Fantini mette in quarantena il Pd Ceccano: deve trovare la cura

La riunione del Pd per preparare il congresso di Ceccano. Ancora troppe divisioni. La ricetta di Fantini

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

L’ultima riunione del Pd Ceccano, la prima in presenza, ha fatto da spartiacque tra il commissariamento e il Congresso. La rotta, nell’occasione, è stata tracciata direttamente dal segretario provinciale Luca Fantini: che è il commissario del circolo da quasi otto mesi e si è affidato sin da gennaio al sub Angelo Pizzutelli, componente della sua Segreteria e capogruppo consiliare nel Capoluogo.

Primo, ricostruire il Pd

Ieri sera Fantini ha portato l’anima e il cacciavite, i due pilastri del vademecum di Enrico Letta: per avere un connubio tra identità e concretezza entro quaranta giorni. Parteciperà con tutta probabilità anche al prossimo incontro, convocato per martedì 29 giugno, nella sede prima dismessa e ora riattivata nella centrale Piazza 25 Luglio. È da lì che partirà una vera e propria preparazione al Congresso: che verrà fissato verso la fine di luglio.

La sezione di Piazza XXV Luglio

E, durante la quarantena, bisognerà trovare la cura: una sintesi su una piattaforma programmatica che sia al contempo politica e tematica.

«Il Pd di Ceccano, finita la fase del commissariamento burocratico, si rimette in campo per svolgere il suo ruolo per la città – premette il segretario provinciale Fantini -. Ci sono diverse sensibilità e vedute, ma sono tutti d’accordo sul fatto che bisogna fare un percorso politico per rimettere in piedi il Partito nel più breve tempo possibile».

Perché, prima di poter parlare di coalizione, bisogna di fatto ricostruire il perimetro naturale del Partito democratico locale: serve compattezza nel gruppo.

Ancora troppe divisioni

Ceccano è terra di politica fatta con passione. Radicale, viscerale: tanto a sinistra quanto a destra. Era la Stalingrado della Ciociaria: è diventata la prima grande città ciociara governata da Fratelli d’Italia. Lì il Pci era storicamente diviso in due sezioni: ognuna si riteneva più comunista dell’altra. La tradizione delle lacerazioni è rimasta in tutta l’evoluzione del centrosinistra.

L’ultima divisione in ordine di tempo è stata prima delle Elezioni Amministrative 2020: per poi assistere alla vittoria al primo turno del centrodestra, senza riuscire a conquistare neppure un seggio consiliare. Invece, la candidata sindaca di centrosinistra che il Pd non ha sostenuto, ne ha portati a casa due con un mini-coalizione di sinistra.  

L’ala dell’ex sindaco Maurizio Cerroni, che voleva ricandidarsi, si è tirata indietro poco prima dell’appuntamento elettorale. Ha evitato di dover sostenere il candidato sindaco Marco Corsi: uomo di destra e presidente del Consiglio nella prima amministrazione FdI di Caligiore. Ai civici Democratici per Ceccano, indirizzati dall’amministratore di lungo corso Pietro Masi, è venuto meno così un determinante pezzo di elettorato.

Giulio Conti e Antonio Pompeo

Ancor più essenziale, visto che nei mesi precedenti c’era già stata un’altra lacerazione: l’allontanamento del già capogruppo consiliare Giulio Conti. Che per dispetto è sceso in campo come capolista di un’altra civica. Ha contato così i voti di Base Riformista, la corrente minoritaria provinciale guidata da Antonio Pompeo. Ora Conti, nelle vesti di “Mister tesseramento”, vorrebbe diventare segretario cittadino per lavare l’onta della sua esclusione dalla lista Dem. (Leggi qui AAA cercasi bacchetta magica per il Pd: no perditempo e Giulio Conti 2: la vendetta è un piatto che si serve freddo).

