Ferraguti: «Gli elettori ci hanno detto basta al governo con il Pd in Provincia e all’Asi»

Silvio Ferraguti 20150723

di SILVIO FERRAGUTI

Dirigente nazionale di Forza Italia
Responsabile Dipartimento Lavori Pubblici

 

 

Leggo con interesse il dibattito che si è sviluppato sul  blog Alessioporcu.it e vorrei esprimere la mia opinione.
Forza Italia è ancora viva, anche e soprattutto in provincia di Frosinone. La straordinaria vittoria di Cassino al ballottaggio si aggiunge a quelle al primo turno a Roccasecca, Alvito, Vicalvi e Sgurgola. Senza dimenticare il successo di Sora: il sostegno del nostro partito al sindaco Roberto De Donatis è stato determinante.

Ma vorrei fare una considerazione anche sull’intero scenario nazionale. Insieme ai nostri alleati al ballottaggio abbiamo vinto in 29 Comuni e in altri 32 siamo stati competitivi. Ma laddove il centrodestra è riuscito ad essere unito, il Movimento Cinque Stelle non ha toccato palla. Viceversa, dove ci siamo divisi, i Cinque Stelle ne hanno approfittato.

Certamente questo dipende dal sistema elettorale: laddove c’è il doppio turno è chiaro che in un contesto tripolare (Pd, Forza Italia e Cinque Stelle) le alleanze fanno la differenza. Ma anche laddove le alleanze non sono state siglate, il nostro elettorato ha votato in funzione anti Pd. E questo dobbiamo tenerlo presente, perché significa che il popolo del centrodestra si sente alternativo alla sinistra e al Partito Democratico di Matteo Renzi.

Vero, i venti dell’antipolitica hanno soffiato forte.
Vero, l’astensionismo è cresciuto. Ma quando abbiamo messo in campo la nostra proposta politica, con serietà ed unità, abbiamo dimostrato di essere vivi.

Cassino può e deve diventare un modello e va dato atto al consigliere regionale Mario Abbruzzese di aver avuto un’ottima intuizione con la candidatura di Carlo Maria D’Alessandro. Detto questo, credo che perfino le vittorie vadano gestite. Dal nostro elettorato il messaggio che arriva è quello dell’unità e noi dobbiamo raccoglierlo in toto. Le discussioni interne sono un segnale di ricchezza, l’importante è che alla fine si trovi una sintesi costruttiva. Credo che questa sarebbe una piccola-grande “rivoluzione”.

Il professor Roberto D’Alimonte nella sua analisi del voto su Il Sole 24 Ore ha scritto: “I governi all’inizio del loro mandato godono di solito di un buon livello di popolarità. Con l’andare del tempo il livello diminuisce per toccare il minimo a metà del mandato e risalire – ma non sempre – con l’approssimarsi delle elezioni successive”. Ma è quel “non sempre” a fare la differenza. Il Governo Renzi non risalirà perché la gente ha semplicemente scoperto il bluff: dal jobs act a tutto il resto.

La vera alternativa di governo restiamo noi e il presidente Silvio Berlusconi lo dimostrerà ancora una volta. Possiamo e dobbiamo ancora interpretare quelle istanze di cambiamento che la gente chiede.

Un’ultima considerazione, pacata ma riflessiva. E’ vero che la Provincia e il Consorzio Asi sono enti di secondo livello, tuttavia il nostro elettorato si sente “distinto e distante” dal Pd. Forse sarebbe il caso di discutere del tema dell’alleanza con il Pd in questi contesti in sede di coordinamento. Anche perché, non possiamo certo permetterci il “lusso” di essere anche noi travolti dal fallimento politico senza appello dei Democrat e ad ogni livello, da quello nazionale a quello regionale e a quello locale.

Adesso il confronto si sposta sul referendum di ottobre: dobbiamo fare l’impossibile per determinare la vittoria dei no, che manderebbe a casa Matteo Renzi e tutto il centrosinistra.

A proposito, in questo Paese sarebbe opportuno ricordare che l’ultimo premier eletto è stato Silvio Berlusconi……!
 E che, dopo di lui, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi sono arrivati a Palazzo Chigi solo con manovre di Palazzo !

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