Fazzone vince, il centrodestra esplode

Le conseguenze della micidiale tattica che ha visto Forza Italia e Pd insieme alle Provinciali. FdI annuncia un report a Giorgia Meloni. Insieme alla Lega si preparano a buttare giù il sindaco azzurro di Viterbo

Un’alleanza ad alta tensione: a Latina come a Viterbo il patto che ha visto Forza Italia e Partito Democratico correre insieme alle Provinciali rischia di mandare in frantumi i poli. Il patto del Nazareno in salsa laziale ha vinto: tanto a Latina quanto a Viterbo. Vittorie piene, concrete, capaci di travasarsi anche sui Comuni come sta succedendo a Latina.

Lo aveva intuito prima di tutti il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone. C’è lui dietro quegli accordi. Micidiali per il centrodestra: perché il risultato finale è che Forza Italia Governa, la Lega tiene la porta aperta e Fratelli d’Italia resta a piedi. (Leggi qui (Leggi qui:  Pd e Forza Italia, gli insoliti alleati alle Provinciali).

La Lega a Latina ha retto il gioco di Fazzone anche se non ha votato il candidato presidente Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno iscritto ad Italia Viva di Matteo Renzi, in perfetta sintonia con il potente signore di Forza Italia, capace di aggregare con convinzione anche i Dem. Come ha partecipato al grande gioco la Lega? Votando scheda bianca. E facendo mancare i voti necessari a Giovanni Agresti, sindaco di Itri, indicato da Fratelli d’Italia. (Leggi qui La Provincia salva il Comune, il Comune salva la Provincia).

Ora si prepara la rappresaglia. tanto nel Pontino quanto a Viterbo.

Tremenda vendetta

Nicola Procaccini (Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica)

Ci saranno conseguenze. Politiche. Lo ha fatto capire l’altra sera il deputato europeo di Fdi Nicola Procaccini. Arrivato nel Grande Albergo Miramare di Formia per un happening natalizio programmato dal presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo.

Procaccini ha puntato subito il dito contro le tre pesantissime schede bianche depositate da altrettanti consiglieri comunali di Latina. Il voto è segreto, i conti dicono che sono quelle dei Consiglieri della Lega. Il parlamentare è stato un fiume in piena definendo “bassezze” quelle messe in atto da tre consiglieri comunali del Carroccio di Latina ai danni del candidato ufficiale di Fratelli d’Italia e della stessa Lega

Su Forza Italia ed il suo patto con i Dem “Ne prendiamo atto”. La conclusione politica cui è arrivato il deputato europeo di Terracina è stata una soltanto: “Il centro destra, di cui tutti invocano a parole l’unità, sarebbe bello che morto

L’onorevole ha annunciato come il caso delle elezioni provinciali di Latina verrà segnalato a Giorgia Meloni. “È una questione che faremo notare anche ai vertici nazionali per definire come sarà meglio muoverci in futuro in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”.

Il riferimento nemmeno troppo velato è alle imminenti Comunali di Gaeta. Dove governa da dieci anni uno dei fedelissimi di Fazzone, il sindaco Cosimino Mitrano.

Il Collegio Fazzone

Le conseguenze pratiche si vedranno subito. Perché tra poco dovranno essere varate le commissioni consiliari al comune di Latina. Ed in quella circostanza dovrà avvenire, giocoforza, un regolamento di conti tra le  tre principali gambe del centrodestra pontino. Fratelli d’Italia rischia di ritrovarsi a Latina nella stessa posizione scelta a livello nazionale: unica forza all’opposizione.

In prospettiva, le Provinciali rendono ancora più solido il fortino elettorale di Fazzone: da Terracina sino al Garigliano può vantare , sotto il profilo politico-amministrativo, un controllo senza pari. Perché 7 dei 12 consiglieri appena eletti arrivano da quattro Consigli dei più importanti Comuni del comprensorio meridionale della provincia pontina: nell’ordine, in senso geografico, Terracina, Fondi, Formia, Gaeta e Minturno. Sono i capisaldi del prossimo Collegio elettorale per la Camera dei Deputati che comprenderà anche Cassino.

È evidente che lì Claudio Fazzone sarà in grado di decidere tutto. Soprattutto se dovesse definire un patto di desistenza con il centrosinistra. (Leggi qui Quelli che danzano e quelli che mettono solo la calzamaglia).

Il caso Viterbo

Alessandro Romoli, presidente della Provincia di Viterbo

Se a Latina si preparano a mandare una relazione a Giorgia Meloni, a Viterbo il Comune capoluogo finisce in bilico. È la rappresaglia per il patto che ha portato all’elezione del forzista Alessandro Romoli a presidente della Provincia di Viterbo. Anche qui in virtù di un patto tra azzurri e Pd.

Da lunedì il tam-tam assicura che Fratelli d’Italia e Lega stiano organizzando le dimissioni in massa dal notaio per far cadere il sindaco azzurro del capoluogo Giovanni Arena.

L’amarezza è tale che le firme potrebbero arrivare prima di Natale. La Commissione in programma per ieri è stata sconvocata su iniziativa della Lega; il capogruppo di Forza Italia
Giulio Marini si è dimesso dalla carica per raffreddare le tensioni.

Ma la conta delle firme è già partita.

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