FdI: «Fascisti a chi?». Battisti: «Caligiore mica si offende»

A Ceccano conferenza stampa di Fratelli d’Italia contro «l’atto spregevole» della ricandidata consigliera regionale del Pd. Che l'altra sera li ha chiamati fascisti

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Oggi questa città è in mano ai fascisti» ha tuonato il vice Segretario regionale Pd Sara Battisti l’altra sera. Lo ha detto nella Ceccano guidata ormai da due mandati da un sindaco di Fratelli d’Italia. Parole lanciate poco prima che l’assessore alla Sanità e candidato Governatore Alessio D’Amato attraversasse il Ponte Francese ed entrasse nel comitato elettorale di Andrea Querqui. (Leggi qui Da Ponte Milvio al Ponte francese di Ceccano).

Fratelli d’Italia, in tutta risposta, ha tenuto stamane una conferenza stampa al gran completo. Per pretendere «scuse pubbliche alla Città che ci ha scelto democraticamente».

Reclamano le scuse da Sara Battisti. Ed una presa di distanze del consigliere comunale di opposizione Andrea Querqui, candidato come indipendente nella lista del Pd, a sostegno del candidato presidente D’Amato.

Niente scuse ai Fratelli

Sara Battisti nella conferenza in cui pronuncia l’espressione fascisti

Non arrivano né le scuse pubbliche dell’una né la presa di distanze da parte dell’altro. Sara Battisti contestualizza la sua frase. E lo fa richiamando un episodio di quasi un anno e mezzo fa: «Tutti ricordiamo il sindaco Caligiore che ha dichiarato, durante un Consiglio comunale, di non sentirsi affatto offeso dall’appellativo “fascista”, anzi».

Si riferisce a un botta e risposta tra la consigliera di centrosinistra Emanuela Piroli e il primo cittadino di FdI. In sala consiliare, dopo esser stata definita «amica dei Talebani», Piroli sbottò: «Io questa roba qua non l’accetto, io “fascisti”, qua dentro, non l’ho mai detto a nessuno». E Caligiore allora rispose: «Non è che ci offendi se ce lo dici». Era il 20 agosto 2021. (Leggi qui Ceccano fa i conti anche con i talebani e le camicie nere).

Ma da dove parte tutta questa polemica? Perché l’esponente Dem ha usato l’espressione fascisti? Tutto nasce da una sarcastica storia social di Caligiore: una foto di Querqui con il movimento giovanile Progresso Fabraterno, ribattezzati “Regresso” e ritratti di fatto come pagliacci per via del sostegno dato a Querqui senza simbolo del Pd.

Il ‘pomo’ della discordia

Il post del sindaco di FdI Roberto Caligiore

I diretti interessati ne hanno parlato a Sara Battisti in occasione dell’evento con D’Amato, riportandolo come «un fatto gravissimo».

È da lì che vuole ripartire Battisti: «Da un rappresentante delle istituzioni – dice al sindaco Caligiore – ci si aspetta il sostegno verso un gruppo di ragazzi, prescindendo dalle idee, che decide di impegnarsi politicamente e non le denigrazioni diffuse a mezzo social».

Caligiore, mettendo le mani avanti, ne aveva già parlato in conferenza stampa: «Ci dispiace che il signor Querqui e chi lo appoggia si siano risentiti per alcune battute fatte via social in maniera goliardica per sottolineare la sua incoerenza. Ma non risentono quando la Città viene tacciata di non essere democratica. Questo ci dispiace ancor di più».

«Hanno cambiato idea?»

L’inaugurazione del comitato elettorale di Querqui

Ecco, ora si può passare a Sara Battisti che dà dei “fascisti” ai Fratelli d’Italia di Ceccano. «Perché il sindaco ha cambiato idea? – sferza la capolista regionale del Pd -. Nessuno ha mai messo in dubbio che la regolarità del voto e che Caligiore sia un sindaco democraticamente eletto. Ho auspicato una fase di rinnovamento, che parta proprio dai giovani. Gli stessi che questa amministrazione mette alla berlina se la pensano diversamente».

Resta il fatto che li hanno chiamati “fascisti”. «Ci siamo stufati delle offese di personaggi che si ricordano di Ceccano solo durante le elezioni – ha esordito oggi Caligiore -. Finché sono critiche politiche, ci possono stare. Siamo stati attaccati in maniera spregevole. E rappresentando una comunità, la devo difendere da queste accuse».

