FdI: “La crisi è dietro l’angolo, solo il Governo non lo sa”

Il dibattito a distanza sul taglio del cuneo fiscale. Picano, responsabile regionale del dipartimento Crisi Aziendali di Fratelli d'Italia: "L'unico a non avere detto la sua è questo governo”. Indica la via dell'agricoltura e dell'innovazione: "L'autosufficienza alimentare è un traguardo da raggiungere con urgenza”

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Da destra a sinistra. L’ultimo segnale è stato quello di Maurizio Landini, il Segretario nazionale della Cgil: “La situazione è peggiorata, stiamo andando verso una situazione drammatica e serve intervenire ora, non aspettare l’autunno. Se non si interviene oggi la situazione è tale che diventa esplosiva. Servono misure straordinarie considerato che tutti parlano di salari bassi e povertà“.

È lo stesso concetto espresso nelle ore scorse dai leader nazionali di Cisl e Uil, dal vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe, dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Il Festival dell’Economia e la diretta nella trasmissione Mezz’ora in più su Rai3 vedono tutti d’accordo sull’obiettivo, distanti sulla strada da imboccare per raggiungerlo.

Gabriele Picano

«Il vero punto è che questo esecutivo perde il suo tempo a causa dei conflitti interni ad una Lega che vorrebbe fare l’opposizione ma ha la sua convenienza a stare al Governo; ad un Movimento 5 Stelle in eterno conflitto con se stesso; ad un Pd che non si rassegna alla sua incapacità. Ormai tutti gli stanno dicendo che è indispensabile affrontare la crisi economica ed aumentare i salari in busta paga. L’unico che sembra non accorgersene è proprio il Governo». Gabriele Picano è il vice presidente provinciale di Fratelli d’Italia e responsabile regionale del dipartimento Crisi Aziendali di Fratelli d’Italia.

Il problema del cuneo

Gabriele Picano è in sintonia con Maurizio Stirpe: “Occorre un sensibile aumento degli stipendi, riducendo le tasse sul lavoro. Va premiata la produttività: i nostri competitor europei lo hanno fatto e la loro economia va meglio della nostra. Il dibattito va affrontato“.

Non condivide le posizione del leader della Cgil Maurizio Landini: “I soldi per compensare quel taglio delle tasse non vanno creati mettendo nuove tasse, fossero pure sugli extragettiti; sarebbe un freno per l’economia. Occorre innanzitutto tagliare gli sprechi e puntare sulla crescita

A preoccuparlo è il silenzio del Governo. “Il vice presidente di Confindustria parla di 16 miliardi da distribuire per un terzo alle imprese e per due terzi a favore dei lavoratori. In questo modo i dipendenti si sarebbero trovati circa 1200 euro in più in busta paga, una mensilità netta in più. La proposta c’è. L’intesa tra Industriali e Sindacati c’è. Manca un segnale dal Governo. Il ministro del Lavoro è l’unico a non avere fatto sentire la sua voce”.

L’autosufficienza alimentare

All’orizzonte, Gabriele Picano vede anche i rischi connessi alla guerra in Ucraina. Il tema è quello dell’autosufficienza alimentare. Chiede di rendere l’agricoltura un settore che possa essere realmente green, sfruttando al meglio i fondi e le tecnologie che arrivano in dote con i dettami del PNRR.

Per l’esponente politico cassinate la necessità è quella di dare più ascolto possibile ai passi che la Scienza sta facendo, ogni giorno di più, come rilanciato anche sul nostro territorio dal recente convegno tenutosi in Camera di Commercio, che ha messo al centro l’importanza di ripensare il sistema energetico nel basso Lazio.

Abbiamo bisogno di buone pratiche – ha affermato Picano – perché le idee ci sono ed abbiamo anche le teste che le pensano. Mi viene da pensare al Professor Vigo, già rettore della nostra Università, che di idrogeno parlava anni fa. Oggi altri lo fanno, noi siamo ancora qui a cercare di capire di cosa si tratti“.

