Formia-Gaeta in treno: via ai lavori. Zingaretti posa la prima pietra

Via ai lavori per l'ultimo tratto della Formia-Gaeta: il trenino torna dopo quarant'anni. I fatti dicono che fu un errore sopprimerlo. Nicola Zingaretti posa la prima pietra. Il significato politico

Unite da un frettoloso destino: Gaeta e Fiuggi hanno vissuto in parallelo l’ascesa ed il declino. Città in cui ha fatto tappa la Storia: a Gaeta ci fu l’ultima roccaforte dei Borbone e lì venne ammainata la loro bandiera; a Fiuggi Vittorio Emanuele III nel ’14 prese decisioni chiave per la I Guerra Mondiale. Perle del turismo: quello d’élite ad inizio Novecento per Fiuggi, quello più arrembante e palazzinaro di un’Italia ormai nel benessere degli anni Settanta per Gaeta.

Ascesa e caduta hanno viaggiato a braccetto usando lo stesso mezzo di trasporto: la littorina, il piccolo trenino Diesel che ha fatto la storia delle linee ferroviarie secondarie. Il declino turistico delle due città inizia con una decisione rivelatasi sbagliata: sopprimere il trenino Roma – Fiuggi e fare altrettanto con il Formia – Gaeta. Si riteneva che fossero due mezzi di trasporto sorpassati dal tempo, costosi, lenti.

I fatti hanno dimostrato che non è così. Fiuggi sta pensando a cosa sia possibile fare. Gaeta invece si prepara a riavere la sua ferrovia. Tra un anno, al massimo due, si potrà andare al mare a Gaeta in…treno.

La prima pietra dell’ultimo tratto

La littorina in partenza dalla stazione di Gaeta

Nel primo pomeriggio di giovedì, in pieno centro a Gaeta il presidente del Consorzio Industriale del sud pontino Salvatore Forte era felice come un bambino.

La notizia appena arrivata sulla sua scrivania era di quelle da condividere subito.

Per farlo gli sarebbe stato sufficiente impugnare il telefonino. Oppure attraversare la strada ed andare nel vicino palazzo municipale. Invece ha preferito andare di persona in via Giovanni XXIII e bussare direttamente a casa del sindaco Cosimino  Mitrano. Per fare o dire cosa?

Il complemento oggetto lo aggiunge il sindaco. “È venuto a comunicarmi  che giovedì 11 giugno verrà a Gaeta il presidente  della Regione Nicola Zingaretti per la posa della prima pietra dell’ultimo tratto della riattivata e nuova Littorina”. 

Un tempo era la Gaeta Sparanise

La stazione ferroviaria di Gaeta

C’erano le bandiere dei Savoia e tanti cittadini curiosi alla corsa inaugurale di quella che un tempo era una delle prime ferrovie italiane, almeno da Roma a scendere giù.  Si chiamava Gaeta-Sparanise.

Era il 3 maggio 1892. Il treno partì da Sparanise, nell’allora provincia di Terra di Lavoro alle 7.10 del mattino per arrivare a Gaeta alle 11 dopo aver percorso esattamente 59 chilometri e 124 metri. In quel viaggio attraversò le stazioni di Maiorisi, Carinola, Cascano, Sessa Aurunca e Cellole; i territori di Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Minturno, Formia. E infine, Gaeta, per lambire la spiaggia di Serapo.

Nel corso del tempo, nel 1932, l’ex Gaeta – Sparanise fu accorciata per ragioni economiche diventando la Formia-Gaeta privilegiando, dopo l’interruzione dovuta alle bombe alleate, sia il traffico merci che passeggeri. Il primo sopravvisse sino al 1 luglio 1981, il secondo, il 24 settembre 1966, tra accese polemiche e proteste della popolazione, venne soppresso e sostituito dal servizio bus delle Ferrovie dello Stato.

Da quel momento  il buio. Mentre Formia sopravvisse grazie al cemento, ai servizi e al commercio, la “cugina” Gaeta sprofondò nel più completo anonimato, conosciuto quale borgo di pescatori e di agricoltori e luogo, per via del suo monumentale carcere angioino, per espiare (almeno per i militari) peccati e reati.