Niente bacchette magiche

La bacchetta magica, ovviamente, non ce l’hanno né Fantini né Pizzutelli. Quest’ultimo, nel frattempo, si augura che «il congresso non sia una sterile sommatoria delle tessere bensì un concorso di idee, programmi, progetti e soprattutto agenda politica».

Prima di tutto, però, bisogna ridare un minimo di autonomia gestionale al Partito Democratico di Ceccano. Che deve rimettersi nelle condizioni di svolgere la sua funzione. Quale? Quella di perno attorno a cui ricostruire il centrosinistra nell’ormai ex Stalingrado ciociara. «Il Pd si deve mettere a disposizione in un quadro obiettivamente molto difficoltoso – attesta anche Fantini – nel quale, però, non ci possiamo permettere di avere veti e controveti nei confronti di nessuno». A chi si riferisce? Alla Casa Comune del centrosinistra, costruita da Il Coraggio di Cambiare: coordinamento e gruppo consiliare guidati dall’ex segretaria democrat e candidata sindaca Emanuela Piroli. Cioè quella che il Pd non ha sostenuto e che ha eletto due consiglieri contro i 0 del suo ex Partito. (Leggi qui Anatomia di una crisi: il centrosinistra a Ceccano e poi qui Ceccano, nasce ‘Casa Comune’. Il Pd? Cerca monolocale per single).

I cittadini presenti all’inaugurazione della ‘Casa Comune’ di Piazza 25 Luglio a Ceccano

Alla Casa Comune, tra gli altri, non era stato invitato esclusivamente il leader di Base Riformista Pompeo: che, per quanto stima Emanuela Piroli, l’avrebbe sostenuta come candidata sindaca di Ceccano e l’ha poi nominata portavoce del progetto provinciale Artemis contro la violenza di genere. La dottoressa Piroli, oltre al presidente della Provincia di Frosinone, voleva che presenziasse anche il segretario Fantini. Che, però, era già impegnato con la Direzione provinciale del Pd e ha dovuto declinare l’invito. Lo stesso Fantini, chiamato in causa a tal riguardo, precisa che sarebbe «andato volentieri, senza problemi».

Fantini, nessun veto

Perché l’indirizzo a livello provinciale è chiaro: «Il centrosinistra si ricostruisce con chi va ricostruito – aggiunge il segretario – Con i Socialisti, con la Piroli, con la Sinistra, con i Verdi, con i civici, con tutti coloro che fanno parte della macroarea».

Il problema, però, è che neanche chi ruota attorno al Pd Ceccano si è palesato in occasione dell’inaugurazione della maxi dimora del centrosinistra. Ovvero coloro che compongono l’opposizione consiliare di centrosinistra assieme ad Emanuela Piroli e all’alleato Andrea Querqui. Si parla dei consiglieri Marco Corsi (Ceccano Riparte), Mariangela De Santis (Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi). La chiamata a raccolta, ovviamente, è arrivata anche a loro. E, tra impegni lavorativi e no comment, non erano lì. Pare che non abbiano neanche motivato la loro assenza.  Tra chi fa parte del Pd è andato solo il pompeiano Giulio Conti.

Luca fantini

Tornando al Pd Ceccano, però, il primo passo è la ricostruzione del circolo. Poi si punterà nuovamente a un congresso unitario. Ma convergere su un unico nome, come già successo a suo tempo con Emanuela Piroli, non è di certo garanzia di unità. Lo sa molto bene anche Fantini, che ha «avuto la fortuna-sfortuna di essere eletto proprio in un congresso unitario – dichiara il segretario provinciale del Partito democratico -. Questo comporta che quella unità io la senta come un peso da un lato e una responsabilità dall’altro».

Via le vecchie ruggini

Lui, come i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti, sta con la corrente Pensare Democratico: quella capeggiata da Francesco De Angelis. Ma difficilmente entra nella bagarre con gli esponenti di Base Riformista. «Cerco sempre di stare fuori dalle polemiche mediatiche, che sono quelle che ci hanno danneggiato maggiormente negli ultimi anni». In fondo tutta la provincia è… paese.

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