FdI saluta la Lega e il suo Patto. Ora parla con Conte e Taddeo

Fratelli d'Italia prende atto della scelta fatta dalla Lega. Che andra con Bartolomeo, Udc e Costa. Le tre vie possibili: Conte, Taddei e Forza Italia, oppure da soli. Le mosse di Moscardelli. Il tour di Di Gabriele. I dubbi del M5S. Chi è rimasto con Paola Villa

Fratelli d’Italia getta la spugna: la Lega si è fatta la sua coalizione per le Comunali di Formia. E li ha lasciati a terra. Come era già accaduto a Terracina e Fondi lo scorso autunno non ci sarà l’unità del Centrodestra alle urne. Il Direttivo comunale del Partito di Giorgia Meloni si è riunito nelle ore scorse: ha preso atto che è caduto nel vuoto l’appello lanciato due settimane fa dai suoi vertici. Invocavano un chiarimento politico tra i Partiti del centrodestra. Nessuno ha risposto.

La Lega nel frattempo ha stretto un patto con una prima parte del Pd, Udc ed i civici di Riportiamo con voi, la formazione determinante per l’elezione e poi per la caduta del sindaco Paola Villa. Un accordo talmente solido da avere già individuato il nome del candidato sindaco: verrà scelto tra Amato La Mura e Nicola Riccardelli. È solo una questione di forma e non di sostanza. (Leggi qui Due nomi per un sindaco: si a La Mura e Riccardelli).

Il Direttivo dei Fratelli

Gianni Carpinelli tra Pasquale Cardillo Cupo ed Enrico Tiero

Fratelli d’Italia ha dovuto prendere atto che non esistono più margini di ricompattamento. “Abbiamo preso atto della ormai ufficiale volontà della Lega di partecipare ad una coalizione con parte del centrosinistra e fuoriusciti della fallimentare esperienza Villa. È un’ipotesi neanche lontanamente ipotizzabile per i candidati e i simpatizzanti di Fdi”.

Cosa farà ora FdI? Le strade sono due. Le ha tracciate il presidente del circolo Gianni Carpinelli. Fino a pochi giorni ha fatto l’impossibile per tenere allacciata la sottile linea di dialogo con i dirigenti della Lega. Ora le comunicazioni sono interrotte.

Fdi considera invece di nuovo “apprezzabile” la candidatura a sindaco per l’ex deputato di Forza Italia Gianfranco Conte. La sua civica Formia con te aveva costituito un coordinamento con FdI che si era impegnata a sostenerlo nella corsa elettorale. Un patto che finora però era stato benedetto solo dal vice coordinatore regionale Enrico Tiero nel più assoluto silenzio del coordinatore provinciale Nicola Calandrini e del deputato Ue Nicola Procaccini. Addirittura, il direttivo formiano di FdI aveva subito stoppato quella che riteneva una fuga in avanti compiuta da Gianfranco Conte. (Leggi qui In purezza: FdI sfratta Conte dai suoi progetti elettorali).

Nel Partito però c’è anche un’anima che vedrebbe bene l’alleanza con quel che resta del centrodestra: con la sola Forza Italia. È un’idea che piace al presidente Gianni Carpinelli ma anche a Stefano Zangrillo, componente formiano del coordinamento provinciale di Latina del Partito.

Confronto con Conte e Taddeo

Quale delle due strade verrà imboccata? Per sceglierla, il Partito nei prossimi giorni incontrerà sia Gianfranco Conte e sia Gianluca Taddeo, mister preferenze a Formia sul quale ha messo la mano sulla spalla il senatore Claudio Fazzone, Coordinatore regionale di Forza Italia. (Leggi qui Le incompiute pontine di un centrodestra senza mastice).

Dice Zangrillo: “Abbiamo appreso della candidatura di un autorevole esponente di Forza Italia. Sia con lui che con l’onorevole Gianfranco Conte nei prossimi giorni sarà necessario avviare un confronto serio per valutare eventuali convergenze su temi e programmi comuni per il rilancio cittadino”.

