Fazzone lascia aperta la porta a Toti. Ma non va al Brancaccio

Il coordinatore regionale di Forza Italia non sconfessa Toti. Ma nemmeno va al Brancaccio. "È ancora un dirigente di Forza Italia, Berlusconi gli ha dato l'incarico di organizzare la riforma".

Claudio Fazzone lascia aperta la porta. Non metterà piede alla Convention di Giovanni Toti in agenda per sabato. Ma nemmeno sconfessa l’iniziativa. E mette in chiaro: «Non esiste alcuna preclusione nei confronti di Giovanni Toti né tanto meno della riunione organizzata per domani. Domani sarò fuori Roma ma se riuscirò a rientrare per tempo farò un salto anche io al Brancaccio. Toti, a meno che non mi sia sfuggito qualche passaggio, non è fuori da Forza Italia».

Il coordinatore di Forza Italia nel Lazio ha mostrato i muscoli all’inizio della settimana. Con una riunione al salto di Fondi nella quale c’erano circa ottocento presenti, seicento dei quali amministratori locali. (leggi qui La sfida del Grande Gatsby Fazzone per prendere Forza Italia). Se Silvio Berlusconi riorganizzerà davvero Forza Italia Claudio Fazzone intende giocarsi la partita per un ruolo di vertice. «Da oltre due anni mi batto affinché Forza Italia torni ad essere un Partito plurale, dove la democrazia e il confronto possano rappresentare il motore di una rinascita all’insegna del radicamento che può davvero fare la differenza sulla scena politica locale e nazionale».

È una fase di grandi cambiamenti. Silvio Berlusconi vuole evitare la scissione di Forza Italia. Giovanni Toti alza in continuazione la posta. «Tutti sono liberi di andare dove ritengono più opportuno – analizza Claudio Fazzonee di ascoltare le proposte che sono sul tavolo. Un partito serio è fatto di persone che compiono scelte consapevoli. Non esistono steccati né catene per nessuno. Non c’è e non ci sarà mai da parte mia il veto a fare o non fare qualcosa. Primo perché non amo le contraddizioni. Secondo perché solo da un reale pluralismo di posizioni ed idee può germogliare un Partito forte e determinato».

La porta lasciata aperta è dovuta al fatto che Berlusconi sia imprevedibile. E che già altre volte ha annunciato la riorganizzazione. salvo annullarla all’ultimo minuto. Accadde quando poi dal predellino annunciò la nascita del Popolo delle Libertà, accadde con i Circoli del Buongoverno, con il movimento della Brambilla, con il progetto de L’Altra Italia di Nicola Ottaviani: tutte iniziative con le quali rigenerare il Partito, ma ogni volta, al momento di passare all’azione, se ne faceva più nulla.

«Forza Italia se vuole realmente cambiare passo deve aprirsi non chiudersi per consentire a tutti, tesserati e simpatizzanti, di contribuire a questo indispensabile e nuovo percorso. Chi decide di non partecipare all’incontro con Toti lo fa a titolo personale» sottolinea il senatore Claudio Fazzone.

Non parteciperà nemmeno il suo vice Gianluca Quadrini, «Purtroppo ho in agenda un incontro con gli amministratori del territorio e non posso rinviarlo: se dovessimo finire in tempo i lavori mi metterò in macchina ed andrò al Brancaccio». Quadrini sta lavorando da settimane al rientro dei forzasti che in questi mesi erano usciti dal Partito. «Sono molti quelli che non andranno al Brancaccio, anche loro sono tanto impegnati»

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