Alla conferenza stampa di oggi hanno preso parte anche il deputato ceccanese Massimo Ruspandini e il consigliere provinciale Daniele Maura: il presidente provinciale di FdI e il candidato di punta alle Regionali. E poi c’era tutta la Giunta comunale, eccetto Angelo Macciomei, assessore della Lega. Un Carroccio indebolito dal passaggio dell’ormai ex capogruppo consiliare Pasquale Bronzi a FdI: a seguito della candidatura dell’indipendente Marco Corsi nella lista regionale del Partito di Salvini. (Leggi qui Il Corsi che allarga ed i Civici che disorientano).

«Si scusi con la Città»

La conferenza stampa di FdI

«La nostra città è stata definita “in mano ai fascisti”, con un senso spregiativo rispetto a come viene gestita e governata – così il sindaco Caligiore -. Proprio il fatto di esprimersi in questo modo, da parte di una consigliera regionale uscente, denota un’antidemocraticità importante. Sono dichiarazioni già fatte da Sara Battisti nel 2015, quando appoggiava il candidato sindaco di Centrosinistra Marco Corsi, e oggi non possiamo più soprassedere. È troppo importante che di questa Città se ne parli bene».

Caligiore non accetta che il Comune di Ceccano venga definito malgovernato da «chi non ha fatto neanche il consigliere comunale prima di entrare in Regione e ha quindi un metro di giudizio completamente diverso. Chi rappresenta Fratelli d’Italia, invece, ha un curriculum importante nelle amministrazioni comunali». Ha esemplificato con l’ormai vicecapogruppo alla Camera Ruspandini, già vicesindaco e ancor prima consigliere d’opposizione, e il consigliere di Giuliano di Roma, due volte consigliere provinciale prima della candidatura alle Regionali.        

Altro che “fascisti”: «Noi onoriamo tutte le commemorazioni, ne abbiamo anche aggiunte altre. E siamo quelli che hanno introdotto lo Sprar per un’accoglienza fatta con le regole». L’applicazione delle regole, nel 2018 in effetti fece scattare la clausola di salvaguardia: riducendo il numero di rifugiati da 125 a 65. In quanto alle commemorazioni, in sala qualcuno sussurra la volta che si sono dimenticati del Giorno della Memoria. (Leggi qui Re, dame, fanti: a Ceccano fanno il derby fra due stragi).

«Ceccano ha cambiato»

Una veduta di Ceccano

«È una città che ha cambiato dopo mezzo secolo di Centrosinistra – ha dichiarato ancora il sindaco Calgiore – e, quando i cittadini votano, bisogna rispettarli. La signora Battisti se ne deve fare una ragione». Alle Elezioni Politiche il Centrodestra trainato da FdI ha confermato il 51% dei voti, «malgrado lo sgambetto di Marco Corsi – ha ricordato Caligiore – che lei ha appoggiato come candidato sindaco di centrosinistra con Mauro Buschini».

Corsi è l’ex presidente del Consiglio del Caligiore 1, candidatosi invano a sindaco contro il Caligiore 2 malgrado il sostegno del Pd, e ora candidato indipendente della Lega alle Regionali. «Nel 2020 – ha rammentato il sindaco di FdI – ha votato il 72% degli elettori e la maggioranza assoluta, il 51% ossia 7 mila cittadini su 19 mila, ha scelto liberamente questa Amministrazione al primo turno». Il cinquantuno percento, poi, è stato confermato alle Politiche ma con un’affluenza al 58%.  

Un’alta affluenza quella delle Comunali, però, che a detta di Caligiore dimostra «quanto questa comunità sia libera e quanto le offese di Sara Battisti, non solo alla Politica ma a tutta la Comunità, vadano sedate soltanto con scuse immediate che pretendiamo». Non sono arrivate.

«Ma che ne sa lei?»

Massimo Ruspandini

Ruspandini, leader ceccanese dei Fratelli provinciali, vede soltanto «il colpo di coda di una tradizione che noi ci siamo scrollati di dosso ma non è di certo rappresentata da Sara Battisti. Con i “Comunisti” di Ceccano noi abbiamo sempre avuto ottimi rapporti, lei è una radical chic».

L’Onorevole ci è andato giù pesante: «Si sono fatti schifare da questa città e ho una certezza: Ceccano resterà sicuramente amministrata dal nostro mondo, totalmente diverso dal loro, dopo aver imparato proprio dai loro errori e combattuto una Politica basata sul privilegio. Noi veniamo quasi tutti da famiglie di Sinistra, ma che ne sa Sara Battisti di Ceccano? Sono deluso da lei, come persona, e mi dispiace per chi la segue a Ceccano. Ceccano sta da un’altra parte oggi e ci resterà».