Perché l’agricoltura?

Paolo Vigo

L’agricoltura è il settore in cui si devono mettere in campo le pratiche più innovative per Picano, perché è proprio questo il settore che più ha possibilità di crescita e sviluppo nell’ottica di un futuro che sia realmente green e non a chiacchiere. “Pensiamo all’idrogeno – ha sottolineato l’esponente di FDI – questa è l’unica fonte energetica che ad oggi possa definirsi realmente pulita e non inquinante, le sue applicazioni possono essere molteplici e da un punto si dovrà pur partire. Quel punto per me è il settore agricolo“. 

Proprio come sottolineato nel convegno della Camera di Commercio però, una delle sfide più grandi è quella di realizzare infrastrutture che siano in grado di sostenere la transizione, perché non si può pensare di parlare di idrogeno o di grandi impianti fotovoltaici senza avere un territorio pronto, sia a livello squisitamente fisico, sia a livello intellettuale. “Con questa burocrazia che ci ritroviamo – ha continuato Picano – diventa complicato anche mettere a terra un pannello fotovoltaico, figuriamoci se provassimo a parlare di impianti di produzione di idrogeno. C’è bisogno di uno scatto e bisogna farlo adesso, snellendo le procedure“. Il tutto in una provincia in cui una larga parte del territorio da anni non può essere utilizzata perché interdetta alla coltivazione, come la Valle del Sacco.

E’ avvilente come nessuno abbia pensato ad utilizzare in maniera diversa quei terreni, c’erano molteplici possibilità, tra fotovoltaico e produzioni ‘no food’ eppure la Regione si è limitata a vietare qualsiasi cosa, salvo poi dire che aveva sbagliato”.

Questione di ambiente e di costi

LAVORI DEL CONSORZIO DI BONIFICA

Il costo dell’energia è forse oggi la sfida più importante che gli imprenditori agricoli si trovano a fronteggiare, un aggravio che non riguarda solo i privati, ma anche gli enti pubblici ed è qui che si deve concentrare la prima parte della battaglia, iniziando dalle fonti rinnovabili. “Pensiamo ai Consorzi di Bonifica – ha affermato Picano – a pochi giorni dallo scoppio della guerra, ANBI Lazio aveva lanciato il suo allarme, sottolineando come tutti i miglioramenti infrastrutturali per il risparmio energetico sarebbero stati vanificati dall’aumento dei costi. Oggi, quell’aumento, è ormai storia e c’è bisogno il più possibile di ridurre i costi”.

Alla riduzione dei costi però deve essere affiancato uno sguardo proiettato al futuro nella salvaguardia dell’ambiente ed è qui che rientra in campo l’idrogeno, insieme alla buona pratica dei biodigestori. “Nell’ambito di alcuni piani già presenti in altre regioni, i concetti dell’agricoltura 4.0 ci parlano di fertilizzanti prodotti grazie all’idrogeno verde, così come allo stesso modo potremmo utilizzare i processi di biodigestione dei reflui per creare biogas ed ammendante. – Ha spiegato Picano, che continua – Pensare che ogni azienda agricola possa essere una piccola centrale elettrica è un concetto che dobbiamo fare sempre più nostro”.

Affrontare il presente

Importante per Picano ora è però guardare al presente e a tutto quello che accade nel mondo reale, fatto di centinaia di imprese che stanno affrontando una vera e propria tempesta, quella energetica.

Nessuno pensi che però nel nome di un ambientalismo a tutti i costi non si debba affrontare la reale emergenza del momento. L’aumento dei costi dell’energia è un’evidenza. Il governo – conclude Picano – deve mettere in campo ogni iniziativa utile a salvaguardare le aziende agricole, strozzate dai costi di energia e carburanti. A questa gente, a chi ogni giorno si spacca la schiena per garantirci prodotti di qualità vanno date prospettive. Non è ora di mancette. Permettono di tirare a campare per qualche mese e poi quel che sarà, sarà”.

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