione”. La spiegazione sta tutta lì, in una delle celebri frasi di Marco Tullio Cicerone, l’arpiniate che salvò Roma dal golpe di Catilina e che difese la Repubblica fino alla morte. In un mondo proiettato ad oltre duemila anni di distanza, il desiderio e la ragione di un altro arpinate stanno condensati in tre righe su una foto che ritrae la piazza di Arpino piena di gente in festa per il premio “Arpino città di Cicerone”. “In sei anni ho cercato di regalare piccole emozioni musicali alla mia città. La risposta del pubblico è sempre stata straordinaria. Grazie a tutti. Io mi fermo. È giusto così“. Parole e immagine di Fabrizio Casinelli, direttore del Radio Corriere Tv, responsabile della comunicazione di Rai Com, conduttore radiofonico di uno dei canali Rai, nel passato capo ufficio stampa del Direttore Generale di Viale Mazzini.

È stato lui ad ideare quel premio nel 2014. Un modo per mantenere il contatto con le radici dopo essersi trasferito a Roma 25 anni fa. Per uno che ha un ruolo a Sanremo era una bazzecola fare il direttore artistico del premio, dal momento che per sentirsi a casa non gli bastava fare il vice presidente della squadra di calcio di Arpino.

Tutto nasce al bar, come i 4 amici di Gino Paoli.

«Tutto è nato dall’incontro di quattro amici al bar che decidono di regalare qualcosa di importante alla città di Arpino. L’idea è nata da me 6 anni fa insieme a Renato Rea (attuale sindaco di Arpino), Luciano Rea (presidente della Pro loco) e Valentino Gabriele presidente associazione Ambasciatori). Lo scopo era, ed è ancora, dare un riconoscimento a persone del mondo dell’imprenditoria locale, benemerenze a personaggi della provincia di Frosinone che avessero raggiunto obiettivi professionali importanti. E poi, per dare lustro alla patria di Cicerone il più grande oratore della cultura latina, è stato allargato nell’ambito del giornalismo radiotelevisivo».

Un premio che porta in Italia il nome di Arpino città di Cicerone. E porta ad Arpino i grandi nomi, iscrivendoli nell’albo d’oro del premio. Tra cui il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, il direttore del Tg1 Mario Orfeo, il direttore del Tg2 Marcello Masi e il direttore del Messaggero Virman Cusenza. Premiata anche l’emittente locale TeleUniverso, «la realtà più importante della Provincia e della Regione, un riconoscimento al lavoro della famiglia Magnapera e del direttore Alessio Porcu», ha evidenziato Fabrizio Casinelli.

E ancora le istituzioni con il capo della Polizia Franco Gabrielli, il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli e  poi la musica con Dolcenera, RigaErmal Meta, Alessio Bernabei dei Dear Jack. Ed i personaggi locali: Sandro Polsinelli campione di tiro al volo e ora tecnico della federazione italiana (la mamma è di Arpino), Giuliano Giannichedda  (Ex calciatore di Sora, Udinese, Lazio e Juventus), Marco Gabriele (Ex arbitro di calcio serie A), imprenditori. «Abbiamo sempre cercato di coniugare la città con il personaggio», ha sottolineato Fabrizio Casinelli.

Il futuro del premio 

Un premio importante, cresciuto negli anni e che richiede il massimo delle energie. Dal prossimo anno Fabrizio Casinelli non sarà più in prima linea. «Organizzare il premio richiede un impegno straordinario e impegno fisico notevole: ho tracciato la strada ora è il momento che siano altri a proseguire il lavoro».

La gente pensa che sia un divertimento, come per chi assiste alla serata. «Invece è un lavoro a tutti gli effetti. Il premio è cresciuto al punto da richiedere tanto tempo, quest’anno ho fatto fatica a coniugarlo con gli impegni di lavoro».

La parte più difficile. «Mettere tutti d’accordo».

La soddisfazione più grande. «Telefonare ad un direttore nazionale per annunciargli che avevamo deciso di assegnare a lui il premio e sentirmi rispondere che lo sperava, perché è un riconoscimento del territorio e quindi vale molto di più».

