Farmacia, licenziamenti posticipati. Manetta si dimette

Una riunione lunga sei ore per decidere il destino della Farmacia comunale di Sora. Il presidente del CdA si è sostituisce all’Amministratore delegato e posticipa i licenziamenti al 31 gennaio. Manetta si dimette da Amministratore delegato e da consigliere. Nel frattempo i dipendenti si presentano in farmacia ma non possono entrare: sarebbe lavoro nero. A verbalizzare il tutto è la Polizia di Stato. Oltre ai posti di lavoro è a rischio anche il titolo farmaceutico: la Regione potrebbe ritirarlo

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Riunioni e dimissioni. Pec e carte bollate. Verbali e dichiarazioni. È stata un’altra giornata intensa quella di sabato per il destino della Farmacia comunale di Sora. Che ha registrato un’altra serie di mosse decisive nella partita iniziata il 23 dicembre 2019: giorno in cui il Consiglio comunale ha deciso di sciogliere la società mista tra Comune e Farmacista per passare alla gestione in house da affidare alla nuova municipalizzata “Ambiente e Salute”.

La farmacia comunale al centro della contesa

Lo scenario da sabato è diverso. Perché sono trascorsi i tempi di legge ed è diventata esecutiva la delibera 92 del 23 dicembre: oltre allo scioglimento della società “Farmacia comunale Srl”, prevede anche che la vecchia gestione non scada più il 31 dicembre ma il 31 gennaio. Perché è fondamentale? La conseguenza è che anche i licenziamenti dei sette dipendenti della farmacia vengono posticipati al 31 gennaio, o quanto meno fino alla data della messa in liquidazione della società. Questo – nelle intenzioni del Comune – dovrebbe consentirgli di tornare subito al lavoro e riaprire la Farmacia, mettendo fine al caos che è seguito alla delibera. (leggi qui tutti i dettagli: Farmacia Comunale verso lo scioglimento. Il socio scrive a Procura e Corte dei Conti).

Polizia in farmacia

La giornata inizia alle 9 circa quando i sette dipendenti si presentano per prendere servizio nella Farmacia comunale, chiusa per ferie dal primo gennaio. Ad attenderli c’è il direttore sanitario Vincenzo Manetta.

I lavoratori non possono entrare perché ufficialmente risultano licenziati già dal 31 dicembre. Proprio per questo lo stesso Manetta chiama la Polizia per verbalizzare due cose. La prima: che tutti i dipendenti sono presenti, manifestando così la loro volontà di non interrompere il rapporto di lavoro. La seconda: allo stesso tempo lui è impossibilitato a farli entrare perché si tratterebbe tecnicamente di “lavoro nero”.

Per poter essere ripresi nella nuova società c’è bisogno di continuità nel rapporto di lavoro.

La riunione del CdA

Il municipio di Sora

Alle 10 nel Palazzo comunale di Corso Volsci 111 si riunisce il Consiglio di amministrazione della Farmacia Srl. Due i punti all’ordine del giorno: “presa atto del contenuto della nota protocollo numero 0000002/2020 del 01.01.2020” con cui il sindaco intima di non sospendere l’attività” e “varie ed eventuali”.

Il presidente del Cda , l’avvocato Ezio Tatangelo, applica il sesto comma dell’articolo 12 dello Statuto della farmacia comunale. In pratica? Con un atto di surroga, si sostituisce all’Amministratore delegato Vincenzo Manetta (solo per questo atto) e ottempera alla delibera numero 92 del 23 dicembre stabilendo di posticipare i licenziamenti dei lavoratori al 31 gennaio. Era stato lo stesso sindaco di Sora Roberto De Donatis ad invitare il presidente del Cda a compiere tale atto a norma dell’articolo 12, con una Pec della sera del 3 gennaio.

Si stabilisce di dare mandato al consulente del lavoro di procedere con le incombenze burocratiche per assolvere a tale compito.

Manetta si dimette

Immediata la reazione del dottor Vincenzo Manetta che comunica le proprie dimissioni, sia da Amministratore delegato sia da consigliere del Cda. Ma è pur sempre il socio privato e mantiene il suo incarico di direttore sanitario. In realtà sembra che le sue dimissioni fossero già pronte prima del suo ingresso alla riunione del Cda.

Si legge nella comunicazione indirizzata al presidente del Cda, all’intero Cda della Farmacia comunale Srl, all’organo di controllo: “Dimissioni irrevocabili dalla carica di Amministratore delegato e Consigliere di amministrazione della Farmacia comunale Srl”. E aggiunge

“causa contrasti con il Consiglio di amministrazione non ritiene più di poter svolgere tale incarico con la diligenza richiesta e dovuta. Premesso tutto ciò dichiara di dimettersi dalle cariche con effetto immediato e invita il presidente del Cda o, in caso di sua impossibilità o impedimento, l’organo di controllo, all’adempimento della formalità occorrenti presso il Registro delle imprese al fine di rendere efficaci verso terzi tali dimissioni. Sora 04.01.2020 ore 13.15”.       

L’interno della farmacia comunale

Durante l’assemblea inoltre il dottor Manetta ha rimarcato come dal Comune nessuno si sia presentato per ben tre assemblee, di cui una convocata dal Comune stesso. Inoltre ha sottolineato che mai dal Comune qualcuno lo abbia cercato  o coinvolto per arrivare a una soluzione condivisa e pacifica del problema.

Il verbale di assemblea del Cda viene chiuso alle 16 circa, dopo ben sei ore di discussione. Il presidente Tatangelo, al termine dà mandato al consulente di prorogare la data dei licenziamenti. In teoria, compatibilmente con il disbrigo degli adempimenti burocratici la farmacia potrebbe riaprire i battenti già lunedì.

Tempi più stretti

Le dimissioni di Manetta, già comunicate alla Camera di Commercio, sollevano altri impedimenti per la riapertura.

In primo luogo da statuto è lo stesso Manetta la persona a cui spetta dover indicare un altro Amministratore delegato. Ma non c’è il tempo materiale perché ciò avvenga. Incombe infatti un’altra spada di Damocle: l’appuntamento fissato dal notaio Labate sabato 11 gennaio per nominare il commissario liquidatore della società “Farmacia comunale Srl”. Da lunedì a sabato, senza l’Ad, anche se la farmacia riaprisse, non sarebbe in grado di operare: chi si occuperebbe di prendere l’incasso e depositarlo in banca? Chi pagherebbe i fornitori?

Roberto De Donatis

La fretta nel riaprire da parte del Comune è giustificata da un duplice motivo. Primo: garantire la continuità nel rapporto di lavoro dei dipendenti. Secondo (ma non in ordine di importanza): c’è il rischio che la Regione si riprenda il titolo per darlo a qualcun altro perché senza una motivazione la farmacia non  si può chiudere. E a nulla vale la decisione del sindaco di dichiarare la farmacia chiusa per ferie dal 2 al 16 gennaio. Secondo il Cda non si può fare nel modo in cui è stato fatto: i periodi di ferie superiori a cinque giorni vanno concordati con l’Ordine dei farmacisti.  

Ed è lo stesso appuntamento dal notaio a rappresentare un’altra incognita: qualora il socio privato (sempre il dottor Manetta) decidesse di non presentarsi, come si dovrebbe procede per la nomina del liquidatore? Secondo gli avvocati del Comune la cosa sarebbe comunque fattibile ma il dubbio resta.

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