Fazzone lo gasa e Magliozzi ci prova: in corsa per Adsp

L'imprenditore di Gaeta presenta la candidatura per rappresentare Civitavecchia nel Comitato che gestisce tutti i porti del Lazio. La strategia targata Claudio Fazzone. Il ritorno di Moscherini, che però...

L’interrogativo è intrigante: e se un imprenditore di Gaeta dovesse rappresentare il comune di Civitavecchia? Proprio lì in quello che è il simbolo della città: cioè in seno al nuovo comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, l’authority sotto la cui giurisdizione ricadono i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta?

L’indiscrezione circolava con insistenza da giorni. Ha trovato concretezza dopo il 7 gennaio. In questo giorno è scaduto il termine previsto dal bando promosso dal sindaco di Civitavecchia, il leghista Ernesto Tedesco. Bando finalizzato ad individuare il rappresentante del suo Comune presso il board dell’Autorità portuale.

Le lettere di Musolino

Il neo presidente Adsp Pino Musolino

A chiedergli di fare in fretta è stato il neo presidente dell’Adsp, il veneziano Pino Musolino.

Il 22 dicembre aveva inviato una lettera ai sindaci di Civitavecchia e di Roma Capitale ed al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Questo per sollecitare la designazione dei rispettivi rappresentanti in seno al comitato di gestione che dovrà rimanere in carica quattro anni. (Leggi qui Il sogno Musolino: navigare il futuro con i conti a posto).

Le domande presentate a Molo Vespucci sono venti, 19 “molto prevedibili”, una decisamente no.

È quella di Damiano Magliozzi un personaggio che a Gaeta ha incarnato da sempre tre settori. Quello dell’imprenditoria, legata alla gestione degli impianti di itticoltura e di acquacoltura; ed ora anche alla ristorazione basata sui prodotti del mare. Il secondo settore è quello del calcio: con la sua presidenza la defunta Polisportiva dal campionato di Promozione è arrivata a sfiorare la serie C. Il terzo settore è quello della politica. Il fratello maggiore Massimo Magliozzi, ha fatto crescere il germoglio di Forza Italia diventando sindaco di Gaeta dal 2002 al 2006.

Magliozzi e la strategia di Fazzone

Claudio Fazzone

Tra le iniziali e balbettanti conferme del sindaco Cosimino Mitrano, è stato Damiano Magliozzi a dire tutta la verità: «Si, lo ammetto. E’ stato il Senatore Claudio Fazzone a convincermi a presentare domanda al Comune di Civitavecchia. Inizialmente la cosa non mi interessava. Tuttavia dopo aver letto attentamente il bando del sindaco Tedesco, ho accettato».

In effetti tra i requisiti richiesti Damiano Magliozzi è «in possesso di una comprovata competenza. Competenza derivante da attività professionali compiute ed esperienze maturate nel campo gestionale, contabile ed amministrativo. Con particolare riferimento (naturalmente) alla portualità e alla logistica».

Damiano Magliozzi non ha inviato con spirito decoubertiano il suo curriculum. Tutt’altro. Ha formalizzato la sua candidatura è perché ci tiene tanto «a rappresentare insieme a Civitavecchia anche Gaeta e l’intero sud pontino nel comitato di gestione di un ente che meriterebbe tanto rispetto e tutela».

Un Magliozzi che guardava lontano

MASSIMO MAGLIOZZI

C’è anche un motivo molto personale a spingere Magliozzi a presentare quella domanda. Anni fa suo fratello Massimo finì al centro di un’ondata di critiche. Fu quando alla testa di una maggioranza di centrodestra, sfidò l’intero consiglio comunale di Gaeta. Lo fece per chiedere ed ottenere l’adesione del Comune a quella che un tempo si chiamava Autorità portuale del Lazio.

Fu una scommessa vinta. Scommessa che ha consentito alla città di agganciare i grossi investimenti con i quali ora ha potuto realizzare il nuovo look per il suo porto commerciale. E per realizzare un nuovo moderno water front.

Nel corso del tempo hanno dovuto recitare un doveroso “mea culpa”, gli allora sindaco Dem di Formia Sandro Bartolomeo e presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola. Proponevano qualcosa di meno coraggioso, un’azienda speciale. Questo inglobando naturalmente il porto di Formia per la sua vocazione più turistica e passeggera da/verso le isole campane e pontine.