Gli artisti sono capricciosi. «Non sempre è vero: basta saperli coccolare».

Per anni è stato il numero 2 della comunicazione a Palazzo Chigi, poi è finito ad organizzare le conferenze stampa a Sanremo: meglio i politici o gli artisti? «A modo loro, i politici sono degli artisti con un talento diverso. Gli artisti se sono impegnati lanciano messaggi in modo efficace quanto i politici».

Perché va via. «Gli anni passano, le priorità cambiano. In qualche modo è parte di tempo che vado a togliere alla famiglia. Non riesco a coniugare tutte le cose». 

Proprio per questo motivo tre anni fa Casinelli aveva lanciato un appello ai giovani di unirsi ai “4 amici del premio”. «I giovani hanno paura, invece sbagliano bisogna sempre provare, mettersi in gioco. Io vorrei spronarli a fare qualcosa di importante, sono sempre a disposizione dei ragazzi. Se avessi avuto da giovane un’opportunità del genere l’avrei sposata. Spero che recepiscano il messaggio, io sono pronto a stare al loro fianco».

Fare un passo indietro non significa abbandonare al suo destino il premio “Arpino città di Cicerone”.  «Il mio supporto non mancherà. Il premio deve continuare a vivere con Fabrizio in prima fila o laterale. Però abbiamo bisogno di forze fresche».

La serata e i premi 2019

La sesta edizione del premio “Arpino città di Cicerone” è stata come sempre carica di emozioni che ha visto la premiazione del gruppo Negrita per i venticinque anni di straordinaria carriera.

Con loro tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo, del giornalismo, della cultura e dell’imprenditoria. Per il giornalismo hanno ricevuto il premio Fabrizio Maffei (RAI), Simona Rolandi (RAISPORT), Michele Plastino. Per la radiofonia premio a Silvia Notargiacomo, originaria di Santopadre e Arpino. Ed ancora premio all’attrice Monica Nappo, napoletana ma con chiare origini arpinati: la nonna è nata nella città di Cicerone prima di trasferirsi per amore a Napoli. Monica ha lavorato con grandi registi da Mario Martone a Paolo Sorrentino,  per poi essere stabilmente nella compagnia di Toni Servillo. Ha ricoperto il ruolo di Sofia Pisanello, moglie di Roberto Benigni, nel film di Woody Allen “To Rome with Love”.

Nella sezione video premio alla cantante Fanya Di Croce per il suo straordinario video girato ad Isola del Liri, ma anche per il tour a sostegno della musica emergente. L’artista milanese è anche Tutor ufficiale del Tour di Casa Sanremo.

Per l’imprenditoria provinciale premi a Genesio Rocca ed Ennio De Vellis.  Tra i premiati anche un giovanissimo studente del Tulliano di Arpino, Alessandro Leone che è riuscito nell’ardita impresa di individuare e focalizzare una stella supernova: Tullia. Premio anche per Simone Frignani, l’inventore dei cammini, tra i quali quello di San Benedetto, che è entrato nell’atlante ufficiale del Mibac e che viene percorso da persone di tutto il mondo passando proprio per Arpino.

Il premio rappresenta anche un vettore per mettere in luce la città di Cicerone e le professionalità del territorio. Sul palco a presentare la serata il direttore artistico Fabrizio Casinelli e la giornalista Aurora Folcarelli.

«Credo che provincia di Frosinone sia fucina di grandi giornalisti – ha conlcuso Casinelli –  Una provincia dove  a fatica si fa il nostro lavoro, però ci sono tanti professionisti per bene che fanno proprio lavoro  con intelligenza. Ho voluto Aurora al mio fianco perché ritengo sia una bravissima professionista, una bellissima  donna e misurata ne suo modo di porsi con il pubblico. Racchiude quella che è la forza di noi ciociari: di essere onesti fino in fondo e di saper regalare emozioni anche nelle lavoro che facciamo».