Tajani-Fazzone, sfida finale sul commissario. In silenzio

Lo scenario. Il coordinatore regionale non procederà alla nomina di alcun commissario provinciale. Ai fedelissimi ha detto: «Rispondo solo a Berlusconi». Grande gelo con il vicepresidente di Forza Italia

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

È il silenzio a dare la dimensione della delicatezza del momento all’interno di Forza Italia. Dove la resa dei conti tra il vicepresidente nazionale Antonio Tajani e il coordinatore regionale Claudio Fazzone sta avvenendo lontano dai riflettori dell’ufficialità. Proprio per questo, però, l’esito del braccio di ferro avrà delle conseguenze. Il punto vero è rappresentato dalla nomina del commissario provinciale degli “azzurri”. Il nome che è circolato nei giorni scorsi (ora di meno) è quello dell’onorevole Alessandro Battilocchio. Il problema però sta nelle competenze e nella sostanza politica.

Fazzone: la nomina spetta a me

Claudio Fazzone, Gianluca Quadrini, Alessandro Battilocchio

Il senatore Claudio Fazzone ha rivendicato che la nomina di un commissario provinciale compete al coordinatore regionale. Non al vicepresidente nazionale. E a quanto trapelato lo ha avrebbe fatto presente a Silvio Berlusconi in persona. Ma perché si è arrivati a questo punto? Da mesi esiste una forte contrapposizione tra i fedelissimi di Fazzone (i subcommissari Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia) e l’area che fa riferimento a Gianluca Quadrini, Gioacchino Ferdinandi e Anselmo Rotondo. I quali continuano a chiedere il congresso e pure la nomina di un coordinatore provinciale. E hanno fatto presente la situazione ad Antonio Tajani.

L’opzione Alessandro Battilocchio nasce anche e soprattutto in questo contesto. Il senatore Claudio Fazzone, nelle dichiarazioni ufficiali, ha tenuto il profilo di uomo di partito. Rilevando qualche giorno fa: «Nulla è stato ancora deciso, si tratta di una eventualità che sto valutando. Per accompagnare il partito ad un congresso e per affidarmi ad una persona di mia fiducia. Battilocchio? Lo sarebbe». Aggiungendo però: «Il nome non mi è stato imposto da nessuno. Soltanto il coordinatore regionale può nominare i commissari, non è un’opzione che rientra nelle competenze del vicepresidente Tajani».

Scavalcarmi? Commissariatemi

Antonio Tajani e Silvio Berlusconi Foto © Daina Le Lardic / Imagoeconomica

Forte e chiaro il messaggio, all’interno e all’esterno del partito. Così traducibile dal politichese: se a livello nazionale l’intenzione è quella di nominare un commissario indipendentemente dalla volontà di Fazzone, non c’è altra strada che quella di commissariare lo stesso Claudio Fazzone come coordinatore regionale. E ai fedelissimi ha detto: «Rispondo solo a Berusconi». È evidente però che se una eventualità del genere dovesse verificarsi, ci sarebbero dei riflessi. (Leggi qui Fazzone lascia Frosinone? Forza Italia a Battilocchio).

Non è escluso, per esempio, che i fedelissimi di Claudio Fazzone, possano perfino decidere di uscire dal partito. Di uno scenario del genere in realtà si è discusso. (Leggi qui Il suicidio politico assistito di Forza Italia in Ciociaria).

La tensione si taglia a fette all’interno del partito in provincia. L’assenza di prese di posizione ufficiali lo conferma. Antonio Tajani per decenni ha avuto nella Ciociaria la sua roccaforte politica ed elettorale, ma una fase di Forza Italia si è chiusa diverso tempo fa. Fra l’altro l’ultimo congresso provinciale finì con l’elezione a segretario di Tommaso Ciccone, sostenuto dall’area di Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli. Entrambi fedelissimi di Antonio Tajani all’epoca.

L’esodo azzurro che diede il via

Qualche mese dopo però Abbruzzese e Ciacciarelli lasciarono Forza Italia per aderire a Cambiamo. Successivamente Ciacciarelli è passato alla Lega. Da quel momento in poi in Ciociaria il commissario provinciale è stato proprio Claudio Fazzone. Ecco perché, indipendentemente dalla firma in calce al provvedimento, l’indicazione di Alessandro Battilocchio (o di chiunque altro) suonerebbe come un commissariamento di Claudio Fazzone.

Il quale infatti è intenzionato a non fare nulla. A non nominare alcun commissario. La guerra fredda con Antonio Tajani andrà avanti. Sarà una lunga partita a scacchi, giocata sull’orlo di una crisi di nervi. All’orizzonte le elezioni comunali e quelle provinciali.

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