Fardelli passa con Francesco De Angelis: il Pd ora è tutto un Pensare Democratico

Marino Fardelli aderisce alla potentissima componente Pd di Francesco De Angelis. Folgorato sulla via della candidatura per il sindaco di Cassino. Il leader di Pensare Democratico invece acquisire ancora più peso per reclamare il ruolo di capolista all'Assemblea Nazionale

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Non chiamatelo più il cannibale. Ora Francesco De Angelis è andato oltre. Il leader (quasi) assoluto del Pd ha colpito ancora. Con una mossa lenta e pensata è riuscito a portare a casa un altro pezzo del Partito Democratico. Ma senza morsi, senza sangue politico lasciato sul campo. Ora si cambia passo, si muta strategia: ecumenico, curiale, a tratti cardinalizio pur di completare l’opera di riaggregazione del Pd. Tutto all’interno della sua personale chiesa politica chiamata Pensare Democratico. Ora Papa Francesco De Angelis accoglie nella sua conciliare componente lo sfuggente segretario del Circolo di Cassino Marino Fardelli.

Il battesimo è avvenuto nelle ore scorse. Una stretta di mano, un si: la citazione davanti a tutti i delegati provinciali giovedì pomeriggio (leggi qui De Angelis ringrazia Fardelli. Cosa bolle in pentola?). Nel pieno della riunione che ha lanciato l’assalto finale al fortino delle Primarie Dem. (leggi qui Le mascelle del cannibale De Angelis tra le luci del Fornaci per conquistare il Pd).

Alle 13:03 di venerdì, un messaggino ha catapultato l’ex consigliere regionale del Lazio (eletto nella civica degli ex Udc che sosteneva Giulia Bongiorno) dentro la riservatissima chat di whatsApp aperta solo ai dirigenti di Pensare Democratico: la componente che ha centrato il 91% dei consensi per Nicola Zingaretti alle recenti Convenzioni per il Congresso Nazionale, la percentuale più alta in Italia.

Marino Fardelli non aveva mai aderito all’area di Francesco De Angelis. Fino a quando è stato politicamente in vita, il senatore Francesco Scalia era il suo interlocutore più naturale: entrambi di formazione cattolico – popolare, entrambi con frequentazioni nell’area del cattolicesimo democratico che va da Anna Teresa Formisano a Beppe Fioroni fino a Paolo Gentiloni.

La conversione è avvenuta poco alla volta. I maligni sostengono che Fardelli sia stato folgorato sulla via per il Municipio di Cassino: se vuole giocarsi la partita per diventare sindaco non ha uno straccio di possibilità senza un patto di sangue con Pensare Democratico. Perché la volta scorsa sono state le lacerazioni tra le due ‘sensibilità’ del Pd cittadino a consegnare Cassino al centrodestra. Fardelli ha tanti difetti ma due gli mancano: non è né sciocco né sprovveduto. E se Enrico di Navarra nel 1594 poté dire che Parigi val bene una messa oggi Marino Fardelli può dire che una candidatura unitaria per il sindaco di Cassino val bene un accordo con De Angelis.

Allo stesso tempo, la conquista di Cassino mettendo da parte il metodo del cannibale ma indossando i panni papali, porta sulla bilancia di Francesco De Angelis un ulteriore peso per il prossimo traguardo che ha deciso di conquistare: la candidatura come capolista per l’Assemblea Nazionale Pd. Vuole andare lì dove si faranno gli accordi per decidere il nome del prossimo segretario nazionale del Partito, semmai il 3 marzo Nicola Zingaretti dovesse lisciare quel 50% di voti nei gazebo, che vale la Segreteria Dem.

Se ci sarà da compiere un ultimo assalto in difesa del suo amico Nicola ha deciso che lui vuole esserci. Qualcuno che voleva tentare una mediazione con Antonio Pompeo (titolare dell’altra parte Pd) aveva avanzato l’ipotesi di affidare il primo posto a Mauro Buschini, capogruppo Dem in Regione Lazio.

Papa Francesco De Angelis, ecumenico, ha risposto battezzando un altra parte di Pd con il suo sigillo pontificale: ora circa due terzi del Partito in Provincia fanno riferimento a lui, sulla candidatura a Cassino imporrà – tramite il Segretario cittadino Fardelli – una sola condizione: candidatura unitaria, se ci sono più aspiranti si fanno le primarie. Senza discussioni. pena la scomunica.

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