Sandro Bartolomeo

Da quel momento – secondo molti- Gaeta ha messo la freccia e Formia è rimasta al palo. Al palo a guardare cosa avveniva in linea d’aria a meno di quattro chilometri di distanza. La realtà politico-amministrativa di Gaeta aveva però bisogno di uno stimolatore che convincesse tutti della bontà della scelta fatta. Qesto motivatore fu Giovanni Moscherini, all’epoca presidente dell’Authority con un passato da sindacalista nella Cgil. Un uomo in grado di superare indenne il passaggio dalla Prima Repubblica (dal Pci in particolare) a quella Berlusconiana. E di farlo collocandosi sulla riva di Forza Italia.

In lizza pure Moscherini, ma…

Quella stessa Forza Italia che Magliozzi in questi giorni, grazie ai buoni uffici del coordinatore azzurro Claudio Fazzone, ha cominciato a frequentare. Ed a farlo tessendo ragnatele con gli assessori e i consiglieri comunali berlusconiani in carica al comune di Civitavecchia.

Andrà in porto? Il sindaco Tedesco non può sbagliare una mossa: c’è di mezzo la sopravvivenza del sua consiliatura. Può accontentare l’alleato Forza Italia a danno del suo Partito all’indomani, per di più, della frattura venutasi a creare con Fratelli d’Italia?

Giovanni Moscherini ai tempi della Presidenza

I prossimi giorni saranno determinanti per la scelta del componente del comune di Civitavecchia. Tra i venti candidati c’è uno che vuole molto bene a Gaeta e al suo porto commerciale. Tanto al punto da considerarlo, a ragione, una sua creatura. È proprio l’ex presidente Giovanni Moscherini che ha presentato il suo curriculum ma ha una palla al piede sul piano normativo. È la legge Delrio che ha soppresso la figura dei sindaci e dei consiglieri comunali dai comitati di gestione. E Moscherini è consigliere nel vicino comune di Tarquinia.

Potrebbe dimettersi dall’incarico prima che venga nominato dal sindaco Tedesco? Forse. Ma per altri potrebbe essere troppo tardi. Avrebbe dovuto farlo nel momento in cui ha presentato la sua candidatura.

Un fatto è certo. Civitavecchia nel nuovo comitato di gestione che affiancherà Musolino avrà un nuovo rappresentante. Non sarà di sicuro confermato il membro uscente Giuseppe Lotto. Uscente nominato dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio, dall’ex sindaco Antonio Cozzolino. Parte della Lega (ma non tutta) condividerebbe la candidatura dell’architetto Emiliano Scotti. E’ uomo molto vicino all’ex presidente Pasqualino Monti, attuale timoniere dell’Adsp di Palermo.

Raggi e Pisana: Africano e Fiorelli

Tutto invece come previsto per quanto riguarda le scelte degli altri due enti presenti nel comitato di gestione. Il sindaco di Roma Virginia Raggi è orientata a confermare la sua fiducia a Matteo Africano. Alcuni rumors lo volevano in lizza per la guida del porto di Ancona.

Mentre la Regione Lazio tentennerebbe nel confermare il tecnico Roberto Fiorelli che a Gaeta e soprattutto a Formia (per questioni familiari) gode di tanti estimatori.

Francesco Maria Di Majo Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

Indiscrezioni a parte, il neo presidente Musolino ha bisogno come il pane del comitato di gestione. Ha due adempimenti inderogabili. Cioè l’approvazione del bilancio previsionale 2021. La bozza presentata dall’ex presidente Francesco Maria di Majo era stata bocciata dal collegio dei revisori dei conti e di quello consuntivo 2020. (Leggi qui il No al bilancio di Di Majo: Musolino è già sul ponte di comando del Porto).

Altri compiti che attendono il “board” dell’Asdp riguardano l’adozione del documento di pianificazione strategica di sistema.

Poi del piano regolatore di sistema portuale, delle varianti-stralcio allo stesso. Del piano operativo triennale con la sua revisione annuale. Inoltre dell’adozione, su proposta del Presidente, del regolamento di amministrazione e contabilità. Oltre che e della relazione annuale sull’attività dell’AdSP da inviare al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Ancora: determinare l’entità temporale ed il quantum delle autorizzazioni e delle concessioni demaniali previste dal Codice della navigazione. Poi nominare e revocare il segretario generale e definire la dotazione organica dell’Adsp.

E Damiano Magliozzi da Gaeta vuole portare il suo contributo. Ma non dipende solo da lui… e l’interessato lo sa.

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