E se questa verifica si concludesse con un nulla di fatto? Ipotesi che non è da escludere: le sensibilità interne a FdI sono tante. Il portavoce di Fdi Giovanni Valerio lo sa bene. Non esclude di contribuire a polverizzare ulteriormente il centro destra cittadino: “Grazie alle competenze e professionalità interne, Fdi non rinuncia in alcun modo alla concreta possibilità di poter esprimere una propria candidatura alla guida della città”.

Il Pd invece converge

Sandro Bartolomeo e Luca Magliozzi

Il Partito Democratico invece si prepara a seguire il suo ex (4 volte) sindaco di Formia Sandro Bartolomeo. È stato lui a gettare il ponte che ha costruito l’alleanza trasversale con esponenti della Lega, dell’Udc e di Ripartiamo con Voi.

Nel Partito ci sono forti focolai di discussione. La parte più pragmatica proponde per una soluzione di bandiera, identitaria. Una strategia che già la volta scorsa ha dimostrato i suoi limiti: è riuscita a portare in municipio il solo candidato sindaco Claudio Marciano. Questa volta il Partito non intende combattere una battaglia di rappresentanza ma vuole vincere l’intera partita.

Il segretario provinciale del Partito Democratico Claudio Moscardelli ha avuto un lungo incontro formiano con il segretario Dem Luca Magliozzi. Il senatore Moscardelli  ha tracciato la rotta: ha disposto che Magliozzi avvii un confronto ufficiale con il patto trasversale per giungere ad un coinvolgimento dell’intero Partito e non solo dell’ala che si riconosce in Sandro Bartolomeo.

L’orizzonte del presidente Di Gabriele

Interessato a capire la caratteristica di questo cartello elettorale è anche il presidente uscente del Consiglio comunale di Formia Pasquale Di Gabriele.

Pasquale Di Gabriele

Esponente di primissimo piano della lista “Formia città in comune” che sosteneva il sindaco Paola Villa, Pasquale Di Gabriele ha incontrato Sandro Bartolomeo. Lo ha fatto come rappresentante d’un gruppo di consiglieri comunali che aveva preso politicamente le distanze dalla professoressa Villa già prima della sua caduta amministrativa.

L’ex presidente d’Aula incontrerà tutti i soggetti già in campo nella campagna elettorale. È stato ospite del segretario Dem Luca Magliozzi e dell’ex sottosegretario Gianfranco Conte. Al termine di questo giro d’orizzonte scioglierà le sue riserve.

Di sicuro il gruppo non farà più parte della coalizione che ha appoggiato per 30 mesi il sindaco Paola Villa

Al momento sono rimasti vicino a Paola Villa solo i fedelissimi di “Un’altra città”. Trattative a buon punto sarebbero in corso con il Movimento Cinque Stelle. L’ha confermato il candidato a sindaco del 2018 Antonio Romano: “Il regolamento del Movimento ci offre delle deroghe per fare alleanze a livello locali e non esclude di sostenere sindaci uscenti. A meno che – ha puntualizzato Romano – gli obiettivi da perseguire siano chiari, limpidi e soprattutto concreti”. 

Articolo 1 dice no

Paola Villa

Nel dibattito è intervenuta Maria Rita Manzo, assessore alla Cultura nella Giunta di centrosinistra Bartolomeo Quater e ora dirigente di Articolo Uno, co-fondatore di Liberi e Uguali.

La Manzo pone un veto a far parte di “un’alleanza trasversale che trascura del tutto l’ipotesi di una coalizione forte e coesa di centro sinistra”.

Per l’esponente politico “Si tratta di una proposta che ci appare anomala, non condivisibile, si colloca fuori da quegli schemi che la politica anche altrove sta cercando di costruire nell’ambito del centro-sinistra. Il campo progressista è per noi il terreno nel quale coltivare – ha osservato la Manzo un possibile progetto politico”.

Il perimetro d’azione è ben definito. Per Maria Rita ManzoIl campo è largo e plurale ma ha un confine, quello dei valori e dei riferimenti ideali comuni”.

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