Fazzone e quella tentazione “sinistra”

Anche Sabaudia entra nell'orbita politica del potentissimo senatore di Fondi. Che ormai ha iniziato a prendere le misure alla Regione Lazio per il dopo Zingaretti. Come condottiero del centrodestra unito. Oppure... Studiando Andreotti

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Allora. Si votava, in provincia di Latina, in due grandi città: Gaeta e Sabaudia. Il primo scontro era a dir poco banale, tipo la squadra della parrocchia contro il Real Madrid, il secondo aveva qualche rischio.

Chi ha vinto? Claudio Fazzone che il sindaco di Gaeta lo già aveva (Cosimino Mitrano) e lo ha ancora (Cristian Leccese); si prende anche Sabaudia dove il suo generale Alberto Mosca è entrato al posto della civica Giada Gervasi. Più uno nel computo e il ritorno nel nord della provincia, insomma esce dal triangolo Fondi -Gaeta – Santi Cosma e Damiano via Formia. (leggi qui Mosca sindaco, su Lucci il malcontento della economia agricola della città).

Claudio Fazzone

Infatti c’è anche il pregresso breve: a ottobre si era “preso” Formia con Gianluca Taddeo. E pure dove non ha vinto in prima battuta, Latina, si è “vincitorato” da solo sostenendo il sindaco civico-sinistro Damiano Coletta. 

Il tutto con operazioni quasi in esclusiva, se si esclude Gaeta, in cui ha fatto a meno degli alleati. E Formia dove c’era anche Fratelli d’Italia. Insomma sta formando una “destracentrista” molto attenta a sinistra. 

Fazzone che studia il divo Giulio

Giulio Andreotti in un fondo del quotidiano Il Popolo del 10 aprile 1945, intitolato “Il discorso di Togliatti” scrisse infatti che la DC è “Partito di centro che si muove verso sinistra, al fine di soddisfare le sane aspirazioni del popolo”. Parafrasando: il divino Fazzone pensa ad una Forza Italia di “centrodestra” che all’occorrenza “guarda” a sinistra. Infatti, oltre a sostenere Coletta a Latina sostiene Gerardo Stefanelli in Amministrazione Provinciale cioè un presidente (nonché sindaco di Minturno) che è espressione di Italia Viva e di Matteo Renzi.

Che vuol dire? Che in vista delle Regionali non c’è un binario del treno per cui non puoi scartare di lato, ma la prateria che consente al buffalo di farlo per citare Buffalo Bill di Francesco De Gregori.

Giulio Andreotti

Fazzone sta nel centrodestra: certo e senza ombra di dubbio, solido come una quercia. Ma anche flessibile come un giunco: ha margini di autonomia che in questo marasma politico possono essere usati in mille e mille modi.

Chi lo frequenta assicura che ha iniziato a prendere le misure alla presidenza della Regione Lazio. E se Fratelli d’Italia trova l’accordo su Musimeci in Sicilia, la Lega reclamerà la designazione del Governatore in Lombardia; a quel punto a Forza Italia tocca il Lazio. Se glielo riconoscono, pare che il senatore Fazzone abbia già pronte le truppe ed i vessilli con i quali marciare sulla Pisana; se non glielo riconoscono… rischiano di fare la conoscenza con la proverbiale Ira di Fazzone, capace di piegare qualunque equilibrio. Anche perché pure Sabaudia è entrata nella via lattea di Fazzone.

E vale il detto di Totò: “poi dice che uno si butta a sinistra“.

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