Rispetto ai seguaci, Ruspandini ha rivolto invano un appello al candidato indipendente di Ceccano: «Se Andrea Querqui considera suo padre come un riferimento, credo che debba prendere esempio piuttosto dall’ex sindaco Gianni, che mai si è lasciato andare a frasi del genere, che riconducono la Politica a un livello becero».

Il candidato di Ceccano

Caligiore e Ruspandini con il candidato di Centrodestra Francesco Rocca, originario di Ceccano

Ruspandini ha chiesto di prendere le distanze da «una Signora che non conosce niente di Ceccano e della “Ceccano comunista” – così Ruspandini -. Ceccano è stato un paese comunista, ma non c’entra niente con la tradizione radical chic che lei rappresenta e rincorre. La storia, tra l’altro ci risarcisce: il candidato alla Regione Francesco Rocca è un candidato di Ceccano e verrà a Ceccano a ribadire la sua Ceccanesità. E Sara Battisti è la nostra migliore alleata». (Leggi qui Ruspandini: «La mia Destra piace pure ai Comunisti per la sua Ceccanesità).  

Caligiore, nell’occasione, ha riattaccato il Pd regionale. Di fatto FdI sostiene da anni che il Partito Democratico abbia favorito i Comuni sodali nell’ottenimento di finanziamenti pubblici. «In questi sette anni di Amministrazione comunale, durante il doppio mandato di Zingaretti alla Regione – così il sindaco Caligiore – non mi sembra che i consiglieri regionali del Pd abbiano messo mano per Ceccano al loro platfond da destinare ai Comuni».

Tutto il contrario, a detta di Caligiore, del consigliere regionale di FdI Giancarlo Righini: «Grazie alla vicinanza dell’onorevole Ruspandini, del consigliere provinciale Maura e del sottoscritto, chi non prende voti in questa provincia ha portato finanziamenti a Ceccano». Ha parlato della corrente realizzazione di un’importante rotatoria da parte dell’Astral e dei 450 mila euro ottenuti per la riqualificazione dello stadio Dante Popolla.

«E Bosco Faito?»

Caligiore ha fatto presente altresì che «anche la richiesta di gestione comunale del monumento naturale Bosco Faito, è stata fortemente osteggiata dal Pd e dall’Amministrazione provinciale guidata dal signor Antonio Pompeo. Il vicepresidente di Commissione Righini, invece, ha sbrogliato la situazione e Bosco Faito tornerà alla città di Ceccano». (Leggi qui Caligiore 1 e Caligiore 2 su Bosco Faito e poi qui La Contea si riprende Bosco Faito).

Caligiore ha lamentato altresì che «non si sono ancora viste le bonifiche promesse dal 2018 a Ceccano all’interno del Sin della Valle del Sacco». Anche per la messa in sicurezza d’emergenza di due ex di Ceccano, Annunziata di via Ponte e Snia di Bosco Faito, la gara d’appalto sono state aperte entro il termine ultimo di dicembre 2022. Ci ha pensato il commissario straordinario Lino Bonsignore per conto della Regione. (Leggi qui Valle del Sacco, il miracolo del Bonsignore).

Dalla lista dei primi siti da bonificare, all’interno del Sito di interesse nazionale, è stata estromessa in corsa tra le polemiche l’ex discarica Vignatonica di Ceccano: che verrà bonificata a parte dalla Regione in sostituzione e in danno del proprietario, il Comune. Caligiore, però, l’ha menzionata soprattutto per un altro motivo: «Voglio ricordare che fu aperta con ordinanza numero 376 del 12 novembre 1993, quando non era sindaco Roberto Caligiore bensì Gianni Querqui». Ovvero padre e sostenitore di Andrea, ormai candidato indipendente del Pd alle elezioni regionali.

«Noi niente bassezze»

Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore

«Sono argomenti che abbiamo sempre volutamente sottaciuto, perché abbiamo voluto sempre mantenere alto il livello della Politica e non ricorrere a queste bassezze», ha puntualizzato Caligiore nel corso del suo discorso di venti minuti.

Pensa che la candidatura di Querqui non sia a favore della città bensì esclusivamente della corrente maggioritaria provinciale del Pd, Pensare Democratico, guidata da Francesco De Angelis. «Querqui si candida al servizio di una corrente del Pd e delle sue battaglie politiche per far fuori Pompeo (leader della minoritaria Base Riformista, Ndr) – ha sostenuto Caligiore -. L’incoerenza dell’indipendente Querqui e dell’alleata Piroli li fa ritornare dove erano partiti e sapevamo sarebbero tornati, nel Pd e nell’alveo di De Angelis».

