Fca, Coppotelli: «Subito in campo per il futuro dei lavoratori»

Il segretario provinciale della Cisl racconta i drammatici giorni prima dell'annuncio Fca. Ma guarda al futuro: Siamo già in campo. Le strategie messe in campo. Da cosa dipende il domani.

Senza un telegramma, senza una riga di ringraziamento. Soprattutto senza avere detto nulla ai sindacati fino all’ultimo istante. Fca ha lasciato a casa così 532 dei suoi lavoratori temporanei. In barba alle 1800 assunzioni annunciata esattamente un anno prima da Matteo Renzi dopo avere parlato con Sergio Marchionne.

I sindacati avevano capito che le cose nn si sarebbero messe bene. Per questo chiedevano con forza un tavolo intorno al quale ragionare sui contratti interinali. La Cisl, con il segretario generale Enrico Coppotelli ha mobilitato tutte le risorse del sindacato, ma nessuno – come tutte le altre sigle – è riuscito ad ottenere risposta.

 

Alessioporcu.it – Segretario, FCA ha di fatto chiuso il confronto e fino all’ultimo momento non si sapeva a che punto era la trattativa. Perché?
Enrico Coppotelli – Negli ultimi due mesi i volumi produttivi delle vetture erano in rallentamento a causa delle modifiche sulle normative export del mercato Cinese. Inoltre la rete di vendita negli Stati Uniti non sta rispondendo come dovrebbe. Dietro i numeri, però, ci sono le persone. Noi crediamo cha vada investito di più e meglio sul capitale umano. Sulle persone e quindi sui Lavoratori. La cosa che lascia basiti è che non meno di 3 mesi fa eravamo orientati verso un’ipotesi di stabilizzazione a tempo indeterminato per tutti gli interinali. Questa è la rabbia più grande.

 

Poi cosa è accaduto?
Da metà settembre abbiamo avuto segnali preoccupanti che ci hanno fatto agire verso FCA a partire dal rientro dei lavoratori di Pomigliano che erano in missione temporanea nello stabilimento di Cassino e le fermate collettive con i permessi retribuiti.

 

La trattativa oggi a che punto è?
Come CISL riteniamo necessario costruire tutte le condizioni per mettere in garanzia occupazionale questi 532 lavoratori. Per noi è indispensabile fin da ora introdurre il diritto di priorità nei prossimi inserimenti costituendo un apposito “bacino” come abbiamo fatto in altri accordi, per questo ci siamo aggiornati a stamattina per proseguire il confronto con FCA.

 

Un fallimento per il Territorio?
Io direi che è un brutto colpo per quelle 532 famiglie sulle quali si stava iniziando nuovamente a sognare e sperare in un futuro diverso. Brutto colpo anche per gli altri lavoratori dell’indotto che certamente risentiranno di questo stop. Stamattina le sedi Sindacali sono state invase da coloro che, non essendo stati riconfermati da FCA, si sono recati per richiedere l’indennità di disoccupazione. Stiamo dando risposte a tutti. Ma i volti di questi giovani sono davvero tristi. Mi arrivano ogni minuto telefonate di genitori angosciati e delusi. Ora dobbiamo proseguire sulla strada della contrattazione con l’Azienda per trasformare questa delusione in nuova linfa. Ce la metteremo tutta.

 

Quale ruolo ha giocato la politica locale?
Non lo so! Posso dire il ruolo che gioca il sindacato ogni giorno sui posti di lavoro. Un’attività costante e continua a fari spenti, senza il clamore della ribalta, cercando operosamente di risolvere i problemi dei Lavoratori.

 

Cosa ci riserverà il futuro?
Voglio fare una premessa importante, fino a febbraio 2017, solo in FCA avevamo circa 3.800 lavoratori in contratti di solidarietà. Per non parlare dell’indotto. Pura disperazione. Oggi la prospettiva è nettamente diversa. Ed è per questo che dobbiamo proseguire su questa strada. Infatti per comprendere fino in fondo la situazione abbiamo chiesto alle Segreterie Nazionali di sollecitare con forza un Tavolo su FCA ed aprire un confronto sia sugli aspetti connessi ai progetti industriali in corso, che in riferimento ai futuri scenari e ai riflessi sul piano occupazionale e di prospettiva. Vorremmo comprendere quale è l’indirizzo strategico aziendale in un momento così delicato sia per l’industria dell’auto e le diverse tipologie di motorizzazione. Soprattutto capire quali nuovi modelli verranno prodotti a Cassino oltre Giulia e Stelvio.

 

Gli accordi firmati nel passato sono stati un inutile sacrificio?

Ci tengo a ribadirlo, in questi anni, grazie agli accordi sindacali che abbiamo sottoscritto e ai conseguenti investimenti, abbiamo salvato gli stabilimenti italiani, Cassino in primis e ridotto fortemente l’utilizzo della cassa integrazione. Oggi addirittura il numero dei dipendenti in Italia è perfino in crescita (dati analizzati nel CAE di settembre 2017). Tuttavia l’obiettivo assunto in particolare in FCA dai vertici aziendali del pieno assorbimento dei lavatori entro la fine del 2018 è ancora lontano, poiché purtroppo ci sono ancora siti in cui si fa ricorso a cassa integrazione o a contratti di solidarietà.

 

Nonostante tutto è ottimista?

Rimbocchiamoci le maniche, solo questo posso dire a chi, invece, troppo spesso si limita a guardare e basta. La CISL come sempre farà la sua parte per i Lavoratori, che sono il vero capitale sul quale investire.

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