I figli d’arte, i Cinque Stelle e la vendetta di Marini

Il Partito Democratico ci ha pensato, i Socialisti ci hanno provato. Ma Stefano Pizzutelli si candiderà a sindaco con la sua lista civica e con il sostegno di Possibile di Armando Mirabella. Non rientrerà nei ranghi di un centrosinistra che appare sempre più ancorato a vecchi schemi. Comunque vada a finire la sfida elettorale tra Nicola Ottaviani e Fabrizio Cristofari.

E’ vero: Stefano è il figlio di Vincenzo Pizzutelli, mostro sacro del Partito socialdemocratico cittadino, provinciale e regionale, uomo di punta di Gianfranco Schietroma per decenni. Stefano è stato pure consigliere comunale dello Sdi ai tempi del secondo mandato di Memmo Marzi.

Ma cosa vuol dire? Che uno non può cambiare opinione perché il papà è stato ed è un “monumento” del Partito Socialista? Inoltre è stato proprio Vincenzo Pizzutelli a incoraggiare Stefano nella sua idea di provare a fare una corsa solitaria. Andrà fino in fondo.

Il Movimento Cinque Stelle invece non ha ancora la più pallida idea di chi candidare a sindaco di Frosinone. Oddio, il grande favorito è Marco Mastronardi, pure lui figlio d’arte. Il papà, Roberto, è stato un amministratore di spicco dell’allora Democrazia Cristiana a Frosinone. Anche in tal caso la scelta di Marco è coraggiosa: i Cinque Stelle di Beppe Grillo sono quanto di più lontano possibile dalla stagione della Balena Bianca. Marco Mastronardi dovrà fare le primarie, alle quali potrebbero partecipare anche Cristian Bellincampi ed Enrica Segneri.

A Frosinone il Movimento Cinque Stelle non ha mai sfondato. Per farlo dovrebbe provare a indicare un candidato politicamente “pesante”. Come l’onorevole Luca Frusone per esempio. Ma i pentastellati non mischiano i livelli: altrimenti a Roma si sarebbe candidato Alessandro Di Battista, non Virginia Raggi.  A Napoli ci avrebbe provato Luigi Di Maio, anche a costo di rischiare di perdere da Luigi De Magistris. Il Movimento punta sul voto di opinione, ma alle comunali non funziona sempre. Roma e Torino sono un’eccezione. Poi in un piccolo centro come Frosinone è complicato affidare tutte le speranze al voto di opinione.

Michele Marini si è mimetizzato. Dopo aver saputo dell’accordo tra Fabrizio Cristofari e Gianfranco Schietroma, si è convinto che con il centrosinistra frusinate lui non ha nulla a che fare. Attenderà a Roma le evoluzioni del Partito Democratico Nazionale. Da ex democristiano ha i suoi referenti. A Frosinone farà tutto quello che può per far perdere Fabrizio Cristofari.

Non sosterrà apertamente Nicola Ottaviani. Ma è la sostanza quella che conta. Nel futuro poi, chissà, Michele Marini potrebbe essere candidato alle regionali o alla Camera con Area Popolare.

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