Sviluppo industriale dai territori

Salvatore Forte (Forza Italia) Presidente del Consorzio Industriale del Sud Pontino

 Il progetto per la riattivazione della Formia – Gaeta è la dimostrazione del ruolo dei Consorzi Industriali. Sono loro a conoscere i territori, comprenderne le potenzialità alla luce della loro storia, evoluzione, errori. Il declino legato alla Ferrovia del Golfo ed il progetto per la sua riattivazione voluto dal Consorzio Industriale del Sud Pontino è uno di questi percorsi. Che ora il commissario per l’unificazione Francesco De Angelis dovrà avere l’abilità di amalgamare nel nuovo Consorzio Industriale Unico voluto dalla Regione Lazio per razionalizzare i costi.

Il completamento della riattivazione dell’ex ferrovia Gaeta-Sparanise a 39 anni dalla sua definitiva dismissione può servire a disegnare e armonizzare uno sviluppo compatibile. Che coniughi un diverso turismo, una mobilità più sostenibile e garantire un vettore al potenziato porto commerciale di Gaeta.

La pietra di Zingaretti

Nicola Zingaretti

Ne è convinta la Regione Lazio. Al punto che il presidente Nicola Zingaretti verrà a posare la prima pietra dell’ultimo tratto. In un territorio a fortissima vocazione forzista: Gaeta è guidata dal sindaco Cosimino Mitrano che è la punta della lancia amministrativa di Forza Italia nel pontino; il presidente del Consorzio Industriale Salvatore Forte ha come testimone di nozze il senatore di Fondi Claudio Fazzone che è coordinatore di Forza Italia nel Lazio ed ascoltatissimo all’interno di qualsiasi cerchio circondi Berlusconi.

Nicola Zingaretti va a mettere quella pietra per ricordare che negli ultimi otto anni le politiche industriali nel Lazio le ha fatte il suo centrosinistra. Con le scelte strategiche portate avanti da assessori come Gian Paolo Manzella (ora sottosegretario) e Paolo Orneli.

Soprattutto con la capacità di dialogo istituzionale che Claudio Fazzone ha saputo costruire con Nicola Zingaretti.

È grazie a quella capacità di confronto istituzionale che si è arrivati all’atto firmato da Nicola Zingaretti nel gennaio 2019: un atto della giunta regionale con cui era stato approvato lo schema di convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione ed il Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino.

I fondi destinati al completamento dell’opera furono previsti dal Piano Operativo Fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutture 2014-2020: erano complessivamente 34 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati alla Formia – Gaeta.

L’ultimo tratto

I lavori su uno dei tratti della Formia – Gaeta

L’ex ferrovia Formia-Gaeta è stata già ripristinata per quasi il 70% del suo originario tracciato, dalla stazione di Formia alla località Bevano.

La riattivazione dell’ultimo tratto riguarda circa tre chilometri della storica ferrovia. Realizzerà una sorta di metropolitana leggera che collegherà  la zona industriale di Bevano al piazzale dell’ex stazione di Gaeta, insomma a ridosso della spiaggia di Serapo

Qui, a poche decine di metri dall’abitazione del sindaco Mitrano si svolgerà la cerimonia di posa della pietra.

Una tappa fondamentale c’è stata l’8 aprile scorso, giorno in cui la commissione  tecnica ha concluso l’iter per la scelta  dell’imprenditore che dovrà occuparsi dei lavori. Verranno sostenuti grazie ad un finanziamento di dieci milioni di euro stanziato dal Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica. 

A realizzare l’ultimo segmento dell’opera  sarà il Centro meridionale Costruzioni. È un’associazione che vede alleate per questo progetto le imprese “Simeone & figli srl”, “Zappa Benedetto srl” ed “Eredi Giuseppe Mercuri spa”. Ha avuto la meglio presentando un ribasso d’asta del 19%. 

Per non fare torto

L’agenda di Nicola Zingaretti nel Golfo è fitta. Oltre alla posa della prima pietra inaugurerà il nuovo ostello per la gioventù voluto dal Comune nello storico plesso del consultorio familiare di via Amalfi e visiterà anche la zona industriale di Penitro a Formia  ai confini con quella di Minturno.

Saranno inaugurati il nuovo sistema della banda larga e, dopo gli interventi di messa a norma e sicurezza finanziati dall’Astral, la nuova rampa di immissione sulla superstrada Cassino Formia ed il cavalcavia che collega la zona industriale al centro abitato della frazione di Penitro.

Per non fare un torto a nessuno…

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