Un piatto di gnocchi per Marino Fardelli

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di MARINO FARDELLI
Consigliere regionale
Iscritto al Pd

 

Caro Direttore,

oggi ho rischiato grosso. Volevano cucinarmi gli gnocchi a pranzo, ma siccome mi guardo sempre le spalle, ho pensato fosse meglio una fettuccina. Piace a tutti ed è meno insidiosa. (leggi qui il precedente degli gnocchi a casa Cacciola)

Da buon conoscitore della tavola e della politica, sono sempre consapevole dei sapori e degli umori che mi aspettano, soprattutto quando faccio passi in avanti, per aver provato sulla mia pelle, che la stessa politica non rilascia, a seguito di nessun accordo o similare, cambiali a credito da presentare al momento opportuno.

Qui nessuno ha fatto un passo indietro. Soprattutto perché a Cassino non è stato ancora deciso nulla. Infatti c’è una discussione in atto tutta politica scevra da risentimenti personali e a tutt’oggi aperta. È un po’ come il dover ricominciare domani un pranzo da capo.

I miei fitti colloqui con un gran signore della politica provinciale dal quale attingere sempre, Gianfranco Schietroma, si sono concentrati nelle ultime settimane su riflessioni che nulla hanno a che vedere con il gossip, per il quale, tra impegni referendari e altri, non ho proprio molto tempo. Il confronto mi fa riflettere sempre soprattutto con chi, come Schietroma mercoledì scorso, mi ripaga con quel tatto umano che difficilmente in politica si riesce oramai ad incontrare. Stesso confronto, ma soprattutto stesse riflessioni che ho espresso agli amici di Cassino. Che, seppur per me valide, non rappresentano una imposizione di nessun genere.

Mi sento “fregato” anch’io per primo da quanto accaduto nei mesi scorsi. E anch’io voglio lavorare in seno a questo gruppo portando un valido contributo per una prospettiva a medio e lungo termine. Lunedi sera ci rivedremo e verrà presa una decisione, rimandata solo perché impegnato tra ultime iniziative referendarie e oggi con la famiglia.

Non mi preoccupo se una scelta diversa dal PD ufficiale mi possa creare ripercussioni personali visti i precedenti e considerato che a Cassino altri si sono candidati ufficialmente contro tra loro iscritti. E per loro non ci sono state drastiche conseguenze, “cacciate” o “punzioni”, anzi nulla. Non è questo insomma che mi preoccupa dato che la stessa situazione si è ripetuta anche a Ceccano, Sora, Frosinone. Alle ultime amministrative e alle ultime provinciali, dove il PD si è spaccato con due candidati che rappresentavano due distinte aree e concetti politici diversi. E non sembra che né agli uni né agli altri qualcuno abbia chiesto espulsioni, punizioni esemplari o abbia perpetrato ricatti politici di alcun genere.

Il punto politico è questo: il PD provinciale deve assolutamente abbandonare questa rotta, altrimenti si continua a fare un grosso favore al centrodestra. Seppur all’inizio principale osservatore di una posizione diversa ovvero esterna al PD anche per rivalsa o per rendere pan per focaccia a quello fatto a Cassino, ho pensato e accarezzato l’idea di fare la battaglia da fuori. Ma oggi penso che possano esserci delle perplessità a sostenere una lista provinciale diversa da quella del Pd, anche perché alcuni grandi comuni sono governati dal centrodestra e con i numeri ponderati bisogna farci i conti.

L’idea di fare una battaglia all’interno del PD a livello provinciale mi stuzzica di più ascoltando i malumori, i distinguo, le preoccupazioni, le scelte, i posizionamenti.

Una candidatura nella lista del Pd, mantenendo sempre la nostra autonomia ed equidistanza dalle due grosse aree presenti nel Pd, potrebbe aiutarci a raccogliere i consensi degli amministratori spesso delusi ed amareggiati dalle scelte politiche operate dal Pd provinciale. E qualcuno che a livello provinciale, amministratore locale in altri comuni della Provincia mi aveva dato una certa disponibilità a candidarsi, in queste ultime ore mi ha espressamente detto di essere pronto a sostenere un solo nome in una lista del Pd, rinunciando alla gloria personale per salvaguardare la visione di gruppo e di squadra. Sono queste le riflessioni politiche della discussione ancora tutta aperta a Cassino e che è aggiornata a lunedì.

Comunque caro Direttore, peccato che non sia stato invitato al piatto di gnocchi. Anche perché conoscendo alcuni dei commensali sono certo che non li abbia finiti. Fermo restando che riscaldati sono ancora più gustosi perché creano quella famosa, detta alla cairese, “pelleccia” che si forma tra pasta e fondo padella. Caro Direttore, andare a questi pranzi o cene in questo caso, è un po’ come andare in guerra. Io il militare l’ho fatto e prima di andare al poligono a sparare bisognava prendere gli armamenti e precauzioni. Altrimenti meglio starsene a casa per buona pace di coloro che pensano che bisogna fare la guerra ad ogni costo. Anche senza strategie e mezzi ma solo perché animati da odio, disprezzo, risentimento. Anche io allora dovrei averne a iosa visto che in diversi a Cassino non hanno voluto sostenere la mia candidatura quale candidato a sindaco.

Le riflessioni poste da alcuni amici sono legittime e condivisibili. La differenza unica sta solo nel metodo con cui affrontarle. Ho già fatto passi in avanti non del tutto compresi. Non mi aspetto tantomeno che vengano compresi prossimamente da chi ancora non ha capito e pesato il dato elettorale di Cassino 2016. Come quello verso Giuseppe Golini Petrarcone. Orgoglioso di averlo fatto. Ho avuto le “palle” per farlo. Non credo di non avere il coraggio ora di affrontare anche questa partita. Anzi la voglio giocare all’interno del PD provinciale. E non ai margini e non certo perché esistono patti segreti con i vari Francesco, Mauro, Simone, Giovanni o Saverio. Ma perché voglio affrontare la politica e il sistema con incontri, presenza, sacrificio e rapporti umani.

E sono certo che gli gnocchi anche a Cassino li mangeremo insieme agli amici. E non certo per un atto consolatorio.

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