Felici, scontenti e spaventati: le reazioni ai risultati delle Regionali

Le reazioni nel Lazio ai risultati delle Regionali in Emilia Romagna e Calabria. Le conseguenze per il Governo. Ora Salvini sposterà l'attenzione sulla Regione Lazio

C’è chi attribuisce il merito alla buona politica del centrosinistra e chi invece è certo che al governo giallorosso sia stato consegnato un preavviso di sfratto. Chi assicura che non finirà a friggere patatine alla Festa de L’Unità e chi garantisce che sono state gettate le basi per la conquista delle roccaforti rosse. Sono tante nel Lazio le reazioni al voto regionale in Emilia Romagna e Calabria.

Conseguenze sul Governo

Nicola Zingaretti

Il Segretario Nazionale del Partito Democratico Nicola Zingaretti pensa già a come cambierà l’orizzonte politico. Auspica una fase 2 del Governo Conte. “Mi aspetto un rilancio della stagione riformista del governo” ha detto durante la conferenza stampa di oggi al Nazzareno. Significa che il Movimento 5 Stelle deve prendere atto di essersi dissolto e rivedere le sue pretese di condizionare in senso grillino l’azione del Governo.

Nel suo stile, Zingaretti non manda ultimatum. ma chiede “uno spirito di maggiore collaborazione”. Un sassolino se lo toglie dalla scarpa, ricordando che “in certe occasioni ha prevalso una volontà polemica anche a prescindere dal merito”. Insomma, arroccarsi e tentare di bloccare tutto non paga.

Più diretto Andrea Orlando, vice segretario del Pd. Dice che dopo questo risultato è giusto “modificare l’asse politico del Governo su molte questioni». In sostanza? “Il Movimento 5 Stelle dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l’attività di governo” ha detto a Radio Capital. Il primo banco di prova è la questione della riforma della Giustizia ed in particolare della Prescrizione.

Merito di Zingaretti

Non ha dubbi il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini. Attribuisce a Nicola Zingaretti tutti i meriti politici della vittoria.

Sostiene che “L’affermazione di Bonaccini e gli importanti risultati del Partito Democratico primo sia in Emilia Romagna che in Calabria, dimostrano come il Pd sia il pilastro attorno al quale è possibile costruire un centrosinistra unito e alternativo alle destre sovraniste e populiste”.

Mauro Buschini evidenzia che Nicola Zingaretti in questi mesi “ha rafforzato la nostra comunità: nonostante le scissioni sono aumentati i voti assoluti e soprattutto si è recuperata l’empatia con tanti cittadini che chiedono nuove risposte dalla politica. Ora bisogna proseguire su questa strada”.

Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Nicola Zingaretti

Più pragmatico Francesco De Angelis, leader della componente maggioritaria Pensare Democratico. “Ha vinto la buona politica e ha perso l’arroganza. È stata una bella vittoria, anche grazie alle sardine. Ha vinto Bonaccini, ha vinto l’Emilia Romagna, ha vinto il Pd, ha vinto Nicola Zingaretti. Ora ci sono tutte le condizioni per dare maggiore forza e sostegno all’azione riformatrice del Governo Conte“.

E siccome la lingua batte dove il dente duole, Francesco De Angelis evidenzia che “anche a Frosinone abbiamo bisogno di un congresso che metta in campo una nuova classe dirigente ed apra il partito democratico alle forze migliori del Paese. Un partito forte, unitario, aperto ed inclusivo“.

Gongola il Segretario Regionale dei Giovani Democratici Luca Fantini.Altro che smobilitare. Il Partito Democratico con il segretario Nicola Zingaretti, è il primo Partito in entrambe le regioni andate al voto. Siamo il vero argine a Matteo Salvini e alle destre. Una grande comunità che si è alzata in piedi per combattere“.

Meno male che abbiamo perso

Il volto rosso, gli occhi scavati dalla stanchezza, Matteo Salvini si sforza di cercare gli aspetti positivi nella sconfitta. “Ogni tanto si perde. Meno male. Abbiamo fatto sette elezioni regionali prima di questa e le abbiamo vinte tutte. Siamo la prima coalizione. E a livello nazionale avremmo stravinto”.

Cerca un colpevole al quale scaricare la colpadel ko. Lo individua dicendo “Ho fatto campagne elettorali in tutta l’Italia. Mai mi era capitato come in Emilia Romagna di avere così tanti comizi cancellati per le minacce fatte ai nostri candidati. L’arroganza e la violenza che abbiamo visto in certi contesti non ce la saremmo mai aspettata”.

Matteo Salvini con il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli

Il coordinatore provinciale della Lega Francesca Gerardi individua i tratti positivi. “In EmiliaRomagna la Lega ha gettato le basi anche perché fino alle scorse regionali aveva una presenza marginale”. La vittoria del Pd? “C‘è stato un travaso del Movimento 5 Stelle nel Pd: la riprova è che il candidato grillino non ha raggiunto nemmeno il quorum. Noi abbiamo eletto tanti consiglieri regionali, siamo quasi pari. Mi sembra un bel passo in avanti”.

