Forza Italia a nervi scoperti: Fazzone non invitato a Sora

Il senatore: grave errore non invitarci all’evento con Tajani. Sulla stessa posizione i subcommissari Piacentini, Natalia e Chiusaroli

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Forza Italia si scopre divisa dopo il tour provinciale del vicepresidente nazionale Antonio Tajani, promosso dal capogruppo alla Provincia Gianluca Quadrini. Nel corso della visita c’è stata anche l’inaugurazione azione di una sede del Partito. Si scopre divisa perché né il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone, né i subcommissari Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli sono stati invitati. (Leggi qui Le macerie di Forza Italia: a Sora come nel Paese).

E infatti, con toni e sfumature diverse, tutti lo sottolineano e lo fanno notare.

Il trio di Fazzone allibito

Adriano Piacentini spiega: «Sono davvero allibito da quanto successo. Naturalmente il vicepresidente Antonio Tajani ha fatto benissimo a rispondere all’invito. Ma il punto è che analogo invito non è stato rivolto a noi e al coordinatore regionale e commissario provinciale Claudio Fazzone. Sono cose che non dovrebbero succedere».

Tajani a Sora con Quadrini e il sindaco De Donatis

Daniele Natalia afferma: «Per quello che mi riguarda non ci sono ragioni per dicotomie del genere. Forza Italia è una: il leader è il presidente Silvio Berlusconi. Poi c’è il vicepresidente nazionale Antonio Tajani. E c’è il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale del Lazio e commissario provinciale del partito».

«Penso che, al di là delle forme, tutti vadano invitati a manifestazioni del genere, anche per non dare adito a dubbi sull’unità del partito. Sul territorio vanno invitati tutti i referenti del partito. Faccio notare che qualche giorno fa il senatore Claudio Fazzone, ad una riunione che si è svolta a Frosinone ha invitato tutti. A cominciare da Gianluca Quadrini, Gioacchino Ferdinandi e Anselmo Rotondo. Poi se uno decide di non partecipare o non può intervenire, allora è un altro discorso. Ma gli inviti vanno fatti a tutti».

Rossella Chiusaroli argomenta: «Il presidente Antonio Tajani ha fatto bene ad accettare l’invito. Il punto è che noi però non siamo stati invitati e sinceramente non mi è sembrato il massimo. Quando il senatore Claudio Fazzone, pochi giorni fa, ha organizzato una riunione del partito nel capoluogo, ha chiamato tutti. Anche noi lo abbiamo fatto. Siamo tutti impegnati “ventre a terra” a lavorare per il partito in questa fase importante e delicata. Credo che dovremmo tutti lavorare con spirito di squadra e unità. Il partito è uno e vanno rispettati i ruoli di tutti: di Antonio Tajani e di Claudio Fazzone, i nostri. Certe cose andrebbero concordate».

Fazzone: errore politico grave

Claudio Fazzone. Foto © Rocco Pettini / Imagoeconomica

E il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale e commissario provinciale del partito?

Nota: «La premessa è necessaria: quando si inaugura una sede è sempre una cosa positiva. Perché vuol dire che il Partito si apre e che c’è gente che vuole entrare. Ma se lo si fa non invitando chi il Partito rappresenta sul territorio e anche a livello regionale, allora c’è qualcosa che non funziona. Anche perché non invitando una parte rilevante degli “azzurri” si fa emergere platealmente che c’è qualcosa che non torna. Lo considero un errore politico grave».

«Personalmente non mi sono mai permesso di non invitare esponenti del mio stesso Partito. Men che meno ad un appuntamento al quale è stato presente il vicepresidente nazionale degli “azzurri”. Detto questo, è chiaro che Antonio Tajani non c’entra nulla e ha fatto benissimo ad andare. Ma chi ha organizzato l’evento avrebbe dovuto invitare tutti. Forza Italia è una e non ci sono ragioni per fare cose del genere che alla fine trasmettono un’immagine negativa e sbagliata del partito».

«Credo che chi ha optato per una soluzione del genere, cioè di non invitare il sottoscritto e i tre subcommissari, dovrebbe perlomeno riflettere seriamente. Un partito è sempre più importante delle posizioni e delle rivendicazioni dei singoli. Su questo non ci sono dubbi».

Quadrini: “E con De Meo allora?”

Gianluca Quadrini

Gianluca Quadrini, capogruppo di Forza Italia alla Provincia, rileva: «La manifestazione era stata ampiamente pubblicizzata su facebook e su altri social media. Non c’è stata alcuna volontà di escludere altri dalla partecipazione all’evento. Faccio notare che quando in provincia è venuto l’europarlamentare Salvatore De Meo il sottoscritto e altri non sono stati invitati. Ma io non penso che sia stato fatto per escludermi. Peraltro il presidente Antonio Tajani ha voluto incontrare alcuni sindaci e questo è positivo, perché evidenzia l’attenzione di Forza Italia per il territorio».

«Siamo un Partito in salute, come dimostrano anche i sondaggi nazionali. Nel centrodestra abbiamo un ruolo fondamentale, dal momento che rappresentiamo quel centro moderato e cattolico. Centro senza il quale è difficile vincere le elezioni ed è ancora più difficile governare. Un partito che da sempre è attento alle esigenze degli amministratori locali e dei territori. La visita del presidente Antonio Tajani va in questa direzione. Credo che tutti dobbiamo essere contenti del suo interessamento a questa provincia».

Ruggini e commissari

Ad ogni modo sono mesi che si registrano delle diversità di vedute e di posizione tra l’area che fa riferimento al senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone (della quale fanno parte, tra gli altri, i subcommissari Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli) e quella di Gianluca Quadrini.

Qualche settimana fa insistenti “boatos” riferivano della possibilità della nomina di un nuovo commissario provinciale. Era circolato il nome di Alessandro Battilocchio. Ma è evidente che questo avrebbe significato togliere dal ruolo di commissario proprio Claudio Fazzone.

Il quale ha immediatamente sottolineato come tra le competenze del coordinatore regionale c’è quella di nominare il commissario provinciale. Alla fine non è successo nulla. All’orizzonte ci sono le elezioni comunali di primavera e le provinciali, sempre nello stesso periodo. Forza Italia vuole dire la sua. L’unità interna è fondamentale.

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