FdI e Pd stabili ma alle loro spalle c’è di tutto

Il sondaggio settimanale dell'Istituto Tecné. Stabili FdI e Pd: stessi numeri di due settimane fa. Ma alle loro spalle crolla la Lega, recupera il M5S. Le elezioni fanno bene a Berlusconi e Bonino. Il dato di Calenda + Renzi

Il dato si è stabilizzato. O se preferite: i numeri ormai sono questi. Tra Fratelli d’Italia e l’alleanza che vede insieme Partito Democratico, Articolo Uno e Socialisti c’è una forbice identica a quella di due settimane fa. Non solo: il dato individuale è rimasto lo stesso, al centesimo. (Leggi qui: Il Pd sale, il centrodestra domina: effetto elezioni sui Partiti).

Lo dice il sondaggio realizzato dall’istituto Tecné questa settimana per il Tg5 di Mediaset. Come sempre ha preso in considerazione un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, mille persone sentite tra l’8 e l’11 di agosto.

Nulla si muove sotto alle urne

A colpire è la cristallizzazione delle posizioni dei due Partiti principali. Al primo posto nel gradimento degli elettori italiani sondati da Tecné c’è Fratelli d’Italia che sta al 24,2%. Alle sue spalle c’è il Pd con Art.1 e Psi al 23,8%.

Le dichiarazioni di Matteo Salvini sono costate alla Lega quasi un punto percentuale in 15 giorni: il Carroccio era al 13,9% due settimane fa (aveva appena perso lo 0,7) poi una settimana fa era al 13,4% perdendo così un altro mezzo punto; la rilevazione di questa settimana colloca la Lega al 13%.

Le elezioni fanno bene

L’andamento dei Partiti

È in salute Forza Italia che si sta avvicinando alle percentuali profetizzate da Silvio Berlusconi quando aveva avvisato gli alleati che lui in campagna elettorale avrebbe scalato le posizioni. Oggi è all’11,4% cioè mezzo punto in più di una settimana fa. Il sondaggio non ha fatto in tempo a rilevare le reazioni legate alle dichiarazioni del Cavaliere sul Presidenzialismo e sulla necessità che dopo il voto Sergio Mattarella si dimetta.

Ha fatto bene l’iniezione di coerenza fatta da Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle. Dopo l’annuncio che ci sarebbe stato il ricambio e nessuna deroga per il terzo mandato, il M5S è tornato a salire ed ha preso uno 0,3% in più della scorsa settimana e lo 0,4% su due settimane. Ora si attesta al 9,8%.

Effetto positivo anche per i radicali di Più Europa che arrivano al 3%. La retromarcia di Carlo Calenda porta Azione all’1,9% ma sommando il dato dei renziani di Italia Viva si raggiunge il 4,7%.

Affluenza e coalizioni

Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica

Il dato complessivo delle coalizioni registra piccoli scostamenti: Il centrodestra guadagna uno 0,2% e sale al 49,7% mentre il centrosinistra (che ha subito la perdita di Azione) scende dello 0,3% e si attesta al 30,6%.

Sale invece l’affluenza stimata. Questa settimana gli elettori che manifestano l’intenzione di andare ai seggi sono il 61,2%, in pratica un punto in più rispetto alla scorsa rilevazione.

All’interno di questo gruppo, oltre la metà esprime la preferenza per un Partito (il 55,2% con un aumento del +0,4); Invece gli indecisi o quelli che intendono astenersi sono al momento il 44,8% (-0,4).

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