In Calabria? “La Lega ha eletto 5 consiglieri regionali e Forza Italia soltabnto 3: già questo è sufficiente a dare la dimensione del nostro peso politico”.

Dalla regione Lazio è Pasquale Ciacciarelli a parlare. “Abbiamo quasi vinto nella roccaforte nazionale del Pd. Al nostro leader Matteo Salvini va riconosciuto il merito di avere tenuto aperta la partita. Ha fatto tutto ciò che era possibile. Ora tocca al Lazio: sono certo che lo avremo molto spesso da noi. Per iniziare una seria ed efficace azione di contrasto alla sinistra rappresentata da Nicola Zingaretti”.

Preavviso di sfratto

Usa toni trionfalistici il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini. Parla di “straordinaria vittoria del centrodestra in Calabria e ottimo risultato in Emilia Romagna che ha reso anche quella Regione contendibile”. Mette in evidenza “la crescita costante di Fratelli d’Italia, che è il partito che più aumenta i suoi consensi in termini percentuali e assoluti, in un trend consolidato in tutto il territorio nazionale”.

È convinto che il risultato delle ore scorse sia stato negativo per il Pd. “Se anche le prossime elezioni regionali, in programma in altre sei importanti zone del nostro Paese, dovessero confermare questo trend che vede il M5S ridotto ai minimi termini, allora questo sfratto deve diventare esecutivo e anche il Quirinale ne dovrà prendere atto

Nicola Procaccini

Per il senatore Massimo Ruspandinil’unica Regione in cui il centrosinistra poteva era l’Emilia Romagna e lì hanno vinto. Poi in tutte le ultime 8 consultazioni precedenti, le elezioni le hanno perse. In Calabria siamo molto contenti del risultato”.

La data del voto si allontana “Francamente non ho mai pensato che i risultati delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria potessero incidere sul governo. Il travaglio del 5 Stelle ci lascia capire che resteranno attaccati alla poltrona fino all’ultimo momento”.

Non finirò piddiota

Per il Movimento 5 Stelle nessuno dei parlamentari locali rilascia dichiarazioni. Ci pensa il reggente nazionale Vito Crimi “”Al cittadino non frega niente se fai il fronte contro la destra ma se aumenti il lavoro e riduci le tasse. Allora sì che va bene” dice in una conferenza stampa dal Senato.

Non è campo, fronte, la parola che deve farci concentrare sulla collocazione, perché sminuiremmo la natura del M5S. Noi siamo nati con 5 Stelle, che non erano sinistra-destra“, rimarca il successore di Luigi Di Maio, ribadendo che “noi dobbiamo lavorare sui temi e non sulla collocazione“.

Cerca meno voli pindarici il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. È il duro e puro che ha sempre detto no alle alleanze, sia con la Lega che con il Pd. “Crollare dal 30% al 3% in un solo anno è un evento mai accaduto a nessuna forza politica nella storia».

Tanti vogliono proseguire nel dialogo con il Pd e rimproverano a Luigi Di Maio di avere sbagliato tutto. Perché c’era la possibilità di allearsi in Emilia Romagna dove c’è stato il buon governo di Bonaccini. Anziché farlo in Umbria dove il Pd usciva da uno scandalo nella Sanità.

Davide Barillari

Davide Barillari non vuole nemmeno sentirne parlare. “Tanti del M5S scalpitano da fare nuovi accordi con il Pd, io non voglio finire a friggere le patatine alla festa dell’Unità. Ultima possibilità per salvare il M5s sono le assemblee dal basso che faremo il 2 febbraio in 5 regioni italiane dal nord al Sud con gli Stati generali della Carta di Firenze”.

Gli Stati generali si riuniranno a Torino, Roma, Somma Lombardo (in provincia di Varese), Ercolano (in provincia di Napoli) e Salandra (Matera).

La risposta è l’unità

Gianluca Quadrini, vice coordinatore di Forza Italia nel Lazio commenta i risultati mettendo in evidenza che “Queste elezioni dicono senza margine di dubbio che la risposta sta nel centrodestra unito. Solo l’unione ci assicura quella forza necessaria per essere vincenti. Invece si cerca l’unità solo quando si capisce di non avere la forza per vincere da soli”.

Mette in evidenza i risultati ottenuti in Calabria. “Noi siamo una forza moderata, europeista e non sovranista. Siamo noi la vera casa naturale dei moderati. Al centrodestra serve Forza Italia perché porta equilibrio. La vittoria in Calabria è maturata perché abbiamo saputo mettere in campo candidati seri e credibili”.

Anselmo Rotondo e Gianluca Quadrini

Cita il recente caso di Pontecorvo: “È così che si costruisce la nuova classe dirigente: come ha fatto il nostro sindaco Anselmo Rotondo, individuando il coordinatore comunale, senza attendere riforme, rivoluzioni o congressi. Non cìè più tempo da perdere. Avanti con questo rinnovamento”.

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