Fazzone, Calandrini, Durigon: i tre che epurano Coletta ma pure Zaccheo

Il centrodestra staccherà la spina al sindaco Damiano Coletta. Oggi l'annuncio della decisione. Ma in questo modo c'è il rischio che il 'fuoco amico' vada a colpire ed eliminare anche il suo sfidante Vincenzo Zaccheo. Ecco perché

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Claudio Fazzone (Coordinatore di Forza Italia nel Lazio), Nicola Calandrini (Coordinatore di Fratelli d’Italia in provincia di Latina), Claudio Durigon (Coordinatore regionale della Lega) oggi sanciscono che…

Se (come hanno detto i giudici del Tar e domani deve rivalutare il Consiglio di Stato) Damiano Coletta non è sindaco di Latina e si rivota, voteranno Vincenzo Zaccheo. Se il Consiglio di Stato però domani reinsedia Coletta a sindaco loro lo sfiduciano un attimo dopo. Ed a quel punto non si rivota per poche sezioni ma per “tutto il cucuzzaro”

Effetto delle elezioni nazionali e della quasi certezza che il centrodestra avrà il primo giro della politica prossima. La conferenza pubblica in cui annunciarlo è convocata per oggi alle 17, all’Hotel Europa. 

Il quadro della situazione

Zaccheo e Coletta

Il quadro politico con la crisi nazionale e le crisi locali non è manco astratto o naif: è delirante a fronte dei cittadini che amano ancora Raffaello e Caravaggio.

Tutto bene? Tutto più chiaro? Vediamo cosa accade. Se il Consiglio di Stato domani non darà la sospensiva al ricorso di Coletta contro la sentenza del Tar che dispone di rivotare per le Comunali in 22 sezioni delle 116 di Latina, per un poco “resisterà” la politica che c’era nel dualismo Coletta-Zaccheo, con l’incertezza del “rivoto“.

Ma se il Consiglio di Stato blocca la sentenza scatta il blitz della destra contro Coletta. Che a quel punto cade. E dopo alcuni mesi di commissariamento, si tornerà al voto. Ma come? Sicuramente la sinistra dovrà ripartire da Coletta, è la destra che non punterà su Vincenzo Zaccheo. Diciamo che su quest’ultimo si abbatterà un fuoco amico, intenso e con poche speranze.

Il voto dell’ottobre 2022 ha dato alla città un sindaco civico sostenuto dal centrosinistra, senza però una maggioranza in Consiglio comunale. Allo stesso tempo ha dato un nonsindaco ma con una maggioranza in teorica un Consiglio comunale. Non ha dato un’anatra zoppa per dirla in politichese corretto, ha dato una quaglia impossibile a qualsiasi volo ed ora c’è anche il gatto pronto a mangiarla

Come Pietro Micca con i francesi

I leader del centrodestra ora fanno di conto: a Fazzone-Calandrini e Durigon preme il loro futuro che sta nelle Politiche e che impedisce divisioni o distinguo. I primi due sono senatori della Repubblica, il terzo siede a Montecitorio ed è stato sottosegretario. A loro tre ora serve Latina, serve anche come possibilità in caso di “incidente elettorale“. Se uno resta fuori c’è il Comune da rioccupare.

Coletta apparirà alle masse come Pietro Micca che si immola per salvare Torino dagli invasori francesi, facendosi saltare in aria con l’intera santabarbara; il centrodestra non ha bisogno di un generale esperto nella guerra di trincea, ma uno che combatte con i droni.

Il sindaco Damiano Coletta sta all’angolo, ma il suo sfidante Vincenzo Zaccheo non sta meglio. Il tutto davanti ad una indifferenza della città che ha dell’incredibile, in pochi, pochissimi, si appassionano a queste alchimie i più vogliono andare al mare e non pensare a pandemie, guerre, carestie e siccità ma guardare il sole. La politica pontina è morta per sua propria mano.

Chi sarà il prossimo sindaco? In tanti trovano più interessante la domanda: chi sarà il prossimo vescovo, almeno questo farà poco per i corpi ma salverà l’anima.

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