Le armi di Fardelli per la guerra in Forza Italia: «No alla Sanità in mano a Ciacciarelli»

Il Pd si ritrova alleato del Coordinatore Regionale di Forza Italia Claudio Fazzone nella battaglia per impedire a Pasquale Ciacciarelli di diventare presidente della Commissione Sanità nel Lazio. Oggi confronto con Tajani. Lunedì resa de conti con Calaudio Fazzone

Il senatore Claudio Fazzone si ritrova un alleato inatteso nella sua guerra per il controllo di Forza Italia. Truppe fresche e rinforzi per il potentissimo coordinatore regionale di Forza Italia arrivano dal Partito Democratico: le fornisce Marino Fardelli, consigliere regionale del Lazio fino a poche settimane fa e ora segretario del Circolo Pd di Cassino. Servono per dire no all’elezione di Pasquale Ciacciarelli (Forza Italia) a presidente della strategica Commissione Sanità della Regione.

 

Tutta colpa delle Commissioni

Il niet a quella nomina è stato pronunciato l’altra sera da Claudio Fazzone. Che sospetta l’ex presidente d’aula Mario Abbruzzese d’essere l’ispiratore di un blitz. Con il quale destabilizzare gli equilibri politici interni costruiti da Fazzone e puntare allo stesso tempo verso la Commissione Sanità per Ciacciarelli.

Tutto risale alle 48 ore tra mercoledì e giovedì scorsi. Quando il Gruppo di Forza Italia si riunisce in Regione per assegnare le due presidenze di Commissione destinate al Partito. In genere vanno tutte alla maggioranza che ha sostenuto l’elezione del governatore, ma la scorsa tornata elettorale ha confermato Nicola Zingaretti senza però una maggioranza. E per tenere in piedi la Legislatura il Governatore ha deciso di condividere le responsabilità tra le tre non maggioranze presenti in aula: centrosinistra, centrodestra, M5S.

 

La guerra interna

Forza Italia decide di assegnarle in base al numero dei voti ottenuti. Il più votato è Adriano Palozzi ma ha già ottenuto la vice presidenza del Consiglio, il secondo è Antonello Aurigemma ed ha già avuto la carica di Capogruppo. Il terzo è Pino Simeone: la miliardaria commissione che discute di Sanità, ospedali, cliniche, budget, accreditamenti tocca a lui. Ma il quinto degli eletti Giuseppe Cangemi blocca tutto e dice che se non viene assegnata a lui lascia Forza Italia. C’è una fase molto tesa e concitata: si decide di rinviare al pomeriggio. ma prima della seduta Simeone telefona al Capogruppo e gli annuncia che ha deciso di rinunciare a favore di Cangemi per salvaguardare l’unità di Forza Italia.

Nel pomeriggio né lui né Cangemi si presentano ai lavori. Il Gruppo prende atto della rinuncia. Ma non cede la Commissione a Cangemi: prosegue invece a scorrere la lista ed assegna la sanità a Pasquale Ciacciarelli, quarto degli eletti. Per Giuseppe Cangemi c’è la beffa: “Preso atto della indisponibilità di Cangemi ad accettare incarichi diversi dalla presidenza della Commissione Sanità indica Laura Cartaginese per la presidenza dell’altra Commissione disponibile“.

Scoppia il caos. Simeone e Cangemi, fedelissimi di Fazzone, lasciano il Gruppo di Forza Italia e chiedono l’iscrizione al Misto. Lunedì ci sarà la resa dei conti alla presenza di Claudio Fazzone che ha un diavolo per capello. (leggi qui Terremoto in Forza Italia: Simeone e Cangemi lasciano dopo il caso Ciacciarelli)

 

L’appoggio di Marino

Nella serata di domenica Marino Fardelli getta una cassa di esplosivo sul fuoco. Con l’obiettivo di far saltare in aria la Commissione Sanità per Pasquale Ciacciarelli. Colpire il suo referente politico Mario Abbruzzese. E poco importa che in questo modo vada a rafforzare il fronte di Claudio Fazzone.

L’esplosivo è tutto in una lettera di tre pagine su carta intestata del Partito Democratico di Cassino. È indirizzata al governatore Nicola Zingaretti, al capogruppo Pd in Consiglio regionale Mauro Buschini, ai Consiglieri regionali Pd e della maggioranza, al segretario regionale Dem Fabio Melilli, al reggente la Federazione di Frosinone Domenico Alfieri, al coordinatore della Segreteria Provinciale Lucio Fiordalisio.

Nella lettera c’è scritto di non dare per nessun motivo la commissione Sanità a Pasquale Ciacciarelli.

 

Inopportunità politica

L’ex consigliere regionale del Lazio parla di «inopportunità politica assoluta». Perché Pasquale Ciacciarelli ed il «suo mentore politico» hanno sempre criticato la Sanità di Nicola Zingaretti.  Ora affidargli il timone di quella Commissione – per il Pd – sarebbe solo «un mercanteggio, un paradosso politico, un fatto incredibile che assumerebbe il sapore di un vero schiaffo alla nostra Provincia, al nostro territorio».

Marino Fardelli parla di

inopportunità politica assoluta per quanto non fatto in termini concreti ed invece attuato sul piano del più sterile ostruzionismo dal papabile consigliere forzista e dal suo mentore politico proprio in tema di sanità, dall’altro per il chiaro sapore ‘mercatale” che una simile nomina assumerebbe, con la Provincia trasformata in semplice merce di scambio politico. Tutto questo ha l’amaro sapore della mortificazione.

 

Non basta. Fardelli mette in evidenza che Forza Italia è la formazione politica che ai tempi di Renata Polverini ha chiuso ospedali a go go in provincia di Frosinone, con la silenziosa benedizione di Mario Abbruzzese (all’epoca presidente del Consiglio Regionale) che era favorevole al piano.

Il partito che questo ‘papabile’ rappresenta ha decretato la morte della sanità pubblica regionale soprattutto nella nostra Provincia di Frosinone ed oggi anche solo pensare che simili personaggi possano essere premiati per chissà quale particolare impegno e chissà quale particolare preparazione in merito sa di beffa per tutto il territorio che finora ha solo visto le loro improduttive scorribande.

 

La lettera termina con un perentorio «Pensateci bene prima di eleggere il Presidente della Commissione Sanità».

 

Il fronte azzurro

Tra le file di Forza Italia Pino Simeone e Giuseppe Cangemi si sono chiusi nel silenzio fino a lunedì quando ci sarà la resa dei conti con il resto del Gruppo, in presenza di Claudio Fazzone.

Il Coordinatore Regionale dovrà trovare una soluzione. Credibile. Giura che Cangemi e Simeone abbiano agito senza averlo avvertito prima. Difficile da credere. Più imbarazzante che incredibile.

Ma la sua posizione è chiara: «è stato un blitz, Pino Simeone da vero signore, ha rinunciato alla Sanità per risolvere un problema politico su Roma. Ciacciarelli non centra niente, a lui spetta la Commissione Cultura».

Nel pomeriggio Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese ne hanno parlato personalmente con l’altro protagonista del confronto: il loro referente nazionale Antonio Tajani. Si sono visti a Fiuggi: hanno stabilito la linea da tenere lunedì quando Ciacciarelli sarà alla riunione del Gruppo con Fazzone.

Il vero timore è che possa sfuggire di mano la guerra per il controllo del Partito. Quella che sta portando gli ex An a blindare tutto ciò che è possibile. Anche a costo di dire grazie a Marino Fardelli.

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