C’è ancora il tempo per uno doppio scambio a distanza: prima tra Caligiore e Querqui, Sindaco e Oppositore; e poi tra Battisti e Maura, nell’ordine candidati di punta di Pd e FdI alle Regionali di domenica 12 e lunedì 13 febbraio.

«Ah, per lui ‘fascisti’ è un insulto?»

Il consigliere d’opposizione Andrea Querqui, candidato indipendente del Pd alle Elezioni regionali

«Se ci fosse stato tutto questo buon governo, noi oggi non saremmo qua – dice Caligiore per conto del Centrodestra -. Non permettiamo a nessuno di dipingerci come il male assoluto, anzi rispettassero le comunità in cui vengono a chiedere i voti. Facessero la loro campagna elettorale e mantenessero l’educazione istituzionale, noi possiamo dare solo lezioni di bon ton a chi la Politica la fa con le bassezze».

La replica di Querqui è sulla falsariga di quella della Battisti: «Prendo atto che per la maggioranza consiliare sia un’offesa essere definiti “fascisti”. Mi sembravano di diversa opinione durante il Consiglio comunale in cui la consigliera Piroli, in risposta al consigliere di FdI Massa che ci definì “amici dei talebani”, sottolineò come nessuno tra noi avesse mai denigrato i membri della maggioranza chiamandoli “fascisti”».

E conclude: «Allora, il Sindaco Caligiore si è sentito libero di affermare che l’appellativo “fascisti” non li avrebbe comunque offesi. Alla luce di quei fatti, pensavo che tuttora non sarebbe stato considerato un insulto. Sono sollevato nel riscontrare un moto di coscienza storica da parte loro, prenderò atto di questa nuova prospettiva». (Leggi qui Cosa c’è dietro alla scelta di Querqui candidato alle Regionali).

«Perché Daniele Maura»

Il consigliere provinciale Daniele Maura, candidato di FdI alle Regionali

Perché viene candidato Daniele Maura? Ha risposto Caligiore: «Ha dimostrato in questi anni coerenza, vicinanza alla nostra città e alle sue problematiche». In cambio gli hanno dato una forte spinta verso la doppia elezione in Provincia e lo sosterranno alle Regionali.

Anche Maura, ormai in piena campagna elettorale per le Regionali, pensa che «a Ceccano sono stati posti solo ostacoli e vincoli davanti ai finanziamenti. Sara Battisti poteva venire a raccontare cosa avrebbe fatto per la città e la Valle del Sacco, per l’industrializzazione e la reindustrializzazione di questa area, ma anche lì tabula rasa. L’unico argomento che aveva, evidentemente, era parlare di una nuova “Liberazione” a cento anni dal crollo del fascismo».

Ha criticato la consigliera Battisti su tutta la linea: «Possiamo ricordare Sara Battisti per la grande battaglia salita agli onori della cronaca, l’unica legge fatta, la tampon tax, il rimborso di cinque euro all’anno rispetto a una spesa di cento euro».

Battisti fa l’elenco

Sara Battisti e Andrea Querqui con il candidato presidente Alessio D’Amato

Sara Battisti, ironicamente, ringrazia «perché Maura sottolinea un grandissimo risultato, visto che con la nostra battaglia si è intervenuti anche a livello nazionale contro un balzello iniquo e che penalizza le donne».

Da Battisti, se «Maura vuole focalizzarsi sugli obiettivi raggiunti in questo ambito», parte l’elenco: legge sulla parità salariale tra i sessi, rete antiviolenza, legge per il contrasto al revenge porn, equo compenso, accesso alle carriere scientifiche.

«Oppure possiamo parlare del turismo nella nostra Provincia, divenuta finalmente meta appetibile grazie ai distretti, alle Dmo, agli investimenti – conclude la ricandidata Sara Battisti – O ai fondi sull’edilizia sanitaria ottenuti grazie al nostro lavoro. Lui quale risultato avrebbe raggiunto per il nostro territorio da consigliere provinciale? Potrebbe parlarci di come nel suo partito si prometteva il taglio delle accise sulla benzina una volta al governo, sappiamo tutti come è andata a finire». (Leggi qui L’orgoglio di Sara: «È per le donne che dobbiamo